6 Ottobre 2022, giovedì
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Intervista al cantante Alberto Selly

Salve Alberto, raccontaci un po’ della sua carriera lavorativa, le sue esperienze?

La mia carriera è un po’ lunga, artisticamente ho cominciato a studiare all’età di dieci anni con il maestro Claudio Esposito, ho avuto le prime esperienze in famiglia e con amici dove mi facevo notare proprio per farmi ascoltare.

Nel 1985 ci fu il mio primo vero contratto discografico con la Zeus Record, e fu un disco molto fortunato dove ebbi il piacere di girare l’Italia con due canzoni molto importanti “La rabbia nel cuore” e “Brav tu” e poi ci fu un brano che diventò un vero e proprio cult “Cafè Safor” (“cafè” inteso come tazzina di caffè,”safor” inteso come marchio che è un po’ l’altra faccia della vita, l’altra faccia di Alberto Selly, tutto ciò che mi ha reso un po’ diverso.

A metà degli anni 90 conobbi un editore Giuseppe Giordano che mi volle in una trasmissione “Cantiamoci su” che fu veramente epocale, e segnò un bel periodo della mia vita.

Lì scrissi delle canzoni molto importanti che sono ancora in voga oggi, per molti anni la Campania ma anche il sud Italia mi ha amato.

Nel 2000 avvenne la svolta nazionale scrissi “Il ballo del cavallo” e si aprirono le porte del neomelodico, anche se la mia musica è una tradizione che si rinnova, così ho cominciato a girare l’Italia e anche qualche paese oltreoceano.

Oggi mi ripresento con un brano intitolato “La Cervellona” prodotto dall’ ”Azzurra Music” una casa discografica nazionale che ha sede anche a Verona e proprio quest’anno in piena pandemia sono stata scelto da Marco Rossi per iniziare questa collaborazione.

Sono stato anche protagonista di alcune colonne sonore di alcuni film importanti come “Benvenuti al sud” e “Nati due volte”.

Come ha vissuto questo periodo di pandemia?

Come uomo mi ha fatto vedere la vita in modo diverso, siamo stati messi alla prova, la pandemia ci ha fatto capire come tutto può finire in un attimo, ho ritrovato dei valori poiché spesso pensando di realizzarmi mi sono perso alcune tappe fondamentali che non si possono recuperare sia come uomo, come marito e come padre anche se ho cercato sempre di mettere la famiglia al primo posto.

La pandemia riguardo il piano economico ha messo in ginocchio tutti ma ho visto anche il lato positivo in questo periodo ho riscoperto i valori veri e ne sono ancora più innamorato.

Cosa si augura per la ripartenza?

Il nostro settore come ben sappiamo è stato quello più penalizzato, la musica, tutto ciò che è intrattenimento crea assembramento e con i protocolli da rispettare non è stato molto facile, e quindi siamo stati i più penalizzati. Il lavoro è un diritto di tutti, è giusto lavorare con un protocollo da rispettare ma è giusto che si lavori, non può lavorare solo un determinato settore, devono lavorare tutti.

Mi auguro che con l’uscita di questo nuovo singolo “la Cervellona” possono ripartire tutti i bei progetti che ho, che per il momento sono in stand by data la situazione, ma appena si sbloccheranno le cose potrò veder realizzato soprattutto questo progetto a mio avviso nazionale che che se riuscirò a portarlo a termine sento che sarà la realizzazione di una mia soddisfazione personale.

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