26 Luglio 2021, lunedì
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La vulnerabilità delle società democratiche

A cura di Catapano Giuseppe 

Tendiamo a credere che le teorie del complotto non ci riguardino. Che siano farneticazioni, assurdità, sciocchezze scritte sui social da “gente folle”. In realtà, le teorie del complotto sono bombe ad orologeria che ticchettano in un angolo della nostra società, pronte ad esplodere da un momento all’altro. Si propagano su Facebook, Telegram, YouTube, si infilano in una conversazione tra colleghi, e si insediano silenziosamente persino su gruppi che trattano di yoga e benessere.

Una delle più diffuse teorie complottiste dei nostri tempi è QAnon. Nata nel 2017 sul controverso forum online 4chan, QAnon offre spazio a ogni fantasia. È iniziata con storie di cannibalismo e pedofilia per poi abbracciare la propaganda anti-vaccini, fino a sostenere che le elezioni americane sarebbero state truccate.

E ha anche un comune denominatore: Donald Trump, dipinto come colui che ci salverà dalla corruzione dell’élite politica.

La bomba ad orologeria di QAnon è esplosa nei giorni scorsi. Da una parte, c’è Donald Trump che chiama il segretario di Stato della Georgia incitandolo a “cercare i voti mancanti”. Dall’altra, ci sono i suoi sostenitori che il 6 gennaio fanno irruzione al Congresso americano, con un uomo conosciuto come “lo sciamano di QAnon” che, vestito da vichingo, occupa la scrivania del vicepresidente degli Stati Uniti.

Non si tratta solo di “gente folle” che scrive sui social, ma di un problema sociale con conseguenze pericolose, che semina disinformazione e isola le persone in realtà diverse. Le teorie complottistiche si diffondono facilmente perché offrono un antidoto veloce allo scontento della popolazione. Non si tratta nemmeno di un problema americano: durante la pandemia QAnon si è espanso in più di 70 Paesi, contaminando soprattutto le società democratiche, dall’Europa fino alla Nuova Zelanda. QAnon è versatile, e sa modificarsi in base al contesto locale.

In Germania, QAnon ha raccolto più di 200.000 seguaci, mescolandosi alla narrativa del partito di estrema destra tedesco, l’AfD. Inoltre, QAnon è stato accolto a braccia aperte anche dal Reichsbuerger, un gruppo proto-nazista che ritiene che l’attuale Repubblica Federale Tedesca sia uno Stato fantoccio, e che la vera Germania sarebbe quella del Terzo Reich di Hitler.

L’incontro tra QAnon e il Reichsbuerger ha prodotto nuove credenze: Trump starebbe per liberare la Germania dal “finto governo” di Angela Merkel.Durante le proteste anti-lockdown di agosto a Berlino, di fianco a bandiere della Germania Imperiale sono comparsi cartelli con su scritto “Please, Mr President, make Germany great again“. Firmato, QAnon.

Una delle più celebri teorie del complotto di QAnon sostiene che l’élite politica americana starebbe trafficando bambini per estrarre il loro sangue e creare un elisir di lunga vita. Questa teoria ha trovato un terreno particolarmente fertile nel Regno Unito, dove il popolo di Sua Maestà è già da tempo indignato da frequenti casi di pedofilia diffusi tra le celebrità britanniche. In poco tempo, realtà e finzione si sono mescolate. Oggi, molti britannici sostengono che Boris Johnson starebbe aiutando Donald Trump nel combattere questa élite politica che cerca l’elisir di lunga vita, e gruppi Facebook come Freedom For The Children UK hanno attirato più di 13.000 membri. Purtroppo, questo non ha fatto che complicare il regolare lavoro di quelle istituzioni legittime che tutelano i bambini da crimini reali.

In Italia hanno preso piede le teorie cospirazioniste che vorrebbero Bill Gates creatore del coronavirus. La teoria si è diffusa a seguito di un video Youtube pubblicato da un account QAnon con 17.000 seguaci. Intanto, in Australia e in Nuova Zelanda c’è chi scrive su Telegram che i democratici avrebbero fatto ammalare di Covid migliaia di cittadini anziani per rubare le loro identità e votare al loro posto.

Negli Stati Uniti, tra gli americani meno istruiti (con un diploma di terza media o istruzione superiore), secondo il Pew Research Center il 48% ritiene che le teorie QAnon siano probabilmente o sicuramente vere. Tra i più istruiti, solo il 15%. QAnon avrebbe inoltre più supporto tra i repubblicani, con il 41% che la ritiene “una cosa positiva per il Paese”.

Nonostante l’Fbi abbia già dichiarato QAnon una minaccia terroristica, due delle sue sostenitrici si sono insediate al Congresso degli Stati Uniti proprio nei giorni scorsi: Lauren Boebert in rappresentanza del Colorado, e Marjorie Taylor Greene per la Georgia. Lo stesso Donald Trump ha definito la Greene come “la futura stella repubblicana“.

Ci sono altri colpevoli che facilitano la diffusione di QAnon: gli algoritmi che regolano i social media. Quando un utente si iscrive a un gruppo pro-Trump o No-Vax, gli algoritmi iniziano a suggerirgli pagine QAnon, trascinando l’utente nella cosiddetta “tana del coniglio“dove la sua visione del mondo si restringe sempre di più ad una lotta tra buoni e cattivi. Facebook ha cercato di prendere provvedimenti cancellando questi contenuti, ma gli stessi gruppi sono ricomparsi subito dopo con nomi diversi.

Teorie complottiste come QAnon sono bombe difficili da disinnescare, che esplodono con gravi conseguenze sociali. QAnon è stata in grado di togliere fiducia nei processi elettorali, nella democrazia, nella scienza. Così facendo, ha dimostrato la vulnerabilità delle società democratiche, dove ognuno di noi vive in realtà diverse, cibandosi di informazioni differenti. Realtà sempre più scollegate e in disaccordo tra loro, che finiscono per renderci solo più confusi e disinformati.

Il risultato è una società incapace di collaborare quando ce n’è più bisogno: per esempio, quando si attraversa una transizione elettorale, o quando si deve sconfiggere una pandemia.
L’immagine di un uomo vestito da vichingo che entra nell’aula del Senato è molto di più di un semplice teatro dell’assurdo. È la disinformazione che presenta il suo conto a una società sempre più confusa.

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