16 Agosto 2026, domenica
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Pestaggio Mortale a Crotone: Pena Aumentata per l’Istigatrice, 12 Anni di Carcere

La Corte di Appello di Catanzaro ha condannato Anna Perugino a 12 anni per concorso anomalo in tentato omicidio, dopo l’aggressione che ha ridotto la vittima in coma irreversibile.

Un’aggressione violenta che ha cambiato per sempre la vita di una vittima e portato alla luce una tragedia familiare: è quanto emerso dalla sentenza della Corte di Appello di Catanzaro, che ha recentemente emesso una condanna più severa per Anna Perugino, la donna accusata di aver istigato un brutale pestaggio avvenuto a Crotone nell’agosto del 2022.

La Perugino, 44 anni, vedrà aumentare la pena da 8 a 12 anni di carcere, condanna che arriva dopo una revisione del caso in appello. La sua istigazione ha portato Nicolò Passalacqua, l’autore materiale dell’aggressione, a picchiare violentemente Davide Ferrerio, un uomo di Bologna che, dopo il violento attacco, è finito in coma irreversibile. La Corte ha quindi deciso di rivedere la condanna iniziale, modificando l’accusa di concorso anomalo in lesioni gravissime a quella di concorso anomalo in tentato omicidio, un reato che comporta una pena più alta.

L’aggressione, avvenuta l’11 agosto 2022, aveva visto la vittima brutalmente picchiata con una violenza tale da provocarle danni irreversibili. La decisione della Corte di Appello ha rimarcato la gravità dell’azione, spostando l’accento sull’intento potenzialmente mortale dell’aggressione. Passalacqua, che ha materialmente compiuto il gesto, era stato inizialmente condannato a una pena inferiore in primo grado, ma anche lui ha dovuto fare i conti con le conseguenze legali della sua violenza.

La sentenza d’appello ha coinvolto anche Andrej Gaju, compagno di Anna Perugino, condannato a cinque anni di reclusione per la sua partecipazione ai fatti.

Il caso ha suscitato molta attenzione per la sua brutalità e per il ruolo attivo che la Perugino ha giocato nell’incitare l’aggressore a compiere l’atto violento. La sua condanna a 12 anni di reclusione rappresenta un chiaro messaggio della giustizia, che non tollera l’istigazione alla violenza e riconosce la responsabilità di chi contribuisce in modo diretto o indiretto a simili atti. Il destino di Davide Ferrerio rimane segnato dall’incidente, con una vita che non sarà mai più la stessa.

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