28 Luglio 2026, martedì
HomeMondoEconomia nel MondoTigri di carta e ruggiti in playback

Tigri di carta e ruggiti in playback

Donald incontra Bibi per valutare gli armamenti disponibili, ben sapendo che gli USA hanno pochi pezzi e che le minacce statunitensi sono ruggiti in playback di una tigre di carta.

A cura di Gilberto Borzini

Per comprendere la situazione tutt’affatto rosea degli USA attuali bisogna rileggere la recente storia economica descritta quindici anni fa dal premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz: tra il 1970 e il 2007 le crisi finanziarie registrate dall’economia capitalista furono 124: Messico, Argentina, Russia, Tailandia e Sud Est Asiatico furono i segnali prevalenti e più evidente di una crisi sistemica, ovvero propria del modello capitalista finanziario, che esplose nel 2008 demolendo il fragile sistema del credito statunitense risollevato con mostruosi investimenti federali, ben oltre i mille miliardi di dollari, durante la presidenza Obama.

Difatto la situazione economica degli USA ereditati da Trump vedono un debito pubblico ipertrofico (39,4 trilioni di dollari)  accompagnato da un altrettanto impresentabile debito privato  pari al 142% del PIL, entrambi sostenuti dalle manovre contenitive in capo alla FED che da un lato emette bond a sostegno del debito pubblico e dall’altro finanzia le banche che a loro volta finanziano il credito privato.

Obbligando l’UE, la NATO e altri alleati ad acquistare armi dagli USA Trump cerca di raggranellare i denari necessari a colmare sia il debito pubblico praticamente fuori controllo, sia il deficit specifico relativo agli armamenti, gran parte dei quali o già utilizzati per sostenere i diversi interventi armati operati dagli USA, o ceduti all’Ucraina per fronteggiare la Russia, e comunque divenuti scarsi e vecchi, come vecchia appare essere la V flotta che incrocia al largo del mare arabico.

Il Segretario alla Difesa (o della Guerra) Pete Hegseth ha chiesto al Congresso un finanziamento d’emergenza di 67,1 miliardi di dollari (parte di un pacchetto totale da 87,6 miliardi) per sostenere le operazioni militari in Medio Oriente contro l’Iran e i conflitto è già costato agli USA 37,5 miliardi di dollari, a dimostrazione del fatto che gli USA ruggiscono molto ma hanno armi spuntate in magazzino, tanto da dover proporre una “sospensione” del conflitto in attesa di incontrare Netaniahu per valutare se, congiuntamente, si disponga o meno della necessaria forza militare per chiudere definitivamente la partita iraniana.

Hegseth ha definito i fondi “urgenti e necessari” per evitare gravi carenze operative e mantenere la pressione militare.

La tattica avviata dal businessman Trump è piuttosto chiara: acquisire energia, anche con le armi, per poterla rivendere a chi non ne ha e sostenere conflitti al fine di produrre armi da vendere col pretesto della difesa in modo da fare cassa. Purtroppo il meccanismo si è inceppato nel momento in cui per sostenere la teoria del conflitto permanente gli USA hanno ceduto o venduto troppi armamenti all’Ucraina finendo con lo sguarnire il proprio arsenale: fino ad oggi all’occidente la guerra ucraina è costata 700 miliardi di dollari di cui il 45% a carico degli USA e il limite minimo raggiunto è stato dimostrato quando Kiev ha richiesto un maggior numero di sistemi difensivi Patriot e si è sentita offrire i diritti di costruzione dei sistemi, segno inequivocabile della carenza degi stessi sistemi in arsenale, e segnale alquanto equivoco visto che per avviare la fabbricazione di Patriot pare servano anni e non settimane.

I “tira e molla” trumpiani contro l’Iran seguono quindi le vicende di cassa degli USA: si fa la voce grossa, si minaccia, si lanciano modesti attacchi dimostrativi ma le casse languono e gli arsenali scarseggiano. Solo l’eventuale disponibilità di risorse israeliane potrebbe definire un diverso andamento del conflitto ma un maggior peso bellico, strategico e politico di Tel Aviv nei confronti di Washington segnerebbe l’avvio di un “redde rationem” medio orientale, con la definizione della Grande Israele di proporzioni inimmaginabili.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti