17 Giugno 2021, giovedì
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Fisco: come organizza il controllo?

il Fisco come sceglie chi controllare ?

Ogni anno l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di finanza stilano un programma di scelta delle categorie di contribuenti su cui indirizzare i controlli prevalenti; si tratta di linee guida e di indirizzo, che non escludono la possibilità di eseguire controlli specifici sulle categorie rimaste fuori da questo ambito.

I contribuenti vengono innanzitutto suddivisi in macrocategorie: grandi contribuenti, medie imprese, imprese minori e lavoratori autonomi, enti non commerciali ed infine persone fisiche (neppure loro vengono dimenticate); da qui si stabiliscono metodi di intervento differenziati per ciascuna di esse, in base alla loro specificità.
Risultati immagini per verifiche fiscali

I criteri di massima vengono poi di volta in volta integrati in base alle “tendenze del momento“, ossia ai fenomeni emergenti dai quali appare il sintomo di una probabile evasione fiscale: ad esempio, le imprese “apri e chiudi”, quelle cioè con un ciclo di vita molto breve, quelle in perdita sistemica o che vantano un perenne credito Iva, quelle che realizzano molte operazioni con l’estero senza “chiudere il cerchio” delle imposte da versare, i professionisti che versano in contanti sul loro conto corrente più di quello che dichiarano, i privati che dispongono di grosse somme senza giustificazione nei redditi prodotti o nei patrimoni posseduti e così via.

Possiamo dire che quanto più i contribuenti sono di grandi dimensioni (grosse imprese, professionisti di spicco, privati con redditi elevati o patrimoni ingenti) tanto più i controlli sono preventivi e personalizzati: si esegue cioè un’indagine preliminare, con acquisizione di ulteriori informazioni e anche con appostamenti e controlli indiretti, prima di “bussare alla porta” e aprire la verifica fiscale; al contrario, quanto più i contribuenti sono minori, tanto più i controlli sono automatici e seriali e gli avvisi di accertamento vengono emessi in forma automatizzata, senza necessità di recarsi presso l’azienda o lo studio professionale, a volte bastando un semplice controllo automatizzato delle dichiarazioni presentate, oppure verificando gli scostamenti dagli indici sintetici di affidabilità fiscale previsti per ciascuna categoria.

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