4 Marzo 2021, giovedì
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Bayern. Uli Hoelness, condanna per evasione fiscale: ora fa macellaio in carcere

Uli Hoelness, ex presidente del Bayern Monaco, ha iniziato a scontare in carcere la pena di 3 anni e 6 mesi per evasione fiscale. Hoelness è stato condannato per aver evaso al fisco circa 28 milioni di euro. Una condanna a cui l’ex presidente del Bayern, imprenditore e manager della squadra di calcio più importante e vincente della Germania, non si è opposto, rinunciando anche a ricorrere in appello.

Nel carcere di Landsberg, dove è arrivato il 2 giugno, Hoelness si occuperà della macelleria per 8 ore al giorno di lavoro e una paga di 11,94 euro. L’ex presidente del Bayern voleva entrare in carcere già venerdì 30 maggio, ma per le festività le porte si sono spalancate per lui solo il 2 giugno, scrive Mattia Eccheli sul Fatto quotidiano:

“A 62 anni, alle spalle del manager si sono chiuse le porte del carcere, che può ospitare fino a 565 detenuti. Costruito nel 1908, nell’istituto che si trova ad una cinquantina di minuti in macchina a ovest di Monaco di Baviera, era stato rinchiuso per 264 giorni anche Adolf Hitler. Il Führer scrisse lì “Mein Kampf””.

In Germania l’evasione fiscale oltre il milione di euro è punita severamente con il carcere e Hoelness di milioni ne ha evasi circa 28, come da lui stesso ammesso:

“L’atteggiamento giudizioso di Hoelness dopo il verdetto potrebbe consentirgli di accorciare i tempi della detenzione. Forse tra un anno potrebbe dover rientrare solo per la notte. E dopo aver scontato due terzi della pena anche venir rimesso in libertà”.

Hoelness, scrive il Fatto quotidiano, ha confessato alla “Bild Zeitung” di essersi preparato all’ingresso in carcere:

“Il giorno è arrivato e adesso non posso fare altro che capire quello che mi aspetta in carcere e adeguarmi”.

Nonostante la notorietà per lui in carcere non ci saranno trattamenti di favore:

“Gli è stata assegnata la divisa blu riservata ai detenuti e, almeno per le prime due settimane, vedrà uno psicologo. La sveglia è fissata alle 5.50, la colazione alle 6.20. Poi lavoro, 8 ore al giorno pagate 11,94 euro grazie ai quali potrebbe pagarsi qualche lusso. Ad esempio la televisione in cella, forse singola. Tra le ipotesi c’è un’occupazione nella macelleria: Hoelness è figlio di un macellaio ed ha fondato una ditta che si occupa di insaccati”.

Per lui un ingresso in carcere senza show o drammi. E’ semplicemente arrivato alle porte di Landsberg ed è entrato, pronto a scontare la sua pena. Lui che durante il processo ha ammesso le sue colpe:

“Nel corso del processo, Hoelness aveva ammesso un’evasione per importi largamente superiori rispetto a quelli ipotizzati dagli inquirenti (3,5). Per questo i legali avevano confidato in una maggiore “indulgenza”. Ma uno dei vanti della Baviera è proprio il “pugno di ferro” e nel verdetto era stato considerato il fatto che la rivelazione fosse arrivata fuori tempo massimo. Grazie al cosiddetto “effetto Hoelness”, molti evasori si sono autodenunciati: triplicati nel corso del 2013 e nel primo trimestre del 2014 sono stati 13.000 (tre volte quelli dell’analogo periodo dell’anno precedente)”.

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