27 Luglio 2026, lunedì
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No Tav, stretta investigativa dopo gli scontri: fermati quattro stranieri legati all’area antagonista

Dopo la giornata di violenze in Val di Susa, la Procura accelera le indagini: nel mirino il reato di devastazione. Il capo della Polizia Pisani sul posto per un sopralluogo e per esprimere sostegno agli agenti

Si stringe il cerchio degli investigatori sugli scontri avvenuti sabato pomeriggio nei pressi dei cantieri dell’Alta velocità in Val di Susa. Nelle ultime ore la polizia di Stato, su impulso della Questura di Torino, ha fermato quattro persone di nazionalità straniera, ritenute – secondo le prime ipotesi – riconducibili all’area del cosiddetto “Blocco Nero”.

L’operazione si inserisce nell’attività di identificazione dei responsabili degli episodi di violenza che hanno visto gruppi di antagonisti attaccare le forze dell’ordine impegnate nella tutela dei cantieri. Le posizioni dei fermati sono attualmente al vaglio degli inquirenti e, allo stato, non sono state ancora formalizzate le contestazioni specifiche a loro carico.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Torino guidata da Giovanni Bombardieri, si concentrano in particolare sull’ipotesi di reato di devastazione, uno dei capi d’accusa più gravi nell’ambito dei disordini di piazza. Non si esclude, tuttavia, che con il progredire degli accertamenti possano emergere ulteriori responsabilità individuali e nuovi capi di imputazione.

A oltre 48 ore dagli scontri, l’attenzione istituzionale resta alta. Il capo della Polizia, Vittorio Pisani, ha raggiunto la Val di Susa accompagnato dal questore di Torino Massimo Gambino e dal prefetto Donato Cafagna. In agenda un sopralluogo nelle aree interessate dagli scontri e un incontro con il personale impegnato nei presìdi di sicurezza, a cui Pisani intende esprimere direttamente la propria solidarietà.

Nel frattempo, sul territorio si registra un rafforzamento dei controlli da parte delle forze dell’ordine, in particolare lungo le principali arterie della valle e nelle zone limitrofe al campeggio organizzato nell’ambito del festival “Alta felicità”, evento promosso dal movimento No Tav e giunto quest’anno alla sua decima edizione.

Il quadro resta in evoluzione, con gli investigatori impegnati a ricostruire dinamiche e responsabilità di una giornata che ha riportato alta la tensione su uno dei fronti più sensibili del dibattito infrastrutturale italiano.

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