Il “ritorno alla carta” di Google

A due anni e mezzo dall’annuncio del suo Google Wallet, il colosso di Mountain View ha annunciato una carta di pagamento in plastica, collegata al circuito MasterCard. Obiettivo: rilanciare la propria presenza nei pagamenti, vista l’accoglienza tiepida ottenuta dal wallet.

D’altronde, con il lancio del Wallet Google aveva scommesso su un rapido sviluppo dell’ecosistema NFC, che Oltreoceano sta invece procedendo più lentamente di quanto inizialmente previsto. Il risultato è che l’effetto wow rischia di esaurirsi nella difficoltà di trovare un commerciante con un POS abilitato e che il cliente torni a pagare con lo strumento elettronico cui è più abituato, cioè la carta.

Per questo Google ha rilanciato con una carta di plastica che riporta bene evidente il proprio logo: per non finire nel dimenticatoio nell’ambito dei servizi di pagamento, nell’attesa che l’ecosistema NFC si sviluppi in modo più significativo. Una strategia molto simile a quella delle banche: la corsa al wallet sembrava una corsa ai cento metri piani, dove era la velocità a fare la differenza, e in cui gli OTT erano avvantaggiati grazie alla loro capacità di muoversi agilmente. E invece, almeno negli USA, la “corsa” si è rivelata una gara di resistenza, in cui la possibilità di vantare una presenza storica e un brand consolidato nell’ambito dei pagamenti costituisce un indubbio vantaggio.

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