24 Giugno 2026, mercoledì
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Zelensky telefona a Papa Leone XIV: “L’ho invitato a Kiev”

Primo colloquio tra il presidente ucraino e il nuovo Pontefice. Sul tavolo pace, crisi umanitaria e un possibile viaggio del Papa nella capitale ucraina.

Volodymyr Zelensky rompe il ghiaccio con un gesto carico di significati: una telefonata al nuovo Pontefice, Leone XIV, eletto da poche settimane alla guida della Chiesa cattolica. È il primo colloquio diretto tra il presidente ucraino e il successore di Papa Francesco, e segna l’inizio di un dialogo che punta dritto al cuore della crisi europea. “Ho avuto una conversazione significativa con Sua Santità Leone XIV. L’ho invitato a visitare Kiev” ha dichiarato Zelensky, rilanciando l’appello affinché la Chiesa continui a farsi portavoce di un messaggio di pace nel mezzo del conflitto russo-ucraino.

Il contatto arriva in un momento delicato: la guerra è entrata nel suo quarto anno e il fronte appare sempre più stagnante, mentre cresce la pressione diplomatica per riaprire spazi di negoziato. In questo scenario, l’intervento del nuovo Papa potrebbe dare un nuovo impulso al cammino verso la distensione. Leone XIV, sin dal primo discorso pubblico dopo l’elezione, ha fatto capire di voler proseguire l’impegno del predecessore sul piano della mediazione internazionale, pur imprimendo uno stile personale più diretto e marcatamente pastorale.

Durante la conversazione – riferisce Zelensky via social – si è discusso anche del ruolo della Chiesa cattolica in Ucraina, delle emergenze umanitarie in corso e delle azioni a sostegno dei civili colpiti dalla guerra. In particolare, il presidente ha sottolineato l’importanza di rafforzare l’assistenza a sfollati, bambini e famiglie vittime dei bombardamenti, chiedendo un coinvolgimento sempre più attivo delle strutture caritative cattoliche.

Un eventuale viaggio di Leone XIV a Kiev, per ora solo ipotizzato, assumerebbe un significato profondo: sarebbe la prima visita di un Pontefice nella capitale ucraina in tempo di guerra. Una presenza fisica che, oltre al valore spirituale, rappresenterebbe anche un forte messaggio politico alla comunità internazionale.

La diplomazia vaticana – che ha sempre coltivato la riservatezza come metodo – continua a muoversi con discrezione, ma la telefonata di oggi conferma che Roma resta un punto di riferimento cruciale nel tentativo di costruire una via d’uscita dal conflitto. Leone XIV, pur nel solco della tradizione vaticana, ha già mostrato di voler imprimere alla Santa Sede una nuova energia diplomatica, in cui la parola “pace” torna al centro del vocabolario geopolitico del papato.

Per Kiev, il colloquio odierno è un segnale importante. Per Leone XIV, un primo passo in uno dei dossier più urgenti del suo pontificato.

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