A distanza di tempo dalla tragica morte di Saman Abbas, il processo di appello in corso a Bologna riporta in aula ricordi dolorosi e testimonianze scioccanti. Alì Haider, il fratello della 18enne di origine pachistana uccisa nel 2021, è stato chiamato a testimoniare durante la seconda udienza, e ha reso dichiarazioni che confermano quanto già raccontato in primo grado.
“Ho visto mio zio, Danish Hasnain, prendere mia sorella per il collo”, ha dichiarato Alì Haider, con voce ferma, davanti alla corte. La sua testimonianza ha gettato nuova luce sull’orribile omicidio, sottolineando la violenza con cui la giovane è stata uccisa. “Con lui c’erano anche i miei cugini, Ikram Ijaz e Noumanulaq Noumanulaq”, ha aggiunto, descrivendo i momenti drammatici in cui Saman è stata aggredita. Le parole del fratello hanno confermato le dichiarazioni precedentemente rese in primo grado, dando ulteriore sostegno alla tesi accusatoria.
Saman Abbas, originaria del Pakistan, era scomparsa nell’aprile del 2021, e solo un anno e mezzo dopo i suoi resti sono stati ritrovati, nascosti in un campo a Novellara, in provincia di Reggio Emilia. La sua morte è stata il tragico epilogo di una lunga storia di violenze familiari, alimentate da un conflitto con i genitori e con la loro visione tradizionalista e rigida delle sue scelte di vita.
Nel corso del primo processo, la madre e il padre di Saman sono stati condannati all’ergastolo per l’omicidio della figlia, riconosciuti colpevoli di aver orchestrato e partecipato attivamente al delitto. Danish Hasnain, lo zio della ragazza, è stato invece condannato a 14 anni di reclusione. Ora, con il processo di appello, si cerca di fare chiarezza su tutti i dettagli della vicenda, con l’obiettivo di ottenere giustizia per una giovane vita spezzata.
Le parole di Alì Haider, tra dolore e determinazione, sono solo una parte di un lungo percorso giudiziario che ha coinvolto intere famiglie e che continua a scuotere l’opinione pubblica. Il caso di Saman Abbas, simbolo di una lotta per la libertà e il rispetto dei diritti, è diventato uno dei più discussi e seguiti in Italia, gettando una luce cruda sulle difficoltà che molte giovani donne, soprattutto quelle provenienti da contesti migratori, devono affrontare nel tentativo di affermare la propria autonomia e identità.
