Gli arrivi di migranti in Italia sono in diminuzione e, secondo il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, questo è il risultato di una politica di deterrenza sempre più efficace. Durante un’intervista, Piantedosi ha ribadito che l’Italia sta raccogliendo i frutti delle misure messe in campo per contrastare l’immigrazione irregolare, sottolineando un calo del 17% dei flussi migratori nei primi mesi del 2025 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
A far discutere, però, è la proposta di riconvertire i centri albanesi di Gjader e Shengjin, strutture che finora sono rimaste in gran parte inutilizzate. L’idea di Piantedosi è quella di trasformarle in Centri di Permanenza per il Rimpatrio (Cpr), strutture destinate a trattenere i migranti irregolari in attesa di rimpatrio. Secondo il Ministro, questo cambiamento consentirebbe all’Italia di restituire ai propri paesi di origine coloro che, altrimenti, rischiano di aggravare la situazione di sicurezza nelle nostre città.
“L’uso di questi centri in Albania – ha spiegato Piantedosi – potrebbe rivelarsi fondamentale per intensificare l’efficacia dei rimpatri, facilitando il ritorno in patria dei migranti che non hanno diritto di rimanere in Italia. Non solo: questo sistema rappresenterebbe anche un elemento di deterrenza, perché darebbe la possibilità alle forze dell’ordine di agire più tempestivamente.”
Riconversione senza nuovi investimenti
Una delle argomentazioni principali a sostegno di questa iniziativa riguarda la sostenibilità economica. Piantedosi ha infatti chiarito che la riconversione dei centri in Albania non richiederebbe nuovi investimenti, poiché le strutture sono già attrezzate per ospitare i migranti in attesa di rimpatrio, con spazi dedicati a tale scopo. Inoltre, ha sottolineato che la funzione di accoglienza iniziale sarebbe comunque mantenuta, pur con un focus maggiore sulla gestione dei rimpatri.
Le dichiarazioni del Ministro fanno eco a una crescente preoccupazione in tutta Europa sulla necessità di rafforzare le politiche di rimpatrio, un tema che ha guadagnato rilevanza anche in ambito internazionale, con la Commissione Europea che spinge sempre di più affinché gli Stati membri implementino misure efficaci contro l’immigrazione illegale.
Un risultato significativo nella lotta al traffico di esseri umani
Piantedosi ha anche commentato con soddisfazione l’andamento degli arrivi, rimarcando come il calo del 17% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso segua un trend già evidenziato nel 2024, quando gli sbarchi erano diminuiti del 58% rispetto all’anno precedente. “Abbiamo fatto un passo importante nella lotta contro il traffico di esseri umani – ha affermato il Ministro – ma dobbiamo mantenere alta l’attenzione. Le instabilità politiche in alcuni paesi di partenza continuano a rappresentare una minaccia, e dobbiamo essere pronti a reagire.”
Il Ministro ha concluso facendo un bilancio positivo dell’operato del governo, che ha visto un incremento dei rimpatri del 35% rispetto allo scorso anno. Questo risultato, secondo Piantedosi, conferma che la politica di deterrenza e il rafforzamento dei rimpatri stanno dando i loro frutti, rendendo più sicura l’Italia e contribuendo alla stabilità dell’intero continente europeo.
La proposta di riconversione dei centri albanesi in strutture dedicate ai rimpatri potrebbe dunque rappresentare un ulteriore passo nella direzione di una gestione più efficace dei flussi migratori, con un occhio attento alla sicurezza e alla legalità.
