Covid19: in cosa consiste l’igienizzazione e la disinfezione

Come funziona l’igienizzazione e la disinfezione ?

1) PULIZIA: Rimozione meccanica dello sporco visibile da superfici ed oggetti. Di norma viene eseguita con l’impiego di acqua e detergenti diluiti nella giusta proporzione indicata dal produttore del detergente. Si utilizzano utensili in grado di esplicare un’azione meccanica (tra cui scope, aspirapolveri e altri strumenti). Riduce sensibilmente il numero di microrganismi presenti ed è comunque un’azione preliminare ai fini delle successive fasi di sanificazione e disinfezione. Le operazioni di pulizia comprendono:

a) rimozione meccanica dello sporco

b) lavaggio con acqua 

c) detersione con idoneo detergente

d) risciacquo abbondante. Il processo di risciacquo è fondamentale: affinché la pulizia porti ad una riduzione della carica infettante per rimozione meccanica dei batteri, l’acqua e il sapone non sono sufficienti se non sono combinati ad un’azione di abbondante risciacquo.


2) IGIENIZZAZIONE: Igienizzare significa pulire a fondo una superficie rimuovendo i batteri e le sostanze nocive. Le sostanze igienizzanti (es. ipoclorito di sodio o candeggina) sono attive nei confronti degli agenti patogeni, ma non sono considerate disinfettanti in quanto non autorizzati dal Ministero della Salute come presidi medico chirurgici (nota Ministro Salute del 20 febbraio 2019).

3) DISINFEZIONE: Disinfettare significa igienizzare ma in modo più profondo, ovvero eliminando quasi il 99% dei batteri presenti su una superficie. Per rendere sicuro un ambiente, dopo la pulizia deve essere fatta la disinfezione con la quale si riduce al minimo la carica batterica e la presenza di microrganismi patogeni, o potenzialmente tali. Il procedimento con l’utilizzo di sostanze disinfettanti riduce la presenza di agenti patogeni, distruggendone o inattivandone in una quota rilevante ma non assoluta (si parlerebbe in tal caso di sterilizzazione). Consiste nell’applicazione di agenti disinfettanti, quasi sempre di natura chimica o fisica (calore), che sono in grado di ridurre, tramite la distruzione o l’inattivazione, il carico microbiologico presente su oggetti e superfici da trattare. Si ottiene con l’utilizzo di detergenti disinfettanti, ma anche di sistemi di disinfezione ambientale specifici. I prodotti che si ritengono più idonei per efficacia battericida-virucida sia per facilità d’uso sia per il basso costo sono i composti del cloro. Per essere definito “disinfettante”, un prodotto, prima di essere venduto, deve essere autorizzato dal Ministero della Salute, che lo definisce un presidio medico chirurgico (nota Ministro Salute del 20 febbraio 2019).

4) SANIFICAZIONE (PULIZIA + DISINFEZIONE): è l’intervento globalmente necessario per rendere sano un ambiente, che comprende le fasi di pulizia, igienizzazione e/o disinfezione, e di miglioramento delle condizioni ambientali (microclima: temperatura, l’umidità e ventilazione). Lo scopo principale di una sanificazione ambientale ruota tutta quanta attorno al compito di igienizzare i luoghi di lavoro e le aree di produzione, considerando, però, tutta una serie di fattori eterogenei che vanno dalla circolazione dell’aria alla temperatura, dall’umidità all’illuminazione. a differenza della decontaminazione. Si tratta del concetto più ampio, dunque, in quanto “ingloba” ogni azione necessaria a garantire la salubrità degli spazi. È il complesso di procedimenti ed operazioni atti a rendere sani determinati ambienti mediante l’attività di pulizia e/o disinfezione e/o di disinfestazione ovvero mediante il controllo ed il miglioramento delle condizioni del microclima per quanto riguarda la temperatura, l’umidità ed il rumore. Avviene per garantire un più alto livello di pulizia, a livello batteriologico e di virus. Viene fatta in diversi modi e con diversi agenti come ad esempio l’ozono. Si può sanificare attraverso acqua portata ad ebollizione, vapore o in alternativa aria ad elevate temperature, radiazioni o calore secco. Anche alcune sostanze chimiche possono essere utilizzate come disinfettanti per eliminare virus e batteri. Uno dei migliori agenti di sanificazione è senza dubbio il perossido di idrogeno (la formula chimica è H2O2) che è la comunissima acqua ossigenata. La sanificazione va svolta regolarmente e ogni ambiente necessita di procedure specifiche. Ha diversi gradi di intervento e può arrivare fino alla sanitizzazione con sterilizzazione che consiste nell’eliminazione di tutti i microrganismi viventi, sia patogeni che non, e delle loro spore (nella disinfezione non si arriva a un’eliminazione totale come nella sterilizzazione). Non si tratta di una vera e propria sterilizzazione, ma sta un gradino sopra la disinfezione perché serve a rendere un ambiente ancora più sicuro.

5) SANITIZZAZIONE: Metodica utilizzata per ridurre la carica microbica su oggetti o superfici sino ad un “livello di sicurezza”. Metodica che si avvale, previa pulizia con acqua e detergente, dell’uso di un disinfettante per mantenere livelli igienici di sicurezza, su oggetti e superfici (mantenimento per un tempo relativo del livello di contaminazione nei limiti di sicurezza fissati dalla normativa). Si ottiene mediante l’uso di detergenti, seguito dall’uso di disinfettanti battericidi. È impiegata particolarmente nell’industria alimentare.

6) STERILIZZAZIONE: è la completa eliminazione o la distruzione di tutte le forme di vita microbica (100%). Essa può effettuarsi con mezzi chimici o fisici. I principali agenti sterilizzanti usati sono il vapore sotto pressione, il calore secco, processi di sterilizzazione a bassa temperatura (Ossido di Etilene) e agenti chimici liquidi.  Consiste quindi nell’eliminazione di tutti i microrganismi viventi, sia patogeni che non, e delle loro spore (nella disinfezione non si arriva a un’eliminazione totale come nella sterilizzazione).

SCELTA DEI PRODOTTI

Le indicazioni ministeriali indicano come prodotti utili all’eliminazione del SARS COVID 2 i comuni disinfettanti ospedalieri, quali ipoclorito di sodio (0,1%-0,5%), etanolo (62-71%) o perossido di idrogeno (0,5%). I disinfettanti attivi nei confronti del virus SARS COV2 sono:

Acqua ossigenata (0,5%)

Cloruro di benzalconio (0,05%)

Alcol etilico (70%)

Isopropanolo (50%)

Ipoclorito di sodio (0,1-0,5%)

Clorito di sodio (0,23%).

Dobbiamo fare attenzione a non confondere disinfettanti con igienizzanti.

Spesso le etichette possono trarre in inganno. Gli igienizzanti sono dei semplici detergenti che non sono in grado di uccidere i microrganismi, ma rimuovono lo sporco ed il grasso.

 Oltre ai disinfettanti di tipo chimico si possono usare – nella sanificazione che dovrà essere effettuata da ditte iscritte nell’elenco speciale delle CCIAA – anche disinfettanti di tipo fisico come il calore (calore umido a 100°) oppure l’ozono (mediante generatori – certificati – che sfruttano l’elettricità).

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