Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che non troverà pace fino a quando giustizia non sarà fatta per la morte dei due bambini Bibas, uccisi brutalmente da Hamas. Le parole di Netanyahu arrivano dopo un tragico aggiornamento sulla vicenda degli ostaggi: giovedì, infatti, il movimento islamista ha riconsegnato le salme di quattro prigionieri, tra cui i piccoli gemelli Bibas, simboli dolorosi del conflitto in corso.
Secondo le informazioni provenienti dall’ufficio del premier, il corpo di uno dei due bambini Bibas è stato identificato insieme a quello di Oded Lifshitz, un 86enne che era stato catturato nel suo kibbutz al confine. Tuttavia, il terzo corpo restituito non corrispondeva a quello della madre dei bambini, come inizialmente ipotizzato. L’IDF (Forze di Difesa Israeliane) ha confermato che il DNA di quel corpo non corrisponde a nessuno degli ostaggi ancora trattenuti a Gaza, portando nuova confusione e dolore.
Netanyahu ha promesso che Israele agirà con “determinazione” per riportare a casa Shiri, la madre dei bambini, e tutti gli altri prigionieri, vivi o deceduti. “Garantiremo che Hamas paghi il prezzo pieno per questa crudele violazione dell’accordo”, ha affermato, ribadendo l’impegno a non fermarsi fino a quando giustizia non sarà fatta per le vittime innocenti.
Nel frattempo, la situazione in Israele si aggrava. Tre autobus vuoti sono esplosi nel sobborgo Bat Yam di Tel Aviv, e la polizia ha scoperto altri due ordigni inesplosi. Le autorità stanno indagando su possibili legami con atti di terrorismo, mentre la tensione cresce in tutto il paese.
Il conflitto tra Israele e Hamas, che ha provocato una crisi umanitaria devastante, continua a colpire duramente la popolazione civile, con numerosi bambini tra le vittime innocenti. Il paese si prepara ad affrontare un ulteriore escalation di violenza, mentre Netanyahu e il governo israeliano promettono di rispondere con forza e giustizia.
