29 Giugno 2026, lunedì
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Libero l’assassino di Federica Squarise: il “Gordo” fuori dal carcere dopo 17 anni

Uccise la giovane italiana a Lloret de Mar nel 2008: ora ha una nuova vita a Saragozza

L’uruguaiano Víctor Díaz Silva, conosciuto come “Gordo”, l’uomo che nel 2008 violentò e uccise la giovane Federica Squarise mentre era in vacanza a Lloret de Mar, è ufficialmente libero. Condannato a 17 anni e 9 mesi di carcere per omicidio, Silva ha lasciato la prigione grazie ai benefici concessi dalla legislazione spagnola, che prevede misure di reinserimento per i detenuti che hanno scontato almeno tre quarti della pena.

Un delitto brutale e una fuga durata pochi giorni

La sera del 30 giugno 2008, Federica Squarise, 23 anni, originaria di Padova, si trovava a Lloret de Mar, una delle mete turistiche più frequentate della Costa Brava. Durante una serata in un locale, la giovane incrociò Víctor Díaz Silva, un clandestino uruguaiano che si era stabilito da poco nella città catalana. Dopo il suo rifiuto alle avances dell’uomo, Silva la trascinò in un’area appartata, la violentò e poi la uccise.

Per giorni la famiglia e gli amici cercarono disperatamente notizie di Federica, finché il 7 luglio il suo corpo senza vita venne rinvenuto nascosto tra la vegetazione di un parco cittadino. Due giorni dopo, il 9 luglio, la polizia spagnola arrestò Silva a Tarragona, a circa 200 chilometri dal luogo del delitto. Il fuggitivo, che aveva tentato di camuffare il proprio aspetto rasandosi i capelli e travestendosi da frate con una Bibbia tra le mani, fu incastrato dalla testimonianza di alcuni suoi connazionali. Ad alcuni amici aveva infatti confessato di aver ucciso Federica, minimizzando il gesto con la frase agghiacciante: “Uno sbaglio che può capitare a tutti”.

La confessione e il processo

Sottoposto a interrogatorio, Silva confessò l’omicidio ma continuò a negare la violenza sessuale, sostenendo che il rapporto fosse stato consenziente. Nel corso del processo, la sua versione venne smontata dalle prove e dalle testimonianze raccolte dagli inquirenti. La sentenza lo condannò a 17 anni e 9 mesi di carcere per omicidio e violenza sessuale, un verdetto che, per quanto severo, non ha impedito la sua scarcerazione anticipata.

Una nuova vita fuori dal carcere

Secondo le norme penitenziarie spagnole, un detenuto che ha scontato almeno tre quarti della pena può beneficiare di permessi e misure di reinserimento, a condizione che segua un percorso di recupero. Così è stato per Silva, che in carcere ha conosciuto la donna che sarebbe poi diventata sua moglie. Dopo il matrimonio, ha ottenuto un lavoro e ora vive a Saragozza. Anche se la sua scarcerazione ufficiale è prevista per il 31 marzo 2026, di fatto è già un uomo libero.

La notizia della sua uscita dal carcere ha riaperto una ferita ancora dolorosa per la famiglia di Federica Squarise e per tutti coloro che ricordano la brutalità di quel delitto. Una libertà che, per molti, appare come un’ingiustizia nei confronti di una giovane donna che non ha avuto alcuna possibilità di difendersi.

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