A margine dell’evento “Tuteliamo i posti di lavoro, possibili soluzioni per la crisi industriale di Brindisi”, organizzato dal Movimento 5 Stelle, Chiara Appendino ha lanciato un duro attacco al governo e al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. L’ex sindaca di Torino ha sottolineato l’urgenza di un intervento per tutelare i lavoratori della centrale Enel di Cerano e del petrolchimico di Brindisi, realtà che rischiano la chiusura senza alcun piano alternativo.
“Abbiamo ascoltato oggi i lavoratori della centrale Enel di Cerano e del petrolchimico di Brindisi, che si sentono abbandonati dal governo”, ha dichiarato Appendino. “Questi lavoratori sanno solo che le loro centrali chiuderanno quest’anno, ma non hanno visto alcun progetto che offra loro una prospettiva di riconversione. Urso, come Ministro, ha il dovere di farsi carico di questa situazione e convocare un tavolo di crisi. Enel non può semplicemente spegnere i motori dopo quarant’anni di attività sul territorio senza offrire una soluzione”.
Secondo l’esponente del Movimento 5 Stelle, è fondamentale che il governo si occupi di garantire una riconversione industriale che non solo salvaguardi i posti di lavoro, ma che promuova uno sviluppo sostenibile per Brindisi, una città da tempo legata alle sorti dell’industria energetica e chimica. “Se Urso ogni tanto uscisse dai palazzi del Ministero, si accorgerebbe che queste persone, insieme a quelle del comparto chimico, sono a rischio di perdere il proprio posto di lavoro”, ha aggiunto. “E se non interviene, l’Italia rischia di legarsi ancora di più alla dipendenza energetica straniera, acquistando energia a caro prezzo e mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro”.
Nel suo intervento, Appendino ha anche criticato le politiche del governo in materia di difesa e riconversione industriale. “Meloni e i suoi invece di spingere per spendere 800 miliardi di euro in armi, dovrebbero concentrarsi su come ottenere i fondi per la transizione delle aziende verso una produzione più sostenibile”, ha affermato con determinazione. “Invece di piegarsi agli interessi di Eni e Enel, dovrebbero occuparsi di politiche industriali vere. La riconversione delle industrie civili in direzione della difesa è una follia, e chi ha dimenticato i lavoratori non ha la credibilità per parlare di politica industriale”, ha continuato Appendino. “Siamo pronti a parlare con chi è stato abbandonato. Ci troveranno lì, a difendere la dignità del lavoro e delle persone che ci vivono”.
L’evento, che ha visto la partecipazione di numerosi esponenti del Movimento 5 Stelle, ha messo in evidenza le preoccupazioni legate alla crisi industriale che sta colpendo la zona di Brindisi, un territorio che rischia di perdere non solo la sua vocazione produttiva, ma anche un’importante parte della sua identità economica e sociale.
riconversione delle industrie civili verso la difesa vengano ai cancelli a parlare con chi è stato abbandonato: ci troveranno lì, dalla parte di chi difende la dignità del proprio lavoro.” Ha dichiarato Chiara Appendino a margine dell’evento ‘Tuteliamo i posti di lavoro, possibili soluzioni per la crisi industriale di Brindisi’ organizzato dal Movimento 5 Stelle
