Il colpo da oltre 200mila euro sulla SP 231, il camionista sequestrato e rilasciato nella campagna: la ricostruzione dettagliata dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Trani.
TRANI — Una rapina a mano armata pianificata nei minimi dettagli, un sequestro di persona, un carico di salumi del valore di oltre 200mila euro sparito nel nulla e sei uomini finiti in manette. È l’esito di un’articolata operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani e condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Barletta Andria Trani, culminata oggi con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip del Tribunale di Trani.
I sei arrestati — di origine andriese, bitontina e barese — sono accusati, a vario titolo, di rapina a mano armata con sequestro di persona, ricettazione, riciclaggio di veicoli rubati e favoreggiamento reale e personale. Il blitz è stato condotto con l’ausilio del 6° Nucleo Elicotteri, dello Squadrone Eliportato Cacciatori Puglia e del Nucleo cinofili di Modugno, a conferma della portata dell’indagine e del rischio operativo legato al profilo degli indagati.
Il colpo sulla SP 231: una rapina da manuale
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, condivisa dal giudice per le indagini preliminari, i fatti risalgono alla sera del 24 marzo scorso. L’obiettivo era un mezzo pesante appartenente a un’azienda di trasporti locale, che stava rientrando alla base con un prezioso carico destinato alla grande distribuzione. I rapinatori, a bordo di due auto — una piccola utilitaria e una berlina di grossa cilindrata — hanno bloccato il tir lungo la SP 231, all’altezza di Corato (BA).
Minacciando l’autotrasportatore con armi da fuoco, lo hanno costretto ad abbandonare il camion e a salire nella loro auto, privandolo della libertà personale. Il carico è stato trasbordato con rapidità e precisione in un altro mezzo, in un’area di sosta dove la banda agiva indisturbata grazie alla complicità di due custodi. La vittima, sotto shock, è stata poi liberata nelle campagne di Terlizzi, nei pressi del veicolo depredato.
Un’indagine ad alta tecnologia
Le indagini, condotte dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo dei Carabinieri di Barletta Andria Trani, si sono avvalse di un ampio apparato investigativo: intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti, localizzazioni GPS e l’analisi di decine di telecamere di videosorveglianza hanno consentito di ricostruire la dinamica del colpo e di identificare i responsabili.
Gli investigatori hanno anche individuato una base logistica — vera e propria “centrale del crimine” — utilizzata per nascondere e modificare veicoli di grossa cilindrata impiegati nei blitz. Qui sono stati rinvenuti e sequestrati due mezzi rubati, un’Alfa Romeo Stelvio e un’Audi A4 SW, entrambi equipaggiati con radio ricetrasmittenti, arnesi da scasso e chiodi a tre punte progettati per forare le gomme delle auto delle forze dell’ordine in caso di inseguimento.
Verso l’interrogatorio di garanzia
Con l’esecuzione della misura cautelare, il procedimento entra ora nella fase dell’interrogatorio di garanzia, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza. Gli indagati dovranno comparire davanti al giudice per chiarire la propria posizione, assistiti dai legali. Sarà compito del processo, attraverso il contraddittorio tra le parti, accertare eventuali responsabilità penali.
Conclusione
Il colpo, definito dagli inquirenti come “tecnicamente impeccabile”, rivela l’esistenza di un gruppo organizzato e radicato nel territorio del Nord Barese, con collegamenti e competenze logistiche di alto profilo. L’intervento della magistratura e delle forze dell’ordine ha consentito di smantellare un’organizzazione criminale che puntava su furti e riciclaggio ad ampio raggio. Ma le indagini, assicurano gli inquirenti, non si fermano qui.
