Gaza – È una crisi umanitaria senza tregua quella che colpisce la Striscia di Gaza, dove il sistema sanitario è ormai sull’orlo del collasso. Secondo l’ultimo rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità, almeno il 94% degli ospedali presenti nel territorio palestinese è stato danneggiato o completamente distrutto. Delle 36 strutture originariamente attive, solo 19 sono ancora operative, e in gran parte funzionano in modo parziale e precario.
La situazione è aggravata dalla carenza cronica di forniture mediche. Medici Senza Frontiere ha riferito che nella giornata di venerdì sono riusciti a far entrare solo quattro camion carichi di medicinali. “Sono totalmente insufficienti per far fronte all’enorme mole di emergenze sanitarie che ci troviamo ad affrontare ogni giorno”, ha dichiarato l’organizzazione, presente sul campo con il proprio personale.
Sempre venerdì, secondo dati ufficiali diffusi da Israele, sono entrati complessivamente 83 camion carichi di aiuti umanitari, contenenti cibo, farina, farmaci e dispositivi medici. Si tratta della prima ripresa regolare delle consegne quotidiane di aiuti da lunedì scorso, dopo la sospensione temporanea iniziata il 2 marzo. Tuttavia, le ispezioni israeliane al valico di Kerem Shalom continuano a rallentare l’ingresso dei mezzi: su circa 200 camion arrivati all’enclave, solo meno della metà è riuscita a superare i controlli per poi accedere alla Striscia.
La Mezzaluna Rossa palestinese denuncia che “molti degli aiuti promessi non sono ancora arrivati ai residenti”, bloccati nei punti di accesso o distribuiti con estrema lentezza, mentre la popolazione continua a vivere in condizioni disperate.
Nella Striscia, assediata da mesi, i bisogni primari restano fuori controllo: mancano acqua potabile, elettricità, carburante per i generatori ospedalieri e perfino letti e sale operatorie funzionanti. L’Onu lancia l’allarme: “Non basta che i camion entrino, serve garantire un flusso continuo, sicuro e veloce per salvare vite”.
Le immagini che arrivano dagli ospedali – affollati, privi di anestesia, con interventi chirurgici d’emergenza eseguiti in condizioni estreme – raccontano una realtà inaccettabile. L’Organizzazione mondiale della sanità definisce la situazione “catastrofica” e chiede un cessate il fuoco umanitario immediato per consentire l’accesso pieno e sicuro agli aiuti.
In un contesto in cui anche l’assistenza sanitaria di base è diventata un privilegio raro, la comunità internazionale è chiamata a un’azione urgente. Gaza è allo stremo, e ogni giorno senza intervento è una condanna per centinaia di migliaia di civili.
