8 Luglio 2026, mercoledì
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Guerra commerciale senza fine: Pechino impone dazi del 34% sugli USA, Trump attacca

Il confronto economico tra Cina e Stati Uniti si intensifica con nuove tariffe punitive. Le parole di Trump: "La Cina è nel panico, non può permetterselo".

La tensione tra Cina e Stati Uniti raggiunge un nuovo picco: Pechino ha annunciato l’introduzione di dazi aggiuntivi del 34% su tutti i beni provenienti dagli Stati Uniti, a partire dal 10 aprile. La notizia, diffusa dalla Commissione tariffaria doganale del Consiglio di Stato cinese, segna un ulteriore capitolo nella lunga saga della guerra commerciale che vede le due potenze mondiali sfidarsi su più fronti.

La decisione di Pechino arriva come risposta alle misure tariffarie imposte in precedenza da Washington, in un contesto di crescente rivalità economica e geopolitica. Le nuove tariffe colpiranno una vasta gamma di prodotti, tra cui beni di consumo, materie prime e tecnologie, penalizzando pesantemente le esportazioni americane verso il mercato cinese.

La reazione della Casa Bianca non si è fatta attendere. L’ex presidente Donald Trump, noto per il suo approccio duro nei confronti della Cina, ha commentato la mossa con tono sprezzante, accusando Pechino di essere “nel panico” e di non poter sostenere una guerra commerciale prolungata. “La Cina se l’è giocata male. È andata in panico: l’unica cosa che non può permettersi!”, ha affermato Trump, sottolineando che Pechino non ha la capacità di sopportare le conseguenze di ulteriori tariffe.

Queste nuove misure tariffarie arrivano in un momento di incertezze globali, con l’economia mondiale che tenta di riprendersi dalla pandemia di COVID-19 e con il conflitto tra le due nazioni che sembra non trovare una soluzione. Le tariffe imposte dalla Cina potrebbero avere un impatto significativo non solo sulle economie di entrambi i paesi, ma anche sull’intero panorama commerciale internazionale.

In risposta a questa escalation, il governo degli Stati Uniti ha già annunciato di essere pronto a prendere ulteriori contromisure, continuando a difendere le sue politiche protezionistiche nei confronti delle pratiche commerciali cinesi che, secondo Washington, danneggiano le imprese americane. Nel frattempo, gli osservatori internazionali monitorano con attenzione l’evoluzione di questa guerra commerciale, che potrebbe avere implicazioni ben più ampie, in un contesto già di per sé delicato.

La partita tra Pechino e Washington, insomma, sembra tutt’altro che conclusa. Con ogni mossa, le due superpotenze continuano a giocare una partita ad alto rischio, dove le sanzioni economiche e le politiche tariffarie si intrecciano con le sfide politiche e strategiche di una rivalità che appare sempre più difficile da disinnescare.

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