4 Marzo 2021, giovedì
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Incarichi esplorativi in Italia: il decimo affidato a Roberto Fico. Mattarella fiducioso

Il mandato esplorativo assegnato dal Presidente della Repubblica a Roberto Fico dovrebbe essere lo strumento idoneo per risolvere la crisi di governo e comprendere dunque se sussiste la possibilità individuare un nuovo premier e una nuova composizione del Consiglio dei ministri. Il mandato esplorativo consiste nell’affidare l’incarico in via “esplorativa” appunto, ad una personalità diversa dal futuro premier, con il preciso compito di verificare se esista una maggioranza alternativa rendendosi necessario quando le consultazioni tra Presidente della Repubblica e partiti di minoranza e maggioranza non hanno avuto l’esito sperato. Di incarico o mandato esplorativo se ne sente parlare ogni volta che c’è una crisi di governo di difficile risoluzione, a causa della frammentazione dei partiti politici che faticano ad individuare il nuovo Presidente del consiglio.

DIFFERENZA TRA PRE-INCARICO e MANDATOL’incarico non deve assolutamente essere confuso con il pre-incarico, che, al contrario, ricade sulla personalità scelta come prossimo Presidente del consiglio quando sono necessarie ulteriori consultazioni informali. Il pre-incarico serve cioè ad acquisire una ragionevole certezza di riuscire ad avere il voto di fiducia dal Parlamento. Proprio per questo motivo chi riceve il pre-incarico è solitamente colui che guiderà il governo, mentre a chi avrà il mandato esplorativo compete soltanto un ruolo istituzionale, strettamente limitato alla continuazione delle consultazioni.

UNO STRUMENTO POLITICO-Anche se non espressamente previsto dalla Costituzione, il conferimento dell’incarico può essere preceduto da un mandato esplorativo che si rende necessario quando le consultazioni non abbiano dato indicazioni significative. Di fatto si riaprono una sorta di consultazioni, anche se questa volta non vengono tenute dal presidente della Repubblica. Si tratta quindi di un passaggio più informale che prevede il confronto tra le forze politiche, gestito solitamente da una figura istituzionale come appunto è Fico, con il compito di formare una nuova maggioranza.

LA STORIA DEGLI INCARICHI IN ITALIA-Sono una decina i mandati esplorativi assegnati dal Capo dello Stato al presidente del Senato o della Camera registrati nella storia della Repubblica. Il primo a ricevere un mandato del genere fu il presidente del Senato Cesare Merzagora, chiamato nel 1957 dal presidente della Repubblica Giovanni Gronchi dopo la caduta del governo di Antonio Segni per i contrasti nella Dc. Merzagora ebbe successo, con la nascita di un esecutivo centrista guidato da Adone Zoli. Il 4 marzo del 1960, (ancora una volta era caduto un governo guidato da Antonio Segni), Gronchi decise di affidare il compito al presidente della Camera Giovanni Leone. Nel 1968 a vestire i panni dell’esploratore fu il presidente di Montecitorio Sandro Pertini, incaricato da Giuseppe Saragat dopo la crisi del governo di centrosinistra guidato da Aldo Moro. Nel 1982 toccò al presidente del Senato Tommaso Morlino, che fu incaricato da Pertini, nel frattempo arrivato al Quirinale, ma senza successo. Il 4 luglio 1986 Amintore Fanfani, presidente del Senato, fu chiamato a “esplorare” dal presidente Francesco Cossiga. La prima volta di una “esploratrice”, fu il 27 marzo del 1987: Cossiga chiamò al Colle la presidente della Camera Nilde Iotti, che doveva districare una situazione particolarmente ingarbugliata, dalla quale si uscì con un governo Fanfani che non fu votato dalla Dc e portò il Paese alle elezioni anticipate. Dal 26 maggio all’11 giugno 1989 fu chiamato per un mandato esplorativo, sempre da Cossiga, Giovanni Spadolini: lo portò a termine dopo due giri di consultazioni. A nascere fu l’ultimo governo guidato da Giulio Andreotti VI. Particolare il caso del 2018. Il 18 aprile il presidente Mattarella diede un mandato esplorativo “circoscritto” alla presidente Casellati, nel senso che doveva verificare la possibilità di una intesa unicamente tra centrodestra e M5s. La verifica non portò ad un esito positivo, e così, una volta che Casellati rimise il mandato il 20 aprile nelle mani del Presidente della Repubblica, questi diede un nuovo incarico “circoscritto” il 23 al presidente della Camera Roberto Fico, il chiamato a verificare la praticabilità di un accordo tra M5s e Pd. Anche tale tentativo non ebbe esito.

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