29 Giugno 2026, lunedì
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Palermo, evasione da film al carcere minorile: tre in fuga con le lenzuola, tutti arrestati

I tre giovani detenuti – un tunisino, un marocchino e un ivoriano – si sono calati dal muro di cinta con lenzuola annodate. Dopo una fuga rocambolesca, sono stati tutti ripresi. Uno di loro ha tentato di incendiare la cella al rientro.

Un’evasione che sembra uscita da una sceneggiatura cinematografica, ma che si è consumata nella realtà tra le mura del carcere minorile Malaspina di Palermo. Tre detenuti, due minorenni e uno appena maggiorenne, sono riusciti a fuggire nella notte tagliando le sbarre della propria cella e calandosi dal muro di cinta con delle lenzuola annodate. Una fuga audace ma breve: nell’arco di poche ore tutti e tre sono stati catturati.

Protagonisti dell’evasione, un ragazzo della Costa d’Avorio, un marocchino e un tunisino. Il piano è stato messo in atto con precisione: dopo aver segato le sbarre e eluso la sorveglianza, i tre hanno raggiunto il perimetro esterno e si sono calati lungo il muro utilizzando le lenzuola, sfuggendo inizialmente al controllo delle guardie.

Immediato è scattato l’allarme. Decine di agenti di polizia, carabinieri e polizia penitenziaria si sono mobilitati in una vera e propria caccia all’uomo, supportata anche da un elicottero che ha sorvolato la città. Posti di blocco sono stati istituiti in tutta Palermo, mentre venivano presidiate le stazioni ferroviarie, il porto e le zone più battute.

Il primo a essere ripreso è stato il giovane ivoriano, intercettato in piazzale Giotto, nei pressi della circonvallazione. Riportato al Malaspina, ha reagito con violenza: ha tentato di appiccare un incendio nella cella e ha lanciato suppellettili, procurandosi anche diverse ferite.

Poco dopo è stato catturato il marocchino, da poco maggiorenne, nascosto nel quartiere popolare di Ballarò, noto per la forte presenza di comunità migranti. Il giovane era stato trasferito a Palermo dopo un episodio di rivolta nel carcere minorile di Reggio Calabria.

Infine, il terzo evaso, il tunisino, è stato individuato nei pressi di corso Tukory, vicino alla stazione centrale. Anche per lui, la fuga si è conclusa con il ritorno al carcere minorile da cui era scappato.

L’episodio riaccende i riflettori sulle condizioni di sicurezza nelle strutture penitenziarie minorili italiane, già sotto pressione per sovraffollamento e mancanza di personale. L’evasione, sebbene risolta con successo dalle forze dell’ordine, rappresenta un segnale d’allarme che le istituzioni non potranno ignorare.

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