25 Luglio 2021, domenica
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La campagna vaccinale secondo Draghi: le (sue) mosse vincenti

Il presidente del Consiglio Mario Draghi sta cambiando in maniera consistente l’approccio dell’Italia alla campagna di vaccinazioni contro il coronavirus: come riporta il Financial Times, Draghi sta cominciando a «lasciare il segno» sulla questione. Un approccio definito “pragmatico”: l’idea di base è quella di usare tutte le risorse a disposizione per massimizzare la somministrazione di nuove dosi, e al tempo stesso di usare maggiore fermezza a livello internazionale. Per ora l’Italia, in termini di vaccinazioni fatte in rapporto alla popolazione, è poco sotto alla media dell’Unione Europea.

La decisione di bloccare l’esportazione di circa 250 mila dosi del vaccino di AstraZeneca destinate all’Australia è stata in un certo senso una sorpresa soprattutto per la sua rapidità: l’Italia è stata il primo paese dell’Unione Europea a usare il meccanismo legale approvato a fine gennaio che consente il blocco delle esportazioni, e questo atto piuttosto deciso da parte di Draghi ha creato un certo scompiglio a livello internazionale. Il blocco delle esportazioni, comunque, è stato messo in atto con l’approvazione e il sostegno dell’Unione Europea, anche se alcuni esponenti politici l’hanno definito come un atto di “sovranismo vaccinale”.

Per potenziare il piano vaccinale italiano, Draghi finora si è mosso in due direzioni: ha rinnovato completamente i vertici degli organismi che gestiscono la campagna e sta cercando, per quanto possibile, di centralizzare le operazioni di somministrazione, che sono in gran parte gestite dalle Regioni, con risultati non sempre soddisfacenti. Le due figure principali del nuovo piano sono Francesco Paolo Figliuolo, il commissario straordinario all’emergenza che ha sostituito Domenico Arcuri, e Fabrizio Curcio, il nuovo capo della Protezione civile, entrambi nominati tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo.

Il governo ha inoltre annunciato importanti investimenti per favorire la produzione di vaccini contro il coronavirus sul territorio nazionale. Il ministro per lo Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ha annunciato che in un prossimo decreto saranno stanziati «4–500 milioni di euro» per la creazione di un polo italiano che si occupi della produzione di vaccini e di biotecnologie.

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