Ferragni torna al comando del suo brand: “Le favole non esistono, ma scelgo di ricominciare”
Chiara Ferragni torna padrona di se stessa. Dopo settimane di indiscrezioni e tensioni interne alla compagine societaria, l’imprenditrice e influencer ha annunciato attraverso un post su Instagram di essere tornata in possesso del 99% di Fenice Srl, la società che gestisce il suo marchio. L’operazione è avvenuta grazie a un aumento di capitale da 6,4 milioni di euro, sottoscritto quasi interamente dalla holding personale Sisterhood, controllata dalla stessa Ferragni.
Una scelta netta, frutto di una fase delicata per il business legato alla sua immagine, duramente colpito dal crollo reputazionale seguito al cosiddetto “caso pandoro”. “Non è una favola, ma è un nuovo inizio. Libero, mio, imperfetto”, ha scritto Ferragni nel messaggio social che ha accompagnato l’annuncio.
Un messaggio pubblico e personale
L’annuncio è arrivato con uno stile che mescola la comunicazione aziendale al tono intimista tipico del personaggio Ferragni. “Per la prima volta sono azionista di maggioranza del Chiara Ferragni Brand”, ha spiegato nelle sue storie. “Non è solo una questione di quote, ma di libertà. È la scelta di riprendermi in mano la mia storia: guidare, decidere, cambiare. Non racconterò una rinascita perfetta, perché non la sto vivendo. Ma vi racconterò la verità, la mia”.
Un messaggio di empowerment che arriva dopo mesi di silenzio strategico e in un momento cruciale per la sopravvivenza e il rilancio del brand. La stessa Ferragni ammette: “Non voglio più far finta che tutto vada bene quando non lo è”.
L’operazione: Sisterhood rileva quasi tutto
L’aumento di capitale era stato deliberato il 10 marzo 2025, con l’obiettivo di salvare Fenice da una situazione finanziaria compromessa. Il piano prevedeva che i soci potessero sottoscrivere nuove quote. A farlo, però, è stata soltanto Sisterhood, mentre il socio Pasquale Morgese – imprenditore pugliese ed ex detentore del 27,5% della società – ha deciso di non partecipare, contestando apertamente sia l’operazione finanziaria sia il bilancio 2023.
Morgese si è riservato il diritto di impugnare le delibere, lasciando comunque campo libero a Ferragni, che ha così portato la sua quota al 99%. Resta in sospeso l’1% diluito tra gli altri soci, tra cui Alchimia Spa di Paolo Barletta, che invece ha votato a favore dell’operazione.
Fenice: capitale ricostituito, ma il futuro è in salita
Con la ricapitalizzazione, Fenice Srl ha potuto ricostituire il capitale minimo di 200.000 euro, condizione indispensabile per proseguire l’attività. Tuttavia, la strada del rilancio appare in salita: i ricavi della società sono crollati da 14,3 milioni nel 2022 a meno di 2 milioni nel 2024. La crisi reputazionale, innescata dalle polemiche legate a iniziative benefiche mal gestite, ha avuto un impatto diretto sulle performance commerciali del marchio.
La manovra, inizialmente concepita come un’azione collettiva di salvataggio, si è trasformata in un riassetto radicale che ha lasciato Ferragni sola alla guida della sua azienda.
Chi è Pasquale Morgese, l’ex socio in uscita
Pasquale Morgese è il fondatore del gruppo tessile Mofra, attivo nella produzione di abbigliamento. Entrato in Fenice nel 2020, ha ricoperto un ruolo chiave nella fase di espansione industriale del brand. Ma i recenti dissidi con Ferragni e la sua opposizione all’aumento di capitale lo hanno progressivamente estromesso dal progetto.
Che cosa fa Fenice Srl
Fondata nel 2019, Fenice Srl è la società che gestisce i diritti sui marchi riconducibili a Chiara Ferragni. Cura licenze, collaborazioni commerciali, branding e attività di merchandising. È il motore economico che ha permesso alla popolarità digitale dell’influencer di tradursi in un business strutturato. Ma negli ultimi due anni, tra scandali e contraccolpi reputazionali, il modello è entrato in crisi.
Gli altri business dell’imprenditrice
Chiara Ferragni non si ferma a Fenice. È socia di TBS Crew, la società che gestisce il suo blog e la produzione di contenuti; ha collaborazioni con marchi globali come Nespresso, Pantene, Tod’s, Monnalisa; ha lanciato una linea make-up e una collezione dedicata all’infanzia. È inoltre attiva come investitrice e presenza costante nel panorama pubblicitario e della moda.
Cosa significa avere il 99% delle quote
Il controllo del 99% delle quote di una società conferisce potere decisionale pressoché totale: Chiara Ferragni può ora definire la strategia aziendale senza dover negoziare con altri azionisti. Ma con l’autonomia arriva anche la piena responsabilità: ogni successo, così come ogni errore, ricadrà esclusivamente sulle sue spalle.
La sua è una scommessa personale e imprenditoriale. Non una favola, come lei stessa sottolinea, ma una presa di posizione. Lucida, imperfetta, reale.
