A cura dell’Avv. Margherita Morelli
L’Europa dovrà imparare a camminare da sola. Potrà essere un bene o un male, con la classe politica che ci ritroviamo.
Intanto, la Germania, il motore d’Europa, è diventata una 500 sgangherata e comincia a perdere pezzi. Gli altri non se la passano meglio, Italia compresa, dove si taglia su tutto ma si lavora ancora in fretta per mandare armi a Kiev, gli ultimi sprechi in pacchetto, che porteranno anche gli ultimi morti.
Il tempo dirà dove andremo a impattare, ma meglio soli che male accompagnati.
Resteranno le macerie di due guerre, con migliaia di giovani morti in Ucraina che si possono salvare. Un Paese che non entrerà nella NATO, una cessione di terre che non interessano più a nessuno e il fallimento di una politica guerrafondaia ostinata, sostenuta dalla grancassa mediatica, di cui mi aspetto una nuova lavata di faccia.
Resterà il suicidio morale di Israele agli occhi del mondo, che potrà prendere tutto, dal fiume al mare e anche oltre, ma non il cuore di un popolo. Si sentirà autorizzata a completare il lavoro sporco, in barba a tutte le risoluzioni dell’ONU e agli accordi.
Resteranno le macerie di Gaza, gli oltre 100 mila morti, i feriti ei bambini traumatizzati per sempre, e forse le ville costruite dai nuovi barbari, sulle spoglie dei morti innocenti che continueranno a gridare giustizia, con la vergogna di un genocidio che sarà scritto nella storia, indelebile e incancellabile, dell’umanità. Il tutto firmato e sottoscritto da un anziano cadente e ipocrita, con la firma autenticata dal suo speculare successore, più appariscente ma non meno pericoloso.
Avremo un nuovo assetto in Medio Oriente, con un cane da guardia senza freni e assetato di terre, di cui resteranno solo le ombre nella caverna della sua democrazia, ammesso che ne abbia mai avuta una.
E qui, però, mi aspetto qualcosa anche da parte della magistratura, perché molte domande, compresa la riforma della giustizia, sono rimaste in sospeso, insieme ai procedimenti contro il premier e alle tinte oscure di quanto realmente accaduto il 7 ottobre e dopo. Restano interrogativi su quello che è stato fatto per non liberare gli ostaggi, sulle indiscrezioni trapelate, sull’arresto di uno dei fedelissimi di Netanyahu e sulla defenestrazione del ministro della difesa.
Poi ci sono i Paesi arabi, quelli della ricchezza e del petrolio, che hanno svenduto i loro fratelli. Questi restano ricchi, ambigui, ma anche musulmani. Su quest’ultimo aspetto, la mia resta solo una constatazione.
Avremo sdoganato e sostenuto un nuovo colonialismo, quello del terzo millennio, e la nuova apartheid sarà peggiore della precedente.
La politica, che si nutre di capitali e ideologia, è sempre più scollata dalle esigenze vere dei popoli, e la strada per il nazionalismo più becero ed esasperato è anche l’anticamera dei nuovi nazismi.
Il quadro è fosco, ma non molto più di quanto non lo sarebbe stato se le cose fossero andate diversamente nelle elezioni dei nostri alleati.
Aspetto gli eventi, ma con Trump o Kamala non mi sarei sentita al sicuro, né dentro né fuori.
Se non è zuppa, è sempre pan bagnato.
