SINGAPORE – La voce della diplomazia francese torna a farsi sentire con chiarezza sulla crisi mediorientale, a differenza di molte altre nazioni europee, Italia inclusa. Da un palcoscenico internazionale lontano ma simbolicamente neutro, il presidente Emmanuel Macron ha ribadito il sostegno della Francia alla creazione di uno Stato palestinese, definendolo “non solo un dovere morale, ma una necessità politica”.
Durante una conferenza stampa a margine della sua visita ufficiale a Singapore, Macron ha sottolineato come la nascita di uno Stato palestinese debba avvenire in un contesto di sicurezza e stabilità, che comprenda “la liberazione di tutti gli ostaggi” e la “completa demilitarizzazione di Hamas”. Un passaggio chiave che, secondo l’Eliseo, rappresenta la premessa fondamentale per qualsiasi futuro negoziato credibile.
“La pace duratura in Medio Oriente passa dalla soluzione dei due Stati,” ha ribadito il capo dell’Eliseo, allineandosi a una visione sostenuta da tempo in ambito europeo ma oggi offuscata dall’inasprirsi del conflitto e dal deterioramento delle condizioni umanitarie nella Striscia di Gaza. L’appello di Macron arriva in un momento critico, segnato dall’impasse diplomatica e da un’escalation militare che coinvolge anche attori regionali come Iran, Libano e Siria.
Il presidente francese ha invitato la comunità internazionale a “non cedere al fatalismo” e a impegnarsi in uno sforzo corale per costruire una soluzione politica, che vada oltre la logica delle armi e delle vendette incrociate. “La nostra responsabilità storica – ha aggiunto – è quella di aiutare israeliani e palestinesi a ritrovare un orizzonte condiviso, fatto di sicurezza per gli uni e dignità per gli altri”.
La posizione di Parigi si distingue per la sua fermezza ma anche per il tentativo di riaprire spazi di dialogo laddove la diplomazia sembra essersi fermata. Macron, negli ultimi mesi, ha più volte sollecitato una conferenza di pace sotto l’egida delle Nazioni Unite o dell’Unione Europea, con l’obiettivo di rilanciare il processo negoziale naufragato dopo gli Accordi di Oslo.
Il riferimento al disarmo di Hamas, tuttavia, indica anche un chiaro posizionamento: per la Francia, la legittimità di uno Stato palestinese non può prescindere dalla rinuncia alla violenza armata come strumento politico.
Il messaggio lanciato da Singapore non è casuale: Macron sceglie l’Asia, regione proiettata verso il futuro, per riaffermare una visione del mondo in cui la diplomazia, il diritto internazionale e i principi umanitari tornino a guidare le scelte politiche globali. Una sfida non semplice, ma che la Francia – almeno nelle parole del suo presidente – intende raccogliere.
