2 Luglio 2026, giovedì
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Antitrust, la stagione delle regole: 4,5 miliardi di sanzioni in sette anni

Dalla concorrenza alla tutela dei consumatori, la relazione 2025 fotografa un’Autorità sempre più centrale: 172mila segnalazioni esaminate (+150% sul 2019) e oltre 1.300 interventi tra istruttorie e advocacy

Un bilancio imponente, che racconta non solo l’intensità dell’azione ma anche il mutamento del mercato e delle sue fragilità. Negli ultimi sette anni, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha irrogato sanzioni per 4,5 miliardi di euro, segnando una delle stagioni più incisive nella vigilanza sui comportamenti delle imprese e nella difesa dei diritti dei consumatori.

A tracciare il quadro è stato il presidente Roberto Rustichelli, in occasione della presentazione della relazione annuale 2025. I numeri delineano un’attività capillare: 125 istruttorie in materia di concorrenza, 611 procedimenti a tutela del consumatore e 586 interventi di advocacy, a testimonianza di un’azione che non si limita alla repressione ma punta anche a orientare il mercato verso pratiche più corrette e trasparenti.

Il peso economico delle sanzioni riflette la centralità delle violazioni antitrust, che da sole valgono 4 miliardi di euro. A queste si aggiungono 500 milioni legati a infrazioni della normativa a protezione dei consumatori. Un dato che conferma come le distorsioni competitive restino il fronte principale di intervento, ma che evidenzia anche una crescente attenzione verso pratiche scorrette, pubblicità ingannevole e abusi contrattuali.

A colpire, tuttavia, è soprattutto l’esplosione delle segnalazioni: 172mila quelle esaminate dall’Autorità, con un incremento del 150% rispetto al 2019. Un balzo che racconta due fenomeni paralleli: da un lato una maggiore consapevolezza dei cittadini, dall’altro l’emergere di nuove criticità, spesso legate alla trasformazione digitale, ai mercati online e ai servizi innovativi.

La relazione restituisce così l’immagine di un’istituzione sempre più sollecitata e chiamata a intervenire in contesti complessi, dove la linea di confine tra innovazione e abuso si fa sottile. In questo scenario, l’attività di advocacy – quasi seicento interventi – assume un ruolo strategico: prevenire anziché sanzionare, accompagnando imprese e istituzioni verso un assetto più competitivo.

Il dato complessivo, dunque, va oltre la dimensione numerica. Racconta un cambio di passo nella regolazione dei mercati italiani, dove l’Antitrust si conferma non solo arbitro, ma anche architetto delle regole. Un presidio sempre più necessario in un’economia attraversata da concentrazioni, piattaforme globali e nuove asimmetrie informative.

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