13 Luglio 2026, lunedì
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Inchiesta Gintoneria: trovato conto in Lituania, in cerca del tesoretto nascosto

Il conto in Lituania da 33mila euro e altri sequestri rivelano un presunto giro illecito di droga e prostituzione. Gli inquirenti puntano a scoprire milioni fatti uscire dall'Italia, con possibili investimenti in Albania.

Nuove rivelazioni emergono nell’inchiesta che coinvolge Stefania Nobile, figlia di Wanna Marchi, e l’ex compagno Davide Lacerenza, indagati a Milano per un presunto giro di spaccio e sfruttamento della prostituzione legato alla “Gintoneria”. Gli inquirenti hanno trovato e immediatamente bloccato un conto bancario in Lituania, dove erano depositati 33mila euro, riconducibili ai due indagati. Questo è solo uno dei tasselli che compongono il puzzle di un’indagine più ampia, condotta dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano, finalizzata a scoprire l’intero giro di denaro e i relativi movimenti sospetti.

Secondo le indagini, gran parte dei proventi illeciti legati all’attività della Gintoneria e del privé “La Malmaison” sarebbe stata trasferita all’estero. Gli inquirenti hanno anche sequestrato altri 40mila euro su conti bancari italiani e 10mila euro in contante rinvenuti nel privé, una delle location al centro dell’indagine. Le autorità sospettano che parte di questi fondi sia stata investita all’estero, con un possibile legame con l’Albania. La procura, guidata dalla PM Francesca Crupi, è convinta che dietro a questi movimenti si nasconda un ampio e articolato sistema di autoriciclaggio e traffico illecito di denaro proveniente da attività illegali.

Stefania Nobile, insieme al suo ex compagno Lacerenza e a Davide Ariganello, un presunto factotum coinvolto nel giro, è stata sottoposta agli arresti domiciliari. I tre saranno interrogati martedì 11 marzo dal giudice per le indagini preliminari, Alessandra Di Fazio. L’inchiesta riguarda, oltre allo spaccio di sostanze stupefacenti, anche il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione, con una clientela che, secondo le intercettazioni, comprendeva imprenditori, influencer e anche esponenti di seconda fila delle forze dell’ordine. Per loro, l’accesso al privé era un’esperienza esclusiva, con un soppalco per attività sessuali a pagamento e un servizio di delivery che includeva cocaina, bottiglie di alcol pregiato e escort.

Durante le intercettazioni, sono emersi anche dettagli inquietanti sul linguaggio in codice utilizzato da Lacerenza per trattare della droga e delle prestazioni sessuali, rivelando l’ampiezza del giro d’affari che ruotava attorno a questo circuito illecito.

A supporto delle accuse, il sequestro di 900mila euro, una cifra che si ritiene sia il provento di autoriciclaggio, è stato disposto dalle autorità. Questo ulteriore sequestrato dimostra l’entità delle operazioni finanziarie che potrebbero nascondere guadagni illeciti derivanti dalla criminalità organizzata.

Il difensore di Stefania Nobile, l’avvocato Liborio Cataliotti, ha dichiarato che la sua assistita non avrebbe mai favorito né sfruttato la prostituzione, sostenendo che l’imputazione per questo reato deriverebbe solo dal fatto che i proventi illeciti siano stati destinati alla società di cui Nobile sarebbe considerata amministratrice di fatto. L’avvocato ha inoltre preannunciato di presentare istanza al Riesame per ottenere la revoca dell’arresto.

L’inchiesta prosegue a pieno ritmo, e gli inquirenti sono determinati a scoprire l’intero sistema di affari illeciti che si celerebbe dietro la Gintoneria e i suoi giri esclusivi, cercando di rintracciare l’intero flusso di denaro, compreso quello fatto uscire dai confini italiani.

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