24 Giugno 2026, mercoledì
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Appendino (M5S) sfida Elkann: “Non usi la riconversione per affossare l’automotive italiana”

La Vicepresidente del Movimento 5 Stelle, Chiara Appendino, risponde alle dichiarazioni di Elkann, accusando il governo e Stellantis di non fare abbastanza per i lavoratori dell’automotive. "La riconversione bellica non giustifichi la distruzione del settore".

Chiara Appendino, Vicepresidente del Movimento 5 Stelle, ha rivolto parole dure nei confronti di John Elkann e del governo italiano durante il suo intervento all’evento “Salviamo Mirafiori, salviamo il lavoro”, organizzato a Torino dagli eurodeputati del M5S. L’occasione è stata propizia per esprimere la sua posizione su un tema sempre più caldo: la crisi del settore automotive e la gestione dell’industria dell’auto nel nostro Paese.

La Appendino ha iniziato il suo discorso con un sentito ringraziamento a chi ha organizzato l’evento, in particolare agli europarlamentari del M5S e al presidente Giuseppe Conte, nonché ai consiglieri regionali e comunali presenti. Ma è soprattutto ai lavoratori che si è rivolta, ringraziandoli per il loro impegno quotidiano a difesa dell’automotive italiano, un settore che sembra essere sempre più messo in difficoltà da politiche inadeguate.

“Da sempre siamo al fianco dei lavoratori e degli imprenditori dell’automotive, in ogni angolo d’Italia. Ogni giorno vediamo la sofferenza di chi vede ridotti i propri stipendi e delle aziende che non hanno certezze sul futuro. Eppure, dopo l’assurda audizione in cui John Elkann ha evitato di rispondere alle nostre domande, ha avuto il coraggio di dire che dobbiamo ringraziarlo”, ha dichiarato Appendino con un tono deciso.

Per la Vicepresidente del M5S, queste parole sono inaccettabili. “Chi vive la costante incertezza della cassa integrazione, come i lavoratori di Mirafiori che sono da 18 anni sotto questo incubo, chi vede chiudere gli stabilimenti e chi sente solo il silenzio come a Termoli, dove il progetto della Gigafactory è in stallo, non ha nulla per cui ringraziare”, ha sottolineato la deputata. In particolare, Appendino ha voluto rispondere direttamente a Elkann: “Non osi ripetere queste parole, perché sono lontane dalla realtà di chi vive il dramma del lavoro precario e della disoccupazione. Noi continueremo a lottare, non ci fermiamo.”

Un attacco che non ha risparmiato neppure il governo italiano, che secondo Chiara Appendino sta aggravando ulteriormente la situazione per i lavoratori e le imprese della filiera automobilistica. “Il governo non solo non sta proteggendo il settore, ma sta addirittura peggiorando la situazione, con un taglio di ben 4,6 miliardi al fondo per l’automotive”, ha denunciato la politica. A suo avviso, il governo ha condannato l’Italia a due anni di calo della produzione industriale e ora propone di puntare sulla produzione di armi per rilanciare l’industria, un progetto che la Appendino definisce “una follia”.

Nel mirino c’è anche la strategia di Stellantis, che ha avviato discussioni sul possibile uso della “riconversione bellica” come soluzione per il futuro del settore. “Non permetteremo che Stellantis e Elkann usino questa scusa per chiudere quello che resta dell’automotive in Italia. Non possiamo tollerare che un settore tanto importante venga sacrificato con l’idea che una riconversione bellica possa risolvere tutto”, ha affermato con fermezza.

La risposta della Vicepresidente del M5S si inserisce nel contesto di una mobilitazione più ampia per la salvaguardia del lavoro e delle imprese del settore automotive, che oggi si trovano ad affrontare sfide sempre più gravi a causa di scelte politiche e aziendali che, secondo Appendino, non stanno tenendo conto delle reali necessità e delle difficoltà dei lavoratori.

“Non smetteremo di lottare per proteggere l’automotive, per dare certezze ai lavoratori e per difendere il nostro futuro industriale. La battaglia è appena iniziata”, ha concluso Chiara Appendino, lanciando un appello a tutte le forze politiche e sociali di unirsi a questa causa.

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