25 Novembre 2020, mercoledì
Home Italia Cronaca Countdown per il lockdown in Italia, si parte da Milano

Countdown per il lockdown in Italia, si parte da Milano

Zone rosse, limitazione dello spostamento tra Regioni e chiusura di alcune attività nelle aree dove più si è impennata la curva dei contagi. Sono queste le nuove misure che il governo potrebbe prendere nelle prossime ore per provare a piegare la curva del Covid-19. Il piano è partire dalle città metropolitane. Milano Napoli, ma anche BolognaTorino Roma sono le «osservate speciali», che rischiano di finire in lockdown.

Giuseppe Conte era determinato ad attendere ancora qualche giorno, per poi procedere con un nuovo Dpcm tra l’8 e il 9 novembre. Ma il virus corre troppo, aspettare si fa sempre più rischioso e nell’entourage del presidente del Consiglio ammettono che «la situazione epidemiologica cambia in fretta».

Lockdown alle porte

Con i dati preoccupanti del monitoraggio settimanale anche la prospettiva del lockdown nazionale, la più estrema e temuta, è tornata sul tavolo. In Parlamento gira con forza la voce che già lunedì l’Italia potrebbe trovarsi «come la Francia», tutto chiuso o quasi.

Milano e le altre città

Fermare solo il capoluogo lombardo non viene ritenuto sufficiente. Il governo tratta con il Pirellone e con il sindaco Sala per il blocco dell’area metropolitana dove ci sono migliaia di nuovi contagiati e ospedali in grave affanno.Il confinamento, con il divieto di spostamento per i cittadini e il blocco di tutte le attività ad esclusione di quelle essenziali, diventerebbe operativo già da lunedì. La stessa misura potrebbe essere presa anche nelle città di Napoli, Bologna, Torino e Roma.

Gli spostamenti tra le regioni

A livello regionale si valutano anche la chiusura anticipata dei negozi e il divieto di apertura dei centri commerciali almeno nel fine settimana. Il divieto di oltrepassare i confini potrebbe scattare per quelle Regioni che sono oltre la soglia di Rt a 1,5.

Chiusura delle scuola

Conte ha riunito i capi delegazione e ora deve scegliere se chiudere o no tutte le scuole.La ministra Azzolina si è trovata quasi sola a difendere la tesi che la scuola deve restare aperta, su modello di Francia e Germania.

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