ROMA – Il debutto ufficiale della stagione fiscale 2025 è partito con il piede sbagliato: nella mattinata di giovedì il portale dell’Agenzia delle Entrate ha subito un pesante rallentamento, accompagnato da blocchi intermittenti, a causa dell’elevatissimo numero di accessi per l’invio del modello 730 precompilato. L’afflusso di contribuenti ha mandato in tilt il sistema proprio nelle ore centrali della giornata, generando disagi e proteste generalizzate.
Il disservizio ha reso impossibile o estremamente difficoltosa la trasmissione delle dichiarazioni dei redditi e di altri adempimenti fiscali con scadenza nella stessa giornata, suscitando la reazione immediata del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, che ha chiesto formalmente una proroga dei termini.
In una lettera indirizzata al direttore dell’Agenzia, Vincenzo Carbone, il presidente dei commercialisti, Elbano de Nuccio, ha denunciato il blackout informatico e sollecitato una misura urgente per evitare penalizzazioni a carico dei professionisti e dei cittadini. Il blocco, secondo quanto riportato, si sarebbe verificato a partire dalle ore 10:30, paralizzando le funzionalità essenziali del sito, compresa la trasmissione delle deleghe di pagamento.
«Abbiamo richiesto l’intervento immediato del Direttore – ha dichiarato Salvatore Regalbuto, tesoriere con delega all’area fiscalità del Consiglio – affinché fosse verificato l’irregolare funzionamento del portale, e attivata la conseguente proroga dei termini, come previsto dalle normative vigenti in caso di impedimenti tecnici».
Nel corso della serata è arrivata una prima apertura dall’Agenzia delle Entrate, che ha confermato la volontà di intervenire con una proroga per sanare le difficoltà operative verificatesi e dare modo a tutti i contribuenti di adempiere in modo equo ai propri obblighi. Nessuna data ufficiale è stata però ancora annunciata.
Sulla stessa linea anche il Codacons, che ha definito il blocco «una causa di forza maggiore». «Il malfunzionamento non può e non deve ricadere sui cittadini – ha dichiarato l’associazione –. È necessario garantire pari possibilità di accesso alla piattaforma e potenziare in modo strutturale l’infrastruttura tecnica per evitare che situazioni simili si ripetano in futuro».
Intanto, la giornata di caos digitale ha riacceso il dibattito sull’adeguatezza tecnologica della pubblica amministrazione, in particolare in periodi notoriamente critici come quello della dichiarazione dei redditi. Se da un lato la digitalizzazione ha semplificato molte procedure, dall’altro episodi come quello di giovedì dimostrano quanto la fragilità dei sistemi informatici pubblici possa generare effetti a catena, con ricadute concrete per milioni di utenti.
Ora si attende la comunicazione ufficiale dell’Agenzia sulle nuove scadenze: una proroga appare ormai inevitabile, ma servirà anche una riflessione più ampia sull’efficienza digitale della macchina fiscale.
