A cura di Daniele Cappa
TRENTO — “Con il Quirinale c’è un’interlocuzione diretta”. Matteo Salvini lo ribadisce dal palco del Festival dell’Economia di Trento, dove il Ponte sullo Stretto torna tema caldo, tra ambizioni infrastrutturali e nuove ombre sulle procedure. Il ministro delle Infrastrutture e vicepremier assicura rigore e vigilanza, in risposta alle crescenti preoccupazioni legate ai controlli antimafia sulle aziende coinvolte nel progetto.
“A giorni inizierà il percorso in Aula del decreto infrastrutture. Il mio obiettivo è che ci sia rigore assoluto. Il Parlamento troverà la formula più adatta per garantire trasparenza e controllo”, ha dichiarato. “È la prima volta che un’opera viene sottoposta a questo tipo di polemiche ancor prima di essere avviata. Eppure – ha aggiunto – vogliamo che diventi un modello di legalità”.
L’intervento di Salvini arriva in un momento delicato, dopo che diverse segnalazioni hanno sollevato dubbi su soggetti potenzialmente contigui alla criminalità organizzata coinvolti negli appalti preliminari. Un campanello d’allarme che, secondo il ministro, va affrontato con strumenti normativi solidi ma senza bloccare lo slancio progettuale: “Il ponte è ancora sulla carta, ma proprio per questo possiamo costruirlo nel segno della trasparenza totale”.
Ombre mafiose e un territorio fragile
Tuttavia, la questione della legalità non è l’unica sfida. Le infiltrazioni mafiose rappresentano una minaccia concreta, già emersa nei primi dossier, ma altrettanto insidiosa è la componente geologica: lo Stretto di Messina è una zona sismicamente instabile, attraversata da faglie attive e storicamente soggetta a terremoti devastanti. Un elemento tutt’altro che secondario, che impone una valutazione tecnica accurata e indipendente, al di là della retorica politica e delle scadenze parlamentari.
La trasparenza, insomma, dovrà andare di pari passo con la competenza scientifica. Perché un’opera di tale portata, oltre che simbolica, non può ignorare i limiti imposti dalla natura di un territorio fragile, dove ogni errore rischia di avere un costo incalcolabile.
