2 Agosto 2026, domenica
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Sanità al Collasso a Peschiera Borromeo: 3.800 Cittadini Senza Medico di Base

Dopo il pensionamento di due medici, le frazioni di San Bovio e San Felice restano scoperte. Il M5S denuncia un’emergenza che riflette il fallimento del modello sanitario lombardo.

Un’emergenza silenziosa ma devastante sta colpendo le frazioni di San Bovio e San Felice, nel Comune di Peschiera Borromeo (MI), dove circa 3.800 cittadini rischiano di rimanere privi di assistenza medica di base.
La situazione è precipitata con il pensionamento contemporaneo di due medici di medicina generale, lasciando l’intero territorio senza copertura sanitaria adeguata. Gli ambulatori temporanei attivati finora risultano insufficienti, e non vi è al momento alcuna garanzia sulla continuità e la stabilità del servizio sanitario primario.

A sollevare il caso in Consiglio regionale è il capogruppo del Movimento Cinque Stelle, Nicola Di Marco, attraverso un’interrogazione urgente rivolta alla Giunta lombarda:

“3.800 persone senza medico rappresentano l’immagine concreta del fallimento della riforma della sanità territoriale in Lombardia. Mentre all’interno della maggioranza di centrodestra si consumano schermaglie di potere, a Peschiera Borromeo i cittadini restano senza cure e senza risposte.”

Il consigliere ha denunciato non solo l’assenza di interventi tempestivi, ma anche la mancanza di una strategia strutturale per far fronte alla cronica carenza di medici di base, che affligge l’intera regione.

“Abbiamo chiesto alla Giunta – prosegue Di Marco – se siano previste procedure straordinarie per assegnare immediatamente nuovi medici sul territorio di San Bovio e San Felice; quali soluzioni strutturali si intendano adottare per porre rimedio alla mancanza di personale sanitario; e se finalmente si procederà con una revisione seria del modello di sanità territoriale, ormai evidentemente inadeguato.”

La vicenda di Peschiera Borromeo non è un caso isolato, ma l’ennesimo campanello d’allarme di una sanità pubblica regionale in affanno. Secondo il M5S, le scelte politiche degli ultimi vent’anni in Lombardia avrebbero portato al progressivo smantellamento dell’assistenza di prossimità, aumentando le disuguaglianze e lasciando scoperti interi territori, soprattutto nelle realtà periferiche e meno centrali.

Nel frattempo, la realtà quotidiana per migliaia di residenti è fatta di attese interminabili, accessi complicati ai servizi essenziali, e di un senso crescente di abbandono istituzionale.
La domanda, oggi, è semplice quanto urgente: chi si prenderà cura di questi cittadini?

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