17 Maggio 2022, martedì
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Smart working e agevolazioni fiscali nei paesi esteri

A cura Sara Prisco 

Il coronavirus ha definitivamente sdoganato lo smart working, almeno per alcune categorie di lavoratori. E quando si lavora da casa, si sa, l’unica cosa veramente importante è una connessione internet con cui andare in rete e fare riunioni virtuali con i propri colleghi. A quel punto, poco importa, il luogo del mondo in cui ci si trova fisicamente.

Non è infatti un caso che nell’ultimo anno, una fetta di impiegati nelle imprese del Centro Nord siano tornate al Sud, dando vita a quello che è stato ribattezzato come south working. Un fenomeno, che secondo una recente indagine realizzata da Datamining per conto di Svimez su 150 grandi imprese del manifatturiero e dei servizi, avrebbe coinvolto circa  45 mila addetti.

Per chi ha la possibilità di lavorare da casa, non è solo il Sud Italia l’unica opzione praticabile. Sono molti a sognare di trasferirsi in un Paese caldo, con il mare, il sole, è un costo della vita basso.

Partendo da questa considerazione, sono diversi i paesi che stanno tentando di attirare professionisti, soprattutto del mondo digitale, mettendo sul piatto un’offerta davvero allettante: un taglio delle tasse. La sfida è quella di assicurarsi i redditi, offrendo loro delle condizioni fiscali particolarmente conveniente.

Tra le proposte più allettanti spicca la Grecia, che offre taglio delle tasse del 5o% per sette anni, senza stabilire una soglia minima sul reddito. Come ricorda la Deutsche Welle l’attuale aliquota fiscale per i liberi professionisti in Grecia è del 44% per guadagni annuali superiori a 40mila euro. Secondo il regime proposto, il tasso scenderà dunque al 22%.

L’offerta sarebbe disponibile per chiunque trasferisca la propria residenza in Grecia nel 2021, anche gli stessi greci che vivono all’estero. Negli ultimi dieci anni, a causa della crisi, sono circa 800mila i greci che hanno lasciato il Paese in cerca di migliore fortuna.

Tra i paesi che offrono esenzioni fiscali sul reddito da lavoro, spicca anche la Croazia. In questo caso l’esenzione è totale, ma bisogna dimostrare di avere un reddito di almeno di 2.130 euro al mese. Esenzione totale per le persone fisiche anche a Dubai: in questo caso però il reddito mensile richiesto non può essere inferiore a 5 mila dollari al mese.

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