27 Luglio 2026, lunedì
HomeNewsLa Campania modello virtuoso nella crescita delle energie rinnovabili

La Campania modello virtuoso nella crescita delle energie rinnovabili

A cura di Luigi Rubino

Presentato, alla Palazzo della Regione in via S. Lucia a Napoli, il dossier campano sulle fonti “pulite”

Seppur lentamente nel nostro Paese crescono le fonti rinnovabili. Il maggior apporto negli ultimi tempi lo ha dato la Regione Campania con il 57,4% della produzione di energia elettrica e il contributo sostanzioso del comparto eolico.

La fotografia è stata scattata da Legambiente con il suo Rapporto Annuale “Comuni Rinnovabili” presentato presso la Sala de Sanctis, della Regione Campania, in via S. Lucia, a Napoli,  alla presenza dei vertici nazionali e regionale dell’associazione e del presidente della Regione, Vincenzo De Luca.

Nel 2023, dicono i dati, siamo a quota 3,76 gigawatt di potenza rnnovabile elettrica nel fotovoltaico, eolico, idroelettrico e bionergie. Tutto questo grazie alla presenza di oltre 67.000 impianti. Rispetto ai dati del 2022, si registra quindi un aumento di potenza del 9% ed un aumento di produzione del 11%. 

Punto di comparto è il sistema eolico. rispetto alle altre Regioni del Sud Italia, la Campania è terza in questo settore per potenza installata dietro Puglia e Sicilia e secondi per produzione dietro sempre la Puglia. 

Maggiori aumenti tra le tecologie rinnovabili  come numero di impianti e potenza installata si è registrato  lo scorso anno  anche con il sistema solare fotovoltaico. Diffuso in 549 comuni su 550, la tecnologia del solare fotovoltaico è praticamente dovunque in Campania.  Di questi 549 comuni, ben 81 sono 100% rinnovabili potrebbero potenzialmente coprire  i consumi di energia elettrica degli abitanti.

I comuni con la maggiore potenza installata risultano Eboli, Serre, Nola, Giugliano in Campania, Sessa Aurunca, mentre sono 357 i nuovi impianti nel Comune di Napoli, segue Sparanise, nel Casertano, Acerra, (Na), Salerno, Frattamaggiore (Na).

A farla da padrona, coe accennato prima è l’eolico. Nei 14 comuni campani ci sono quasi 2 GW di potenza con 4,13 Twh di energia prodotta nel 2023. Protagoniste le provibce di Avellino e Benevento. 

 Positivi  anche i sistemi idroelettrici e quello delle Bioenergie  sul terrritorio campano istallati particolrmente intorno Caserta e Salerno.

“Da anni – ci dice Mariateresa Imparato, prsidente Legambiente Campania – raccontiamo come il modello campano potrebbe rappresentare un riferimento importante per le azioni necessarie per facilitare la decarbonizzazione del Paese. I dati presentati dimostrano gl importanti passi in avanti che potrebbero continuare nella regionem ma anche crescere in altri territori, ma il contesto nazionale fa prefigurare possibili passi indietro nello sviluppo delle rinnovabili. Oggi, la Regione Campania – continua Imparato – può giocare un ruolo politico fondamentale in difesa delle rinnovabili sul piano nazionale come modello virtuoso di buon governo della transizionbe energetica da diffondere e potenziare attraverso  norme e politiche industriali e occupazionali  necessarie per vincere la sfida climatica economica e sociale.”

“La rivoluzione energetica nel  Paese – ha poi detto Stefano Ciafani, presisente nazionale Legambiente – avanza, ma all’orizzonte si intravedono minacce importanti. Il governo  nazionale ha approvato norme come il decreto agricoltura, che viete indiscriminatamente il fotovoltaico a terra, e quello sulle aree idonee, che delega la materia alle Regioni. A peggiorare la situazioe ci sono regioni come la Sardegna che, sta vietando l’installazione dei nuovi impianti a fonti rinnovabili sul 99% del territorio sardo, nonostante che ancora oggi il 69% dell’elettricità regionale venga prodotta dal carbone. Per archiare l’era dei fossili serve pragmatismo, competenza, lungimiranza  dimostrata dalla Regione Campania, un modello che vorremmo vedere applicato in tutto il territorio nazionale. Sarebbe una vera sconfitta perdere questa occasione storica che può permettere ai giovani del Sud di poter scegliere se restar a vivere e lavorare nei loro territori, o andare a vivere, secondo loro scelta, in altre regioni d’Italia.”

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti