16 Ottobre 2021, sabato
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Intervista Angelo Sagnelli: candidato al premio Nobel

Di Ionela Polinciuc

Angelo Sagnelli buongiorno e grazie per aver accettato di essere oggi qui con me.‘’ Buongiorno a Lei.’’Lei è candidato al premio Nobel, ci racconti della sua carriera, del suo successo che è stato proprio questo la via per arrivare ad essere candidato al premio Nobel‘’No, non sono uno scienziato, ma semplicemente un poeta che si è posto alcune domande a cui ha dato delle risposte che potrebbero sembrare velleitarie, ma che in definitiva hanno contribuito a creare il mio mondo poetico: riflessioni che mi hanno aiutato nella ricerca personale di verità nascoste.Credo pertanto, parlando dell’universo, che lo stesso sia stato pensato e realizzato dal così detto Vuoto Energetico. Il Vuoto lo percepisco e lo intendo come una grandissima energia che abbia avuto necessità di rappresentarsi in uno spazio da lei stessa costruito, donandosi, per meglio dire materializzandosi: una fonte viva di energia che si è concretizzata in tutte le relative forme che si sono strutturate e destrutturate nel corso dei millenni: molecole, atomi, stelle, pianeti e tante altre composizioni. Pertanto tutta la materialità che oggi ci è dato conoscere nient’altro è se non l’energia del Vuoto, di quel Vuoto iniziale di cui abbiamo parlato prima: un Vuoto energetico che si è materializzato là dove le varie strutture fisiche nient’altro sono se non parte della stessa creazione che ha dato origine a tutta la materia che oggi conosciamo come tale.Andando oltre ho ritenuto che essendo, come detto, la materia di cui è composto l’universo essa stessa energia proveniente dalla primitiva fonte da me denominata Vuoto, nel tempo esaurita la funzione materialistica entropica ritornerà ad essere energia pura. Detto questo la mia attenzione si è rivolta all’uomo e alla natura; alla natura che è costretta a seguire il dettato che le è stato imposto, all’uomo che ha ricevuto in libertà il potere di valorizzare la natura nelle sue molteplici funzioni o anche di distruggerla e con essa il suo stesso seme di uomo.Da quanto sopra esposto nascono le tante considerazioni di ordine fisico, filosofico e poetico legate tra loro.’’
Quante cose interessanti. Cosa vuole mettere in evidenza?
‘’Vorrei mettere in evidenza, in questo mio raffigurarmi, cosa intendo per “il tempo” e per “ la morte”. Ambedue queste evidenze non esistono di per sé. Ciò che noi chiamiamo “ Morte “ non esiste di per sé perché noi in realtà siamo una struttura cosmica alla stregua di una stella, di un pianeta o di altra così detta materia strutturata in un insieme di elementi che nel tempo può destrutturarsi, anzi deve destrutturarsi: “ L’ Entropia “. Pertanto come la struttura di una stella può destrutturarsi, sicchè tutti gli elementi che la componevano si aggirino per l’universo (ed ecco la poesia) in attesa di potersi ristrutturare in qualche insieme aperto all’accoglienza, così anche il nostro corpo umano essendo una struttura, una volta destrutturato, spargerà per  l’universo tutte le particelle chimiche e fisiche di cui era composto. ( ed ecco ancora il poeta ) non solo le particelle fisiche e chimiche di cui era composto, ma anche i suoi desideri realizzati o non, i suoi amori, le sue passioni, i suoi pensieri dal primo vagito all’ultimo urlo disgregante. E come accadrà per le stelle o per altri corpi celesti anche noi vagheremo per il cosmo in cerca di nuovi insiemi aperti all’accoglienza dando agli altri parte di noi e prendendo da essi parte di loro.Non so se tutto questo sia vero ma mi piacerebbe tanto lo fosse.Dopo queste riflessioni sul Vuoto ho voluto trattare l’argomento del tempo immaginando la vera natura che lo determina. Il tempo infatti non esiste di per sé ma credo che si verifichi là dove un qualche accadimento accada. Se non accadesse nulla il tempo non esisterebbe. Pertanto là dove un certo accadimento accade da quel momento si genera un’onda elettromagnetica incorporata dalla luce (come sostiene la scienza ) che percorre l’intero universo. ( Ed ecco il poeta) essendo il tempo un’onda elettromagnetica non è altro che un vettore che racchiude in sé l’informazione di ciò che è accaduto, perché è accaduto, chi lo ha fatto accadere e con quale intensità. Anche qui non so se questo sia vero ma mi piacerebbe lo fosse, perché ciò consentirebbe a tutti gli accadimenti piccoli o grandi determinati dalle particelle più minute o dagli enormi buchi neri di portare le relative informazioni; informazioni che consentirebbero all’intero sistema astrale di rinnovarsi da solo. A tale proposito ricordo di aver letto, studiando il nascere e il fiorire delle religioni, che Dio nel vecchio Testamento avrebbe detto ai Patriarchi che diressero gli Ebrei fuori dal Mar Rosso “ Fino qui vi ho aiutati a fuoriuscire dalle persecuzioni  che il Faraone vi infliggeva, ma d’ora in poi non farò più nulla per l’uomo, lasciando che gli eventi facciano il loro corso naturale, ma io starò sempre nei vostri cuori “. Anche queste parole mi hanno spinto a dire che il tempo ha acquisito la funzione di far rinnovare continuamente il cosmo come sopra più specificamente sostenuto.Ora al termine di queste trattazioni e di questo viaggio cosmico, avendo fatto conoscere il mio pensiero o meglio il mio mondo poetico determinato in parte dagli studi, dalle occasioni del vivere mio, dalle filosofie e dalla scienza che mi ha sempre accompagnato e sorretto e infine da quanto altro ho incontrato per strada, voglio dire che Il Vuoto per me è Dio. Quel Dio che ho chiamato all’inizio “Il Vuoto “ cioè l’energia iniziale che ha dato l’avvio a quel grande vuoto che contiene in sé tutto il pieno e che lo dirige dove vuole e dove ritiene necessario che vada.’’
Dott. Angelo Sagnelli: Ci sono domande che Lei si pone frequentemente?
‘’A volte mi domando perché due piattaforme di migliaia di stelle quando si incontrano nell’universo non si attirano, come dovrebbe accadere secondo la teoria generale di Albert Einstein, ma si respingono, creando un vuoto di particelle di antimateria virtuale, e che cosa è l’antimateria virtuale se non ciò che era prima della materia?Credo che l’uomo per sua natura si ponga sempre domande e che il poeta come pure il filosofo e lo scienziato devono cercare di dare risposte secondo le loro attitudini, la loro cultura, le loro credenze, tenendo presente che esiste un oltre sempre più oltre dove non è dato penetrarne l’evoluzione. Certo l’uomo non ha ali per volare e per conoscere ciò che vorrebbe. E allora cosa resta se non la costante ricerca della verità: l’amore per la natura che si dona a noi con tutta la sua bellezza, il nostro pensiero, che là dove non riesce ad andare oltre si esprime a volte con l’immaginazione, con la speranza, con la poesia che in sé contiene il canto e il grido dell’uomo: poesia non espressa, non aggressiva ma incantata dalla bellezza stessa e dall’amore che lega gli uomini l’uno all’altro lungo una strada che dobbiamo percorrere durante la nostra esistenza. La mia poesia nasce per l’amore della verità, quella verità che è sempre soggettiva e che diventa spiritualità per tutti noi. E’ proprio la poesia che fa sognare e ci consente di vivere due vite: quella terrena e quella volutamente ricercata con forza per comprendere e per sapere di noi. Non è soltanto un raccontare, ma essenzialmente dare forza al cuore di chi sa leggere il non scritto e il non detto per darlo a tutti sempre a piene mani.E qui ancora il poeta.  Spesso mi sovviene l’immagine di come potrebbe essere rappresentata la Fine del Mondo: il momento più alto dell’entropia, della così detta distruzione totale della materia, dove la stessa ritornerà ad essere energia pura a ricomporsi in quella primitiva energia che ha dato origine all’universo. E ciò accadrà come la rappresentazione artistica di un grande evento in un grande teatro dove tutte le particelle atomiche della materia, ma anche tutti i pensieri, le speranze, le attese, i ricordi, le passioni, gli amori, le filosofie e le vere   verità, faranno da cornice alla grande poesia che in sé tutte le arti trattiene e racchiude. Così in un unico corpo l’Umanità darà inizio alla danza dei tempi che l’uno all’altro a seguire porterà in scena solo la bellezza di cui ha goduto in un cielo irradiato di luce dove il Divino concederà all’umano di fondersi e di godere di quella energia primordiale che potrebbe prevedere ancora altri tempi, altre entropie, altre strutture ed altri insiemi. È questa la poesia: la verità di ognuno di essere manifestato ai tanti e di comprendere l’essenza della vita: il dono dell’amore e quella catena infinita dai tanti anelli di cui tutti noi e tanti, tanti altri ne faremo sempre parte.Questo è il mio sentire espresso in tutte le mie poesie.
Ci può recitare una poesia?
‘’ Si certo! Nella solitudine del VuotoSe guardo intorno vedo sempre il pieno:la massa, l’energia e il suo da farsi:le piante, la terra, i monti e il mare,e ciò che muove ancora ad altro tempo.Ma al chiuso di una stanza, quando è sera,riecheggia  silenziosa la mia eco:la musica ancestrale che si donaa chi si esalta in fulgidata attesa.E si fa vuoto ciò che prende e mi sollevanel peso, nella forma e nel pensierolà dove il pieno non ha più ragione,perdendo nel suo insieme ciò che freme.Quante visioni s’aprono alla mentee quante luci a illuminarne il gridonell’attimo che provo, penso e vivoin questo andare che mi porta altrove.Si, nella danza delle luci e delle ombreil vuoto ormai mi avvolge e mi sorprendequasi a cullare il sogno di un pensieroche spesso emerge dove non gli è dato.E là, con le mani racchiuse tra le dita,ostento alla mia vita il mio vissuto:mani di carne, di sangue e di pensieromani di pieno, di vuoto… di mistero.Così mi assolo sempre in questa stanza,offrendo al vuoto il pieno del mio corpo,e alla ragione che non vuol saperel’amore che mi prende, mi scuote, m’innalza.’’

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