Il generale Abdel Fattah al Burhan, capo delle forze armate del Sudan, ha dichiarato oggi che la capitale Khartoum è finalmente “libera”, segnando un punto di svolta significativo nel lungo conflitto che ha devastato il paese. In un messaggio trasmesso dalla televisione di Stato, al Burhan ha annunciato il ripristino del controllo da parte dell’esercito sudanese sulla capitale, a seguito di progressi significativi nell’espulsione dei paramilitari che avevano preso il controllo di diverse aree urbane durante il conflitto iniziato quasi due anni fa.
Le forze armate sudanesi, che da tempo combattono contro i gruppi paramilitari, hanno dichiarato di aver conquistato le ultime roccaforti nemiche, riprendendo il controllo di punti strategici e ristabilendo l’ordine in alcune delle zone più critiche di Khartoum. Il generale al Burhan, che ha assunto la leadership del paese nel 2019 a seguito di un colpo di stato, ha descritto la liberazione della capitale come un passo fondamentale per la stabilità e il ritorno alla normalità, pur mantenendo un tono cauto riguardo agli sviluppi futuri.
“Khartoum è libera, è fatta”, ha detto al Burhan, indicando che le forze armate sono riuscite a respingere i combattenti paramilitari che, negli ultimi mesi, avevano intensificato la loro resistenza, minacciando la sicurezza e l’integrità del governo centrale. La dichiarazione arriva dopo giorni di scontri intensi, che hanno visto un’impennata nella violenza tra l’esercito e le forze di paramilitari legate a diverse fazioni ribelli.
Nonostante l’annuncio di vittoria, la situazione rimane tesa, con molte sfide ancora da affrontare per riportare stabilità e ordine in un paese che ha sofferto enormemente per le divisioni interne, il collasso delle istituzioni civili e la crisi umanitaria in corso. Gli osservatori internazionali restano cauti, sottolineando che, sebbene la riconquista della capitale sia un passo significativo, l’intero paese rimane scosso da anni di conflitti e instabilità.
La comunità internazionale ora attende con attenzione le prossime mosse di al Burhan e la sua capacità di gestire le sfide post-belliche, inclusa la costruzione di un dialogo nazionale che coinvolga tutte le fazioni e le etnie del paese, per evitare nuove fratture e garantire la pace duratura nel Sudan.
