Nel mese di marzo il credito alle famiglie italiane ha mostrato segnali di ripresa, mentre permane la stretta sui finanziamenti alle imprese. È quanto emerge dall’ultimo bollettino mensile diffuso dalla Banca d’Italia, che fotografa l’andamento dei prestiti nel sistema bancario nazionale.
Secondo i dati di via Nazionale, i prestiti alle famiglie hanno registrato un incremento dell’1,1% su base annua, in accelerazione rispetto allo 0,7% di febbraio. Un dato che riflette una maggiore fiducia dei nuclei familiari nel futuro e un possibile rilancio dei consumi, sostenuto anche da condizioni di finanziamento relativamente favorevoli rispetto ai picchi degli scorsi anni.
Di segno opposto l’andamento dei prestiti alle società non finanziarie, ovvero le imprese: a marzo si è registrata una flessione dell’1,1% su base annua, seppur in miglioramento rispetto al calo del 2,1% rilevato a febbraio. Nonostante il rallentamento del trend negativo, il dato conferma la persistente difficoltà del mondo produttivo ad accedere al credito, tra tassi ancora elevati, incertezze macroeconomiche e condizioni bancarie più selettive.
Nel complesso, i prestiti al settore privato sono aumentati dello 0,5% rispetto allo stesso mese del 2024. Un timido segnale positivo, se si considera che a febbraio il tasso di variazione annua era rimasto fermo allo 0%. Tuttavia, il quadro generale resta a doppia velocità: da un lato famiglie che lentamente tornano a investire e spendere, dall’altro imprese che faticano a trovare nel sistema bancario un alleato per sostenere investimenti e crescita.
Il dato di marzo sarà ora osservato con attenzione dagli analisti, anche in vista delle prossime decisioni di politica monetaria da parte della Banca Centrale Europea. La capacità del credito di sostenere la ripresa dipenderà anche dall’evoluzione del quadro internazionale, dell’inflazione e della traiettoria dei tassi.
