29 Giugno 2026, lunedì
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Dalla difesa al dominio: la metamorfosi della NATO

Dalla fine della Guerra Fredda alle nuove tensioni globali, l’Alleanza Atlantica si è progressivamente trasformata da baluardo difensivo a strumento di proiezione geopolitica. Tra espansione a Est, leadership finanziarie e interessi strategici, il dibattito odierno solleva interrogativi profondi sul ruolo dell’Europa e sul futuro di un sistema sempre più orientato al conflitto.

A cura di Gilberto Borzini

LA RIFLESSIONE

Non fossi mai nato: Certe relazioni possono essere tossiche, nascere con ottime intenzioni e trasformarsi in sciagure. La NATO ad esempio …

Per una persona dalle competenze minime quale io sono, per lo più cresciuta in anni in cui per le strade si sentiva urlare e sui muri si leggeva un po’ ovunque lo slogan “fuori dalla NATO !” il dibattito attualmente in corso appare francamente surreale.

Il caro estinto Andreotti aveva osato affermare, a caduta del Muro avvenuta, la pssibilità di sciogliere la NATO essendo caduta, insieme con l’Unione Sovietica, la sua motivazione principale. Mal gliene incolse perché dal momento in cui esternò quella affermazione iniziarono le accuse di associazione mafiosa, di baci coscaioli seguendo un poco l’esempio di quel Bettino che agli ammericani rifiutò i dirottatori della Lauro in quel di Sigonella.

La NATO, struttura difensiva, regolata da contratti di impronta difensiva, divenne così da quegli anni format aggressivo, utilizzata dagli USA per avviare e gestire molte delle malcontate ventisette guerre scatenate qua e là per mantenere il proprio impero, disponendo di proprie basi a stelle e strisce su territori nazionali formalente liberi ma nella sostanza colonizzati.

In tempi più complessi, espandendo la NATO ad oriente rinnegando parole spese e promesse affermate, non poco valore ebbe la sostituzione a capo di governi e governicchi di professionisti della politica, come in precedenza, con esponenti di imperi finanziari, antichi governatori di banche nazionali e banche centrali europee come Mario Draghi, consiglieri d’amministrazione di fondi di investimento come Friederich Mertz, presidente del consiglio d’amministrazione della divisione tedesca dell’americana Black Rock, o il francese Macron, managing director presso la banca Rothschild & C.: persone politicamente inette ma strumentalmente perfette per mantenere e sostenere gli interessi dei rispettivi datori di lavoro.

Il modello così avviato rese molto agli USA e assai meno all’Europa Unitaria divenuta per conseguenza e necessità non più legame di popoli ma banchetto lobbistico, tutta tesa a macinare privatizzazioni di pubbliche utilità, di infrastrutture e di risorse.

A tal punto è giunta l’arroganza da imporre per mano americana di sostituire al Welfare europeo il Warfare a stelle e strisce, sì da poter sostituire la Sanità con la Guerra, il farmaco con la mitraglia, l’istruzione con la disciplina, marciando non proprio allegramente verso il conflitto atteso con l’ultimo obiettivo di speculare sulla ricostruzione di ciò che si va distruggendo come chiede Halliburton (colossale multinazionale americana, nota storicamente per il suo ruolo chiave nel fornire supporto logistico, ingegneria e ricostruzione delle infrastrutture soprattutto in contesti post-bellici e di emergenza per conto del governo e dell’esercito degli Stati Uniti)  e la sua cucciola KBR chesotto apparenti spoglie green gestisce servizi di intelligence e difesa in non meno di trenta pesi del mondo.

Così la NATO, da adeguato modello difensivo in tempi di guerrefredde, si è trasformata nel mastino abbaiante e aggressivo affidata all’onomatopeico segretario Rutte, quello che sosteneva i “paesi frugali”, che negava l’idea di un Debito comune europeo, quello che chiama Trump con il soprannome di Papino, ed è noto nelle cancellerie planetarie per essere più alto che competente.

Ora questa “cosa”, questa sorta di Blob onnivoro e avido, tenterà la rimodellazione di se stessa sulla via dell’Anatolia, tra tappeti e kepap, tra mistici Sufi e ricordi imperiali, ospiti dell’unico Paese  a maggioranza islamica della NATO e che gode del secondo maggiore esercito del gruppo con il quale non esclude di riaffermare il proprio dominio sul Mediterraneo orientale e il vicino oriente.

A pensarci bene tremano le vene ai polsi, e viene da pensare “meglio sarebbe stato non essere mai NATO”.

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