27 Luglio 2026, lunedì
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“Il Ponte sullo Stretto non è una strategia, è un gioco di società”: l’affondo di Annalisa Corrado (Pd)

La responsabile Conversione Ecologica del Pd critica duramente il documento del Governo sul Ponte: “Motivazioni fantasiose e paradossi istituzionali. Meloni e Salvini giocano a Risiko con l’Italia.”

“Una narrazione surreale, degna più di un gioco da tavolo che di una politica infrastrutturale seria.” È con queste parole che Annalisa Corrado, responsabile Conversione Ecologica nella segreteria nazionale del Partito Democratico ed eurodeputata, liquida le motivazioni presentate dal Governo alla Commissione Europea per sostenere la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, dopo il parere negativo della commissione VIA-VAS.

Secondo la Corrado, il documento inoltrato da Palazzo Chigi per tentare di ribaltare il giudizio tecnico europeo si fonda su argomentazioni tanto fantasiose quanto strumentali. Tra le giustificazioni addotte dal Governo Meloni-Salvini figurano l’utilità del ponte per:

  1. garantire un rapido invio di soccorsi in caso di terremoti,
  2. agevolare il transito dei mezzi NATO,
  3. superare l’insularità della Sicilia,
  4. facilitare il trasporto dell’acqua in condizioni di siccità,
  5. migliorare l’integrazione sanitaria tra Sicilia e Calabria.

“Dunque il Ponte dovrebbe servire anche a far transitare truppe NATO? Verrebbe da ridere, se non fosse tutto tragicamente reale,” ironizza Corrado, che non risparmia critiche al duo di governo, paragonando le loro scelte a una partita a Risiko giocata con leggerezza su un Paese reale, fatto di comunità, rischi concreti e priorità trascurate.

Il paradosso, prosegue Corrado, è ancora più evidente quando si cita il rischio sismico come giustificazione dell’opera: “Prima si ignora l’INGV nelle valutazioni tecniche, poi si sostiene che l’infrastruttura sia necessaria proprio per intervenire in un’area altamente sismica. È un cortocircuito logico: il rischio che minimizzano sarebbe la stessa ragione per costruire l’opera?”

Ma il j’accuse della dirigente Pd non si ferma all’aspetto tecnico: “Il progetto non sta in piedi, figuriamoci il ponte,” incalza, spostando l’attenzione anche sulla sanità. Corrado invita il Governo a smettere di usare il sistema sanitario come leva politica, con nomine basate sulla fedeltà partitica piuttosto che sulle competenze, e chiede che il presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani, si assuma le proprie responsabilità: “Aspettiamo ancora che chieda scusa per i clamorosi ritardi dell’Asp di Trapani.”

Sul fronte ambientale, il riferimento alla siccità suona per Corrado “vergognoso”: “Propongono come soluzione il passaggio di autobotti su un ponte che, per anni, devasterebbe l’area dal punto di vista idrico e ambientale. Nel frattempo, i loro governi regionali hanno sprecato fondi di coesione, fallendo 31 progetti su 31 relativi all’acqua nel PNRR.”

La posizione è netta: “Continueremo la nostra battaglia in Europa per ottenere un parere negativo dalla Commissione. Questo non è un progetto infrastrutturale: è un manifesto ideologico dannoso, che distoglie risorse e attenzione dalla reale emergenza della viabilità in Sicilia e Calabria.”

Corrado chiude con un’accusa precisa: “Quasi 15 miliardi bloccati per i capricci di Salvini. È ora che il Governo si occupi di ciò che serve davvero ai cittadini, e smetta di inseguire chimere propagandistiche.”

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