8 Luglio 2026, mercoledì
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Meloni ad Astana: “Con l’Asia Centrale un nuovo capitolo strategico per l’Italia”

Al primo vertice tra Roma e le cinque repubbliche ex sovietiche, la premier parla di “momento storico” e rilancia il ruolo dell’Italia come ponte tra Europa e Oriente.

ASTANA – Un incontro che segna una svolta nei rapporti geopolitici dell’Italia. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo all’Astana International Forum, ha definito il primo summit tra l’Italia e le cinque repubbliche dell’Asia Centrale – Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan – “un momento storico nelle nostre relazioni”. Un evento che, secondo la premier, apre a una nuova stagione di cooperazione “più solida, duratura e strategica”.

“Ho molto a cuore questo vertice – ha dichiarato Meloni nel suo intervento –. Sono convinta che rappresenti un passaggio decisivo per rafforzare il dialogo tra le nostre nazioni. La capacità di costruire ponti e creare occasioni di confronto, anche in territori finora poco esplorati, è nel DNA del popolo italiano”.

Il summit di Astana segna un importante passo diplomatico nella proiezione dell’Italia verso Est. In un contesto globale sempre più fluido, l’Asia Centrale si configura come crocevia strategico per rotte energetiche, infrastrutture e cooperazione economica. In questo scenario, Roma si propone come partner attento e affidabile, pronto a sviluppare relazioni multilivello che vadano oltre la mera logica commerciale.

Il dialogo italo-centroasiatico, che finora ha avuto una dimensione più bilaterale e frammentata, entra così in una nuova fase di strutturazione multilaterale. Tra i temi al centro del summit, la sicurezza regionale, l’energia, le infrastrutture, il cambiamento climatico e l’innovazione tecnologica. Tutti ambiti nei quali l’Italia punta a valorizzare le proprie competenze e a contribuire alla stabilità e allo sviluppo dell’area.

“L’Italia non teme di tracciare rotte nuove,” ha sottolineato la premier, “e crede fortemente nella diplomazia del coraggio e della visione”. Parole che rispecchiano l’intento del governo di rafforzare la presenza italiana in un’area troppo spesso trascurata dalle strategie europee, ma oggi sempre più centrale nei nuovi equilibri tra Cina, Russia, Europa e Medio Oriente.

Il vertice si inserisce inoltre in un quadro di rinnovato dinamismo della politica estera italiana, che guarda all’Eurasia non solo come snodo logistico ed energetico, ma anche come spazio per costruire alleanze culturali, scientifiche e istituzionali di lungo termine.

L’iniziativa, che ha ricevuto il plauso delle autorità locali, potrebbe diventare un appuntamento periodico, istituzionalizzando un formato che rafforzi la cooperazione tra Roma e le capitali centroasiatiche. Un passo in avanti che – nelle intenzioni di Palazzo Chigi – vuole segnare la presenza italiana non come potenza intrusiva, ma come interlocutore rispettoso e innovativo.

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