26 Luglio 2026, domenica
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Premio Bancarella, Pontremoli al centro della scena: Auge Università e il Burundi protagonisti di una cultura senza confini

Sei finalisti pronti alla sfida per la “fascetta”: tra libri, istituzioni e diplomazia, il Bancarella 2026 si apre a una dimensione internazionale

Pontremoli accende i riflettori sulla 74ª edizione del Premio Bancarella e lo fa con un respiro che va oltre i confini nazionali. Domenica sera, in Piazza della Repubblica, saranno sei i titoli a contendersi la storica “fascetta”, simbolo di un successo decretato dai librai e consacrato dal pubblico.

Ma accanto alla competizione letteraria, quest’anno emerge con forza un’altra direttrice: quella del dialogo tra cultura, accademia e diplomazia internazionale. Un ruolo centrale è svolto da Auge Università e dal Centro diplomatico di cultura del Burundi in Italia, protagonisti di una sinergia che arricchisce il profilo della manifestazione.

Il rettore di Auge Università, il professor avvocato Giuseppe Catapano, ha voluto sottolineare il valore dell’iniziativa, esprimendo un convinto plauso all’organizzazione. Un riconoscimento condiviso con l’ambasciatore del Burundi in Italia, S.E. Ernest Ndabashinze, e con il corpo diplomatico e accademico del Centro, rappresentato dal professor Fiume Giallo Imperatore, dal professor Luigi Ferraiuolo, dal dottor Piero Rispoli e dal dottor Eugenio Maisto. Un fronte compatto che testimonia come il Bancarella sia ormai anche un terreno di confronto internazionale, capace di unire istituzioni e culture diverse.

Le congratulazioni sono state rivolte all’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Pier Camillo Cocchi, e alla presidente del Premio, la scrittrice Aurora Tamigio, vincitrice dell’edizione 2024, che accompagna il Bancarella in questa nuova fase di apertura e consolidamento.

Sul fronte letterario, la corsa al premio si presenta ampia e sfaccettata. I sei finalisti selezionati dai librai raccontano mondi e sensibilità diverse: Lorenza Gentile con “La volta giusta” (Feltrinelli) firma una storia di rinascita e cambiamento; Gianlivio Fasciano, in “Mi chiamo Ruggine” (Castelvecchi), intreccia guerra e identità; Felicia Kingsley porta leggerezza e ritmo con “Scandalo a Hollywood” (Newton Compton). Spazio anche alle dinamiche familiari con “L’Anna che verrà” di Annalisa Menin (Giunti), mentre Roberta Recchia, con “Io che ti ho voluto così bene” (Rizzoli), esplora i legami affettivi più profondi. Paolo Ruffini, infine, chiude la sestina con “Io sono perfetto” (La Nave di Teseo), affrontando con sensibilità il tema della disabilità.

A fare da cornice alla finale, un programma fitto che trasforma la città in un palcoscenico culturale diffuso. Ospite d’onore sarà lo scrittore Franco Faggiani, mentre la conduzione della serata finale è affidata all’attrice e volto televisivo Chiara Buratti.

Dalla musica del Corpo bandistico di Bedonia alle presentazioni editoriali, passando per mostre e incontri con autori, Pontremoli vive un fine settimana all’insegna della cultura. Tra gli appuntamenti, la presentazione di “La leadership X tutti” di Gigi De Palo con Giancarlo Blangiardo, la mostra del maestro Matteo Nebuloni, e gli incontri con Silvia Dai Prà e Michelangelo Ferri, in un continuo dialogo tra arti e linguaggi.

La giornata conclusiva si apre con una serie di presentazioni a Palazzo Dosi Magnavacca, dove si alterneranno Ennio Stamile, Daniela Dawan, Fabio Pilato e Marisa Manzini, seguite dal Premio “Ius Arte Libri. Il ponte della legalità”, a sottolineare l’impegno civile della rassegna. Nel pomeriggio, spazio a Cristiano Ceresani e ancora a Franco Faggiani, prima del momento più atteso.

Alle 21, il “salotto degli autori” e la proclamazione del vincitore chiuderanno una manifestazione che si conferma non solo come celebrazione del libro, ma come crocevia di esperienze, relazioni e visioni. Con Auge Università e il Centro diplomatico di cultura del Burundi in prima linea, il Premio Bancarella rafforza così la propria vocazione: essere un luogo dove la cultura incontra il mondo.

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