26 Ottobre 2021, martedì
Home Italia Politica Dl Sostegni, la protesta di partite Iva e professionisti : aiuti insufficienti

Dl Sostegni, la protesta di partite Iva e professionisti : aiuti insufficienti

Delusione e rabbia di partite Iva e liberi professionisti per le misure contenute nel nuovo decreto sostegni. nei comunicati ufficiali di associazioni di categoria e Ordini professionali si parla di briciole ed elemosina. Bocciata la bozza che prevedeva 3 mila euro a pioggia per gli autonomi e le partite Iva, ha prevalso un calcolo molto più penalizzante che porterà pochi spiccioli nelle tasche dei lavoratori autonomi.

Unico aspetto positivo è l’eliminazione dei codici Ateco che avevano lasciato fuori dai ristori del 2020 intere categorie. «È la dimostrazione della necessità di riformare al più presto i codici Ateco — afferma Emiliana Alessandrucci, presidente del Colap, associazione che rappresenta i lavoratori autonomi —. Rimane il fatto che i sostegni sono insufficienti: le partite Iva sono state escluse ingiustamente dai ristori l’anno scorso e ora ci troviamo nella situazione in cui alcuni soggetti hanno preso doppi e tripli ristori mentre gli autonomi rimangono solo con questo sostegno. Per molte microimprese che non sono rientrate tra i beneficiari degli aiuti pubblici questo contributo, che sarà intorno ai 1.000 euro, risulta assolutamente iniquo».

Questa tornata di aiuti ai lavoratori autonomi e professionisti avrebbe dovuto sanare l’esclusione subita lo scorso anno: nel 2020 infatti partite Iva e professionisti ordinistici hanno ricevuto solo un bonus una tantum e sono stati esclusi da tutti i contributi a fondo perduto. Giusto per capire come si è arrivati al sostegno al ribasso dell’ultimo decreto, basta fare un paio di esempi per capire. Se una partita Iva ha dichiarato un fatturato di 50 mila euro nel 2019 (è la fascia più numerosa tra le partite Iva) e un reddito da 25 mila euro nel 2020 ha subito il 50% delle perdite. Quindi nel 2019 guadagnava 4.100 euro al mese e nel 2020 poco più di 2 mila. La differenza è una perdita di 2 mila euro al mese. Il governo ha deciso di rimborsare il 60% della perdita mensile, quindi 1.200. Questa è la cifra che riceverà la partita Iva ma per l’intero 2020.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

L’Artista Adriano Sambri nominato Accademico dell’Arte a Spoleto

L'artista aretino Adriano Sambri è stato nominato, onoris causa, Accademico in Arte nella città di Spoleto con cerimonia avvenuta nei giorni scorsi...

Pensioni, vertice Draghi-sindacati. Pressing della Lega

Ieri Salvini dal premier: Carroccio al lavoro per no a ritorno Fornero. Manovra di bilancio 2022. Il premier, Mario...

Come nasce il Fascicolo sanitario elettronico, quali sono punti forti e punti deboli?

«Il mio punto di vista è quello di medico clinico. Il FSE nasce primariamente per rispondere aesigenze amministrative, e solo in seconda battuta per essere...

Un caprino vaccino

«Ieri ho chiesto un "formaggio caprino" per mia moglie, che mal sopporta il latte vaccino, ma leggendo poi l'etichetta ho scoperto che...

Commenti recenti