La situazione nella Striscia di Gaza sta precipitando, con il Programma Alimentare Mondiale (Pam) che avverte che le scorte di cibo disponibili sono sufficienti per meno di due settimane. Questo scenario allarmante arriva mentre il conflitto tra Israele e Hamas continua a mietere vittime e provocare distruzione. In un contesto di grave crisi umanitaria, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato con fermezza che “la nazione vuole la vittoria e l’avrà”, promettendo di riportare a casa tutti gli ostaggi, ma senza indizi di una cessazione immediata delle ostilità.
Nel frattempo, al Cairo si è tenuto un vertice della Lega araba che ha approvato un piano proposto dal presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi per la ricostruzione di Gaza, un’iniziativa che è stata rifiutata dal governo israeliano. Il piano egiziano si oppone a quello avanzato in precedenza dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che prevedeva il controllo statunitense su Gaza e il trasferimento della popolazione palestinese in Egitto e Giordania. Israele ha respinto il piano egiziano, sottolineando che non tiene conto della “realtà della situazione” dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, che ha innescato il conflitto.
In un’altra mossa controversa, il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ha annunciato il blocco degli aiuti umanitari diretti a Gaza, giustificando la decisione con l’affermazione che Hamas stia usando questi aiuti come una risorsa per finanziare il terrorismo. Saar ha dichiarato che per passare alla seconda fase della tregua, Gaza dovrà essere “completamente demilitarizzata”, una condizione che appare irrealizzabile senza un accordo formale con Hamas.
Il Pam ha ribadito che le sue scorte alimentari stanno per esaurirsi, avvertendo che la crisi potrebbe aggravarsi nei prossimi giorni. Le scorte di carburante sono altrettanto limitate e potrebbero finire in poche settimane. Le autorità israeliane hanno bloccato l’ingresso di cibo, carburante, medicine e altre forniture essenziali nel territorio palestinese, mettendo ancora più sotto pressione la popolazione civile, che già vive una situazione di emergenza estrema.
Secondo l’ultimo bilancio del Ministero della Salute palestinese, controllato da Hamas, almeno 48.440 persone sono morte e oltre 111.000 sono rimaste ferite da quando è iniziato il conflitto il 7 ottobre 2023. Il numero di vittime è destinato ad aumentare, poiché molte persone sono ancora sepolte sotto le macerie degli edifici distrutti. Il bilancio, purtroppo, non tiene conto delle centinaia di persone che continuano a soffrire a causa delle difficili condizioni di vita e del conflitto in corso.
In questo scenario di incertezze e conflitti politici, la comunità internazionale segue con attenzione gli sviluppi a Gaza, sperando in una soluzione che possa fermare la violenza e avviare un processo di ricostruzione. Tuttavia, le divergenze tra Israele e la Lega araba, e le dure posizioni di Hamas e delle autorità israeliane, sembrano rendere ancora lontano un cessate il fuoco duraturo.
