26 Luglio 2026, domenica
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Scontri in Val di Susa, M5S e Pd condannano la violenza: “Il dissenso è legittimo, gli attacchi no”

Dalle opposizioni arriva una condanna unanime agli episodi di violenza contro le forze dell’ordine. I Cinque Stelle rilanciano però il nodo politico della Torino-Lione: costi, tempi e opportunità dell’opera restano al centro del confronto

La protesta No Tav torna al centro del dibattito politico dopo gli scontri avvenuti in Val di Susa davanti al cantiere della Torino-Lione. Gli episodi di tensione, con il ferimento di alcuni agenti delle forze dell’ordine, hanno provocato una reazione compatta da parte di diverse forze politiche: la condanna della violenza è netta, senza distinguo né giustificazioni.

Dal Movimento 5 Stelle arriva una presa di posizione che unisce solidarietà agli agenti coinvolti e una rinnovata critica all’opera ferroviaria. “Chi compie violenze non manifesta: delinque”, sottolineano in una nota congiunta i parlamentari pentastellati Chiara Appendino, Antonino Iaria ed Elisa Pirro, evidenziando come gli atti di violenza rischino di spostare il dibattito dal merito della questione infrastrutturale.

Secondo il M5S, infatti, gli scontri finiscono per offrire un vantaggio proprio ai sostenitori della Tav, perché distolgono l’attenzione dalle questioni economiche e ambientali legate al progetto. Al centro delle critiche ci sono i costi dell’opera, indicati in 14,7 miliardi di euro, e l’aumento del 127% rispetto alle stime iniziali richiamato dalla Corte dei conti europea.

“Un giorno di scontri serve a non parlare dei numeri”, affermano i parlamentari, rilanciando il tema della sostenibilità finanziaria della Torino-Lione e ricordando che, secondo la loro posizione, sul versante italiano non sarebbe ancora stato scavato un metro del tunnel di base con la fresa.

Per il Movimento, il momento attuale rappresenterebbe una fase decisiva per riaprire il confronto sull’opportunità dell’opera. In particolare, viene indicata come passaggio cruciale la tratta Avigliana-Orbassano: un segmento che, secondo i Cinque Stelle, potrebbe ancora essere fermato per destinare le risorse ad altri interventi, a partire dal potenziamento del trasporto pubblico locale in Val di Susa.

Sulla stessa linea di fermezza contro la violenza interviene anche il Partito democratico. Sandro Ruotolo, componente della segreteria nazionale del Pd, parla di un “no netto” agli attacchi contro le forze dell’ordine e respinge qualsiasi tentativo di attenuazione.

“Non esiste un ‘sì, ma’. Esiste solo un no”, afferma Ruotolo, sottolineando che il dissenso politico e sociale rappresenta un diritto fondamentale, ma non può mai trasformarsi in aggressione. “Si passa dalla parte del torto quando si sceglie la violenza, quando ci si nasconde dietro un passamontagna, quando si attaccano donne e uomini in divisa”, aggiunge.

Il messaggio che arriva dal fronte politico è dunque duplice: da una parte la difesa del diritto a manifestare e a contestare una grande opera pubblica; dall’altra la linea invalicabile del rifiuto di qualsiasi forma di violenza.

La partita sulla Torino-Lione resta aperta sul piano politico e infrastrutturale, ma gli episodi di Val di Susa hanno riportato in primo piano un principio condiviso: il confronto sulle grandi opere può essere acceso e anche radicale, ma deve restare dentro i confini della legalità democratica.

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