5 Agosto 2021, giovedì
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Caso Regeni, ancora in bilico i rapporti tra Italia ed Egitto

Sono sempre più in bilico i rapporti tra l’Italia e l’Egitto un nuovo scontro giudiziario si profila all’orizzonte sulla morte dello studente Giulio Regeni, avvenuto 5 anni fa. Da un lato la procura di Roma intende processare alcuni 007 egiziani ritenuti responsabili dell’uccisione del giovane; dall’altro la magistratura del Cairo ritiene che le prove a carico degli agenti egiziani siano insufficienti e che il responsabile dell’omicidio sia ancora ignoto. Amarezza e sdegno rappresentano lo stato d’animo della famiglia Regeni. Ma facciamo un balzo all’indietro e ricordiamo chi era Giulio Regeni; era un ricercatore italiano dell’Università di Cambridge scomparso il 25 gennaio 2016 mentre stava lavorando al Cairo a una tesi di dottorato sui sindacati del paese. Il suo corpo, con i segni di innumerevoli torture, venne trovato nove giorni dopo il 3 febbraio abbandonato sul ciglio di una strada. Da quel momento solo incertezza e nessuna verità, per i genitori di Regeni questa ennesima dilazione è un evidente tentativo del regime di Al Sisi di insabbiare il tutto, in una nota stampa                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                     denunciano le ferite e gli oltraggi,  non solo ogni giorno devono convivere con il dolore di aver perso un figlio dopo essere  stato sequestrato, torturato e ucciso, quanto hanno gettato fango e discredito su di lui dopo, oltraggiando e ingannando l’intero paese. A gran voce questi genitori si auspicano che il governo prenda atto di questo ennesimo schiaffo da parte del governo egiziano e chiedono che il governo Italiano richiami il nostro ambasciatore al Cairo. Tutta l’Italia si unisce al grido “verità” fino a quando ci sarà una verità giudiziaria che coincida con quella storica, che attesti quel “delitto di Stato”, ne accerti le responsabilità individuali e le collochi lungo una precisa catena di comando.

Avv. Sabina Vuolo

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