26 Luglio 2026, domenica
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Scorta al sindaco Lepore dopo le minacce online: Bologna alza il livello di sicurezza

Dopo la morte di Abderrahim Fakir e le tensioni in città, la Prefettura dispone misure di protezione per il primo cittadino. Massima attenzione anche per il corteo al Pilastro.

La Prefettura di Bologna ha disposto l’assegnazione della scorta al sindaco Matteo Lepore, in risposta alla crescente escalation di minacce e messaggi d’odio comparsi sui social network negli ultimi giorni. La decisione, riportata da diverse testate nazionali, tra cui Corriere della Sera e la Repubblica, arriva in un clima cittadino ancora segnato dalle tensioni seguite alla morte di Abderrahim Fakir, avvenuta durante un intervento di polizia nel quartiere Pilastro.

Secondo quanto emerso, il dispositivo di protezione dovrebbe entrare in funzione a breve. Una misura ritenuta necessaria alla luce della gravità di alcuni contenuti diffusi online: non semplici insulti, ma vere e proprie minacce, talvolta accompagnate da riferimenti espliciti alla vicenda di Fakir. «Ti vogliamo come Fakir» si legge in uno dei messaggi indirizzati al sindaco, mentre altri utenti hanno scritto: «Ha la scorta o non se lo fila nessuno? Così gli troviamo agenti su misura per lui».

Si tratta solo di una parte della violenta ondata di ostilità digitale che ha investito Lepore all’indomani della manifestazione in piazza Nettuno — promossa dallo stesso primo cittadino insieme alla famiglia del 42enne — e degli scontri verificatisi tra lunedì e martedì notte nel centro storico. In quell’occasione, il corteo per chiedere verità e giustizia sulla morte di Fakir è degenerato in episodi di guerriglia urbana.

Le minacce, alcune delle quali recapitate anche tramite messaggi privati, hanno assunto in diversi casi contorni particolarmente inquietanti: in uno di questi sarebbe stato diffuso persino un indirizzo riconducibile al sindaco. Una decina di episodi sono stati formalmente segnalati attraverso una querela presentata in Questura.

Nel frattempo, resta alta l’attenzione sul fronte dell’ordine pubblico in vista del presidio convocato per domenica alle ore 18 nel quartiere Pilastro, a una settimana dalla morte di Fakir. Le autorità, pur non rilevando al momento elementi concreti che facciano presagire criticità significative, hanno predisposto un imponente dispositivo di sicurezza.

Saranno impiegati reparti mobili, personale della Digos e rinforzi provenienti da fuori regione, in linea con le procedure standard adottate in situazioni analoghe. Dalla Questura precisano che si tratta di una pianificazione ordinaria, non legata a specifici allarmi, ma che riflette l’esigenza di prevenire eventuali tensioni in un contesto ancora delicato.

Bologna si prepara così a un fine settimana sotto osservazione, tra la necessità di garantire il diritto alla manifestazione e l’obiettivo di preservare la sicurezza pubblica, mentre il dibattito sulla morte di Fakir continua ad animare la città e il confronto politico nazionale.

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