29 Giugno 2026, lunedì
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Caso Almasri: Governo Risponde alle Proteste dell’Opposizione, Mercoledì l’Informativa di Nordio e Piantedosi

Dopo le accese proteste, il ministro della Giustizia e quello dell’Interno riferiranno in Parlamento sulla vicenda del leader libico Almasri. Ma Giorgia Meloni non parteciperà all'informativa, suscitando nuove polemiche politiche.

La questione legata al caso Almasri, il generale libico arrestato il 19 gennaio in Italia e successivamente scarcerato e rimpatriato, continua a scuotere l’attenzione politica italiana. Mercoledì, a riferire in Parlamento sulla vicenda non sarà il premier Giorgia Meloni, come richiesto dalle opposizioni, ma il ministro della Giustizia Carlo Nordio e quello dell’Interno Matteo Piantedosi. La decisione è stata comunicata durante la riunione dei capigruppo e segna un punto di rottura con le richieste provenienti dal centrosinistra.

Nonostante le richieste insistenti da parte delle opposizioni, la comunicazione di Palazzo Chigi ha confermato che l’informativa non sarà trasmessa in diretta televisiva, poiché per ottenerla era necessaria l’unanimità, e alcuni membri della maggioranza non si sono mostrati d’accordo. Come spiegato dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, il tema è stato affrontato in riunione, ma alla fine la diretta è stata esclusa, suscitando nuove frizioni con l’opposizione. “Qualcuno in maggioranza non era d’accordo”, ha affermato Ciriani.

Il governo, accusato di “scappare” di fronte a una questione che ha assunto rapidamente rilevanza politica, si è trovato a fronteggiare il malcontento delle forze di centrosinistra. Da giorni, infatti, il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle hanno denunciato la mancanza di trasparenza e chiarezza da parte dell’esecutivo. La contestazione si è intensificata durante i lavori d’Aula, con gli esponenti dell’opposizione che hanno alzato la voce contro il governo, rifiutando la proposta del ministro Ciriani di riferire in Parlamento sulla vicenda. L’ipotesi di un intervento del ministro per i Rapporti con il Parlamento era stata presto abbandonata, scatenando nuove proteste, anche con una mini-maratona oratoria da parte dei deputati del Movimento 5 Stelle, che hanno sollevato il tema della scarcerazione di Almasri e del suo rimpatrio con un volo di Stato.

Giuseppe Conte, leader del M5s, è stato il primo a rilanciare la richiesta di un’informativa diretta e trasparente da parte di Giorgia Meloni, ma anche gli altri gruppi hanno supportato l’iniziativa, accusando il governo di non voler affrontare il caso con la dovuta serietà. La protesta dei 5 Stelle, con la sua azione ostruzionistica, è stata definita solo “l’inizio” di un possibile inasprimento delle tensioni, se il governo non risponderà alle sollecitazioni dell’opposizione. Secondo fonti interne al Movimento, un’eventuale decisione della maggioranza di fare affidamento solo sul ministro Ciriani potrebbe portare a una vera e propria rottura, con la possibilità che i deputati del M5s abbandonino l’Aula.

Anche il Partito Democratico ha minacciato azioni più forti in caso di mancata risposta adeguata, con Chiara Braga che ha chiarito: “Se non ci sarà una risposta soddisfacente, il Pd non riprenderà i lavori d’Aula”. Intanto, Matteo Renzi, leader di Italia Viva, ha ironizzato sul fatto che “Meloni non c’è, Nordio non c’è, Piantedosi non c’è”, per poi aggiungere sarcasticamente che tutti “saranno a Roccaraso”, alimentando il malcontento sull’assenza di una chiara presa di posizione da parte del governo.

Dall’altro lato, il vicepremier Antonio Tajani ha difeso la posizione dell’esecutivo, sottolineando che “è il governo a decidere chi va a riferire in Parlamento”, ribadendo che le opposizioni non hanno voce in capitolo in merito a tale scelta. La risposta definitiva del governo è arrivata dopo un incontro a Palazzo Chigi, dove, oltre a Ciriani, era presente anche la senatrice della Lega Giulia Bongiorno, che ha preso parte alla difesa delle azioni del governo e dei ministri coinvolti, tra cui Meloni, Mantovano, Nordio e Piantedosi.

Il caso Almasri, dunque, continua a essere al centro del dibattito politico, con la tensione che sale sia all’interno della maggioranza che con le opposizioni, le quali non sembrano intenzionate a mollare la presa. L’informativa che si terrà mercoledì in Parlamento sarà un momento cruciale per comprendere come l’esecutivo intenda affrontare una vicenda che rischia di avere ripercussioni politiche non indifferenti.

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