26 Ottobre 2026, lunedì
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Appendino sfida il campo progressista: «Il M5S è pronto. Ora un’alternativa radicale alla destra»

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Il Movimento 5 Stelle prova a ripartire da Nova e lo fa con una parola d’ordine precisa: alternativa. Non soltanto opposizione al governo, ma una proposta politica capace, nelle intenzioni dei pentastellati, di ridefinire il profilo del campo progressista e di distinguerlo nettamente dalla maggioranza di centrodestra.

È Chiara Appendino a raccogliere il messaggio della due giorni e a rilanciarlo con un intervento dai toni particolarmente netti. «Il Movimento è forte, più forte che mai», scrive la deputata, rivendicando la partecipazione raccolta attorno all’iniziativa. Oltre 17 mila cittadini, secondo i dati citati da Appendino, hanno preso parte al percorso di confronto e contribuito alla definizione delle proposte.

Per la parlamentare pentastellata, il dato politico non sta soltanto nei numeri. Nova, nella sua lettura, avrebbe mostrato una comunità ancora mobilitata e intenzionata a incidere sulle scelte del Paese. «Chi sceglie il Movimento 5 Stelle non si accontenta di occupare i palazzi: vuole essere il motore del cambiamento», afferma.

Da qui parte il tentativo di trasformare la partecipazione in una piattaforma politica. I venti punti programmatici usciti da Nova vengono presentati come la sintesi di quattro anni di battaglie del Movimento, dentro e fuori le istituzioni. Un’agenda sulla quale costruire una proposta alternativa e, soprattutto, riconoscibile.

Il primo terreno di scontro è quello della politica internazionale. Appendino conferma la contrarietà del Movimento alla crescita delle spese militari e parla di «folle corsa al riarmo». Una posizione che, sottolinea, sarebbe stata rafforzata dalle mobilitazioni di piazza. «Noi non cambieremo idea», scrive.

Poi ci sono le regole della politica. Il Movimento rilancia la battaglia contro il conflitto di interessi e chiede una regolamentazione delle lobby, riportando al centro il tema della trasparenza nei rapporti tra potere politico ed economico. «La politica deve servire i cittadini, non fare gli affari di pochi», è la linea indicata da Appendino.

Sul piano dei diritti e delle politiche sociali, l’agenda di Nova comprende il voto ai sedicenni, presentato come una forma di apertura alle nuove generazioni, e il ripristino di Opzione Donna, misura che il Movimento considera necessaria per tutelare le lavoratrici.

C’è poi il capitolo dell’economia, con il rilancio di Transizione 4.0. Appendino chiede un nuovo impulso alle politiche per l’innovazione e gli investimenti delle imprese e attacca le scelte del ministro Adolfo Urso, alle quali attribuisce «scempi» che, nella sua valutazione, avrebbero indebolito il sostegno al sistema produttivo.

Ma è sulla sanità che il messaggio torna a incrociare una delle battaglie storiche del Movimento. L’obiettivo indicato è una sanità «pubblica e universale», sottratta alle logiche politiche e capace di garantire diritti omogenei lungo tutta la penisola. Nord e Sud, nella prospettiva indicata dalla deputata, non possono essere due sistemi sanitari differenti.

Il filo che unisce le diverse proposte è, per Appendino, quello di una netta alternativa al governo. E qui il discorso assume una dimensione più ampia: quale identità dovrà avere il campo progressista e su quali contenuti potrà costruire una proposta comune?

La risposta della deputata è senza ambiguità. Il campo progressista, sostiene, potrà costruire il proprio futuro soltanto se sarà «testardamente radicale e alternativo» alla destra. Una destra che Appendino definisce «classista, servile con i potenti e guerrafondaia».

È questo, più ancora dell’elenco delle singole proposte, il messaggio politico che il Movimento porta fuori da Nova. La partita non riguarda soltanto il consolidamento interno dei Cinque Stelle, ma la possibilità di incidere sulla fisionomia dell’opposizione e sul futuro di un’area progressista alla ricerca di un terreno comune.

Per Appendino, dunque, il tempo della semplice testimonianza non basta più. Il Movimento vuole presentarsi come forza capace di avanzare una piattaforma politica autonoma e di partecipare alla costruzione di un’alternativa di governo.

«Noi ci siamo. Il Movimento 5 Stelle è pronto», conclude la deputata. Dopo Nova, la sfida è trasformare quelle parole in iniziativa politica.

Sorelle ritrovate a San Cataldo, i sei fratelli trasferiti in comunità

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Si è conclusa con il ritrovamento delle due bambine, ma resta ancora da chiarire la vicenda che ha coinvolto una famiglia di San Cataldo, nel Nisseno. Le sorelle, di 12 e 8 anni, scomparse venerdì 18 settembre, sono state rintracciate domenica 19 all’interno di un negozio di abbigliamento. Con loro, ora, si trovano anche gli altri quattro fratelli: tutti e sei i minori, che vivevano con il padre, sono stati trasferiti in una comunità protetta.

Dopo il ritrovamento, le due bambine sono state accompagnate in ambulanza all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta per gli accertamenti del caso. Una volta completati i controlli, sono state dimesse e successivamente trasferite, insieme ai fratelli, nella struttura individuata per accoglierli.

Il padre continua a chiedere che i figli possano tornare a casa. «I miei figli devono tornare da me al più presto possibile. È stata una marachella», ha raccontato al Tgr Sicilia, cercando di ricostruire quelle ore concitate e di spiegare quanto accaduto.

Secondo la sua ricostruzione, l’uomo era convinto che le figlie avessero lasciato il negozio. Solo in seguito avrebbe scoperto che le due bambine erano rimaste all’interno del locale. «Io ero convinto che le mie figlie fossero uscite dal negozio. Invece la ragazza ha calato la saracinesca e loro erano ancora dentro», ha riferito.

A dare la notizia del ritrovamento sarebbe stata proprio la negoziante, attraverso un messaggio vocale inviato su WhatsApp al padre alle 17.03 di domenica. Nell’audio, fatto ascoltare durante il servizio televisivo, la donna comunica con immediatezza la scoperta: «Amore, le bambine sono qui, dentro il negozio».

Resta anche un interrogativo sulle ore precedenti al ritrovamento, in particolare sul motivo per cui non siano state immediatamente allertate le forze dell’ordine. Alla domanda sul perché non avesse avvertito la sera della scomparsa, il padre ha spiegato di essersi mosso personalmente per cercare le figlie. «Ho fatto un giro per cercarle, ho pensato che non ci fosse bisogno di fare allarmismo», ha detto.

Il ritrovamento ha così chiuso la fase più drammatica della ricerca, ma la vicenda familiare resta al centro degli accertamenti. Al momento, la priorità è garantire ai sei minori una sistemazione protetta, mentre il padre continua a chiedere il loro rientro a casa.

Ho scelto un’impostazione da cronaca nazionale: apertura sui fatti, ricostruzione progressiva della vicenda e spazio alle parole del padre senza trasformarle in una valutazione giornalistica.

Carcere di Viterbo, nuovo incendio nel reparto di isolamento: «Situazione ormai insostenibile»

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Non è un episodio isolato. A meno di due mesi dall’incendio che lo scorso luglio aveva richiesto l’intervento dei soccorritori e provocato il ricovero di venti persone, tra detenuti e agenti, le fiamme sono tornate a divampare nel carcere di Viterbo.

Nella serata di sabato 19 settembre, alcuni detenuti hanno appiccato un incendio nel reparto di isolamento della casa circondariale Nicandro Izzo. Un nuovo episodio che riporta al centro dell’attenzione le condizioni di sicurezza all’interno dell’istituto e riaccende l’allarme lanciato da tempo dalle organizzazioni sindacali della polizia penitenziaria.

A denunciare quanto accaduto, con una nota congiunta, sono Sappe, Sinappe, Uil Fp Polizia Penitenziaria, Osapp, Uspp e Fns Cisl. Secondo quanto riferito dalle sigle, per fronteggiare l’emergenza è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco e del personale sanitario, arrivato sul posto con un’ambulanza per contribuire alla messa in sicurezza dell’area.

«Ennesimo grave episodio», sottolineano i sindacati, che definiscono ormai «insostenibile» la situazione all’interno del penitenziario viterbese. Nel loro intervento rivolgono inoltre un ringraziamento al personale in servizio, sottolineando la professionalità dimostrata nonostante condizioni operative segnate da «croniche criticità».

Il nuovo incendio arriva dopo quello del 25 luglio, quando alcuni materassi dati alle fiamme provocarono una situazione di grave emergenza. In quell’occasione furono venti le persone finite in ospedale, tra detenuti e appartenenti alla polizia penitenziaria, compreso il comandante del corpo.

A pesare, secondo i sindacati, non sono soltanto gli episodi di violenza, ma anche numeri che fotografano una situazione strutturalmente difficile. Nel carcere di Viterbo sono attualmente presenti 624 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 440 posti. Sono dunque 184 le presenze oltre la capacità prevista.

Ancora più evidente è il divario sul fronte del personale. Gli agenti effettivamente in servizio sono 292, mentre la pianta organica ne prevede 350: mancano 58 unità.

È in questo quadro che l’ultimo incendio assume un significato che va oltre la singola emergenza. Le fiamme nel reparto di isolamento, a distanza di poche settimane da un episodio analogo, si inseriscono infatti in un contesto già segnato dal sovraffollamento e dalla carenza di personale. Per i sindacati, il problema non riguarda più soltanto la gestione della singola emergenza, ma la tenuta complessiva dell’istituto e le condizioni nelle quali ogni giorno il personale è chiamato a lavorare.

Il carcere torna così al centro delle cronache non per un episodio circoscritto, ma per una sequenza di criticità che, secondo le organizzazioni di categoria, richiede interventi strutturali. Nel frattempo, agli agenti impegnati a garantire la sicurezza resta il compito di gestire emergenze che, a Viterbo, sembrano ormai ripetersi con una frequenza sempre più difficile da ignorare.

Guerra in Iran, cresce l’allarme Usa: «Rischio escalation»

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La tensione torna a salire in Medio Oriente e Washington alza il livello di allerta. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha deciso di anticipare il rientro da Camp David, mentre l’amministrazione americana mette in guardia cittadini e viaggiatori presenti nella regione dai rischi legati a una possibile rapida escalation del conflitto.

L’avvertimento arriva anche dall’ambasciata statunitense in Israele, secondo cui l’Iran e i suoi alleati, tra cui gli Houthi, potrebbero prendere di mira obiettivi legati agli Stati Uniti. Nel mirino potrebbero finire missioni diplomatiche, aziende e istituzioni americane, oltre ad altre strutture e interessi nella regione.

Il messaggio rivolto ai cittadini statunitensi è dunque quello della massima prudenza. Residenti e viaggiatori vengono invitati a prepararsi anche all’eventualità di interruzioni nei collegamenti aerei e a dotarsi di beni essenziali. Tra le raccomandazioni figurano la disponibilità di scorte di cibo e acqua e il download di applicazioni capaci di fornire allerte e aggiornamenti in tempo reale.

Il quadro resta particolarmente delicato anche sul fronte dello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi strategici più importanti per la navigazione e per gli equilibri energetici internazionali.

Da Teheran arriva infatti un nuovo messaggio che lascia poco spazio a interpretazioni. Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha ribadito che la posizione del Paese sul piano diplomatico è «chiara, razionale e non negoziabile».

«Finché non saranno soddisfatte», ha aggiunto Ghalibaf, «non ci sarà spazio per aprire lo Stretto di Hormuz».

Le parole del presidente del Parlamento iraniano si inseriscono così in un contesto già segnato da un forte innalzamento della tensione. Da una parte Washington prepara i propri cittadini a possibili conseguenze immediate sul terreno e nei collegamenti internazionali. Dall’altra Teheran mantiene una linea rigida sulle condizioni necessarie per una riapertura dello Stretto.

L’anticipazione del rientro di Trump da Camp David aggiunge un ulteriore elemento a un quadro che resta in rapida evoluzione. Il timore, a Washington, è che un nuovo passaggio della crisi possa coinvolgere direttamente interessi e cittadini americani in più Paesi del Medio Oriente, allargando ulteriormente il fronte della crisi.

Se vuoi, posso anche trasformarlo in una versione più incisiva da apertura di prima pagina, con titolo più forte, occhiello e attacco da cronaca politica internazionale.

Baldissero d’Alba, irruzione nella notte: spara e uccide uno dei presunti ladri

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La notte, il rumore improvviso nel cortile, le ombre oltre le finestre e poi uno sparo. È una sequenza ancora tutta da ricostruire quella che, nelle prime ore di domenica, ha trasformato una cascina di Baldissero d’Alba, nel Cuneese, nella scena di un omicidio.

Erano circa le 2 quando Roberto Mollo, camionista di 35 anni, avrebbe sentito rumori provenire dall’esterno della proprietà. Porte e finestre che sbattevano, secondo una prima ricostruzione. L’uomo sarebbe uscito dalla parte abitabile della cascina, ereditata dai genitori, e avrebbe visto alcune persone aggirarsi nel cortile.

Il gruppo, secondo quanto riferito agli investigatori, sarebbe stato composto da quattro o cinque uomini. A quel punto il 35enne avrebbe impugnato una pistola semiautomatica, regolarmente detenuta, e avrebbe esploso un colpo nella loro direzione.

Uno degli intrusi, un uomo di 36 anni originario dell’Est Europa, è stato raggiunto dal proiettile. Per lui non c’è stato nulla da fare. I soccorritori del 118 hanno tentato a lungo di rianimarlo, ma ogni intervento si è rivelato inutile. L’identità della vittima è ancora al vaglio degli investigatori.

La telefonata ai carabinieri

A dare l’allarme sarebbe stato lo stesso proprietario di casa. Sul posto sono arrivati i carabinieri della compagnia di Bra e i militari del Nucleo operativo di Cuneo, che stanno cercando di ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.

La cascina di via Roma è un immobile in fase di ristrutturazione. La proprietà, priva di cancelli e recinzioni, presenta all’esterno diversi materiali edili accatastati. È proprio su questi elementi, insieme alla posizione del proprietario e degli intrusi e alla traiettoria del colpo, che si concentrano gli accertamenti.

Mollo, che si trovava solo nella parte abitabile dell’edificio, è stato iscritto nel registro degli indagati a piede libero per omicidio volontario. Un passaggio necessario per consentire agli investigatori di verificare ogni aspetto della vicenda e stabilire se, e in quale misura, la sua condotta possa essere ricondotta ai presupposti della legittima difesa.

I complici scappano a piedi

Dopo lo sparo, gli altri uomini sarebbero riusciti ad allontanarsi dalla cascina a piedi, approfittando del buio. Della presunta banda, almeno nella prima fase, non sarebbe rimasta alcuna traccia immediata.

Secondo gli elementi raccolti finora, il gruppo non avrebbe fatto in tempo a portare via nulla. Gli investigatori stanno tuttavia verificando le immagini delle telecamere presenti nella zona. Alcune riprese avrebbero immortalato un mezzo che, poco dopo l’accaduto, si sarebbe allontanato dalle vicinanze della cascina.

L’ipotesi è che possa trattarsi del veicolo utilizzato dagli altri componenti del gruppo per raggiungere la zona e poi lasciare il paese dopo la fuga. Gli accertamenti sono in corso.

In paese il tema della sicurezza torna al centro

La notizia si è rapidamente diffusa tra gli abitanti di Baldissero d’Alba, dove alla tragedia si è aggiunto un altro elemento destinato ad alimentare la preoccupazione per i furti.

A poche ore dalla sparatoria, infatti, un vicino di casa del 35enne avrebbe scoperto di essere stato derubato. L’uomo racconta di essersi assentato tra le 11 e le 12 per andare a messa e di avere trovato al rientro la casa messa a soqquadro.

«Qui c’è poco controllo», racconta, spiegando che i ladri sarebbero riusciti a entrare nonostante la porta fosse chiusa a chiave. Dall’abitazione sarebbero stati portati via alcuni gioielli, tra cui due orecchini d’oro con perle appartenenti alla sorella e due collane.

Il vicino non nasconde la propria esasperazione e commenta favorevolmente la reazione del 35enne, pur trattandosi di una valutazione personale e non di un elemento utile, da solo, a stabilire la legittimità dell’uso dell’arma.

«Secondo me lui ha fatto bene», dice. E aggiunge di non essere armato, ma di essere pronto, a suo dire, a reagire se avesse trovato dei ladri nella propria abitazione.

Parole che fotografano il clima di tensione presente nella zona, ma che non modificano il punto centrale dell’inchiesta: capire esattamente cosa sia accaduto in quei pochi secondi nel cortile della cascina, quali fossero le intenzioni degli uomini entrati nella proprietà e perché il colpo sia stato esploso.

Saranno gli accertamenti dei carabinieri, gli eventuali filmati delle telecamere e gli altri elementi raccolti sulla scena a consentire di ricostruire quella sequenza. Una notte iniziata con alcuni rumori nel buio e finita con un uomo morto e un altro chiamato a rispondere davanti alla magistratura delle proprie azioni.

Quando il gioco diventa “Contemporaneo”: Barbie Pizzaiola incontra la pizza con le forbici di Vincenzo Capuano

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Che Barbie abbia svolto centinaia di professioni nella sua lunghissima storia non è una novità, ma questa volta la sua nuova avventura tocca da vicino una delle tradizioni più amate d’Italia. Con la versione dedicata all’arte bianca, la bambola più famosa del mondo si mette ufficialmente al forno, celebrando un mestiere che è diventato simbolo d’eccellenza e patrimonio culturale, grazie a un’inedita e sorprendente partnership.

A rendere speciale questo lancio è un’iniziativa che unisce il gioco all’esperienza reale. Attraverso una collaborazione nata per festeggiare questa nuova veste della bambola, gli appassionati e i più piccoli hanno la possibilità di trasformare le storie nate sul tappeto di casa in una vera cena. Per l’occasione, Vincenzo Capuano ha voluto spingersi oltre la fantasia, realizzando nei suoi locali delle speciali pizze in edizione limitata caratterizzate da un inedito impasto rosa, ottenuto naturalmente grazie all’utilizzo della barbabietola e arricchito da guarnizioni in tinta.

Il set al centro del progetto non è solo un giocattolo, ma un piccolo laboratorio creativo che riproduce fedelmente i passaggi chiave dell’arte bianca. La confezione include una postazione di lavoro completa di forno, accompagnata da pasta modellabile in diversi colori per permettere ai bambini di simulare la stesura della base, l’aggiunta del pomodoro e il formaggio filante. Non mancano gli strumenti del mestiere fondamentali per imitare i grandi maestri, come la classica pala per infornare, la rotella e persino i cartoni per l’asporto, che aiutano i più piccoli a sviluppare la manualità e la fantasia culinaria.

Ma la vera sorpresa è che questa collaborazione supera i confini del gioco per trasformarsi in un’esperienza gastronomica da vivere in prima persona. Chi si immerge nelle avventure di Barbie dietro al bancone ha infatti l’opportunità di tentare la fortuna e partecipare all’estrazione di serate in pizzeria per tutta la famiglia. Sarà l’occasione per provare un percorso di degustazione reale nei locali di Vincenzo Capuano, l’ambasciatore della pizza napoletana contemporanea noto in tutta Italia per il suo approccio innovativo e il celebre rito del taglio con le forbici.

Si tratta di un modo originale per connettere generazioni diverse, dimostrando come un’icona globale riesca ancora oggi, a distanza di decenni, a dialogare con le eccellenze locali e con le passioni reali delle famiglie italiane. Questa collaborazione trasforma così un semplice momento ludico in un’occasione preziosa per stare insieme a tavola, davanti a una fumante creazione contemporanea, celebrando al tempo stesso uno dei mestieri più amati e invidiati al mondo come quello del pizzaiolo.

Oroscopo della settimana

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♈ ARIETE
Settimana di svolta, con nuove energie e una maggiore voglia di rimetterti in gioco. In amore evita le discussioni inutili e punta sulla sincerità. Sul lavoro una proposta potrebbe arrivare proprio quando meno te l’aspetti.

♉ TORO
Hai bisogno di concretezza e questa settimana ti aiuterà a fare chiarezza sulle tue priorità. In amore ritrovi stabilità e complicità. Bene il lavoro, soprattutto se saprai procedere con pazienza senza voler ottenere tutto subito.

♊ GEMELLI
Tante idee e incontri interessanti movimentano la settimana. Una conversazione potrebbe aprire una porta inattesa. In amore lasciati sorprendere, mentre sul lavoro cerca di concentrarti su un obiettivo alla volta.

♋ CANCRO
Le emozioni saranno intense, ma finalmente riuscirai a comprendere meglio ciò che desideri. In amore è il momento di parlare con il cuore. Sul lavoro evita di farti condizionare dalle insicurezze: hai più possibilità di successo di quanto pensi.

♌ LEONE
Settimana favorevole per recuperare entusiasmo e fiducia. Potresti ricevere un riconoscimento o vedere finalmente apprezzato il tuo impegno. In amore lasciati andare e non cercare sempre di avere il controllo della situazione.

♍ VERGINE
È il momento di raccogliere i frutti del lavoro fatto nelle settimane precedenti. Sul piano professionale arrivano conferme, mentre in amore sarà importante non essere troppo esigente. Il weekend porta serenità e qualche piacevole sorpresa.

♎ BILANCIA
Una settimana che ti spinge a prendere una decisione rimandata da tempo. In amore potrai ritrovare equilibrio e maggiore intesa. Sul lavoro una nuova collaborazione potrebbe rivelarsi preziosa.

♏ SCORPIONE
Il tuo intuito sarà particolarmente forte e ti permetterà di capire subito le intenzioni degli altri. In amore aumenta la passione, ma evita la gelosia. Sul lavoro una scelta coraggiosa potrebbe portare risultati importanti.

♐ SAGITTARIO
Voglia di libertà, novità e cambiamento. Una nuova esperienza potrebbe restituirti entusiasmo. In amore torna il sorriso, mentre sul lavoro non avere paura di proporre idee diverse dal solito.

♑ CAPRICORNO
Determinazione e concentrazione ti permetteranno di raggiungere un traguardo importante. In amore cerca però di dedicare più tempo alle persone care. Le finanze richiedono attenzione, ma senza particolari preoccupazioni.

♒ ACQUARIO
Settimana vivace, con nuove conoscenze e stimoli inattesi. Una situazione che sembrava ferma potrebbe finalmente sbloccarsi. In amore segui l’istinto e non lasciarti frenare dalle paure.

♓ PESCI
Sensibilità e intuizione saranno le tue migliori alleate. In amore potresti vivere un momento particolarmente romantico, mentre sul lavoro una buona idea merita di essere coltivata. Concediti più tempo per te stesso nel fine settimana.

E-Sapiens, l’evoluzione possibile

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A cura di Gilberto Borzini

In un saggio di pochi anni fa indicavo la possibile bipartizione dell’umanità in due macro categorie, i SuperUomini da un lato e i Superflui dall’altro.

Alla prima categoria, quella dei SuperUomini, appartengono gli individui capaci di “perennità”, medicalmente assistiti e in parte robotizzati con apposite protesi funzionali, integrati con microprocessori connessi al’Intelligenza Artificiale, sorta di Semidei plausibili immaginati dal Transumanesimo corrente.

Alla seconda classe fanno capo tutti gli altri, i soprannumero, gli eccedenti, quelli che un tempo potevano essere considerati manodopera di riserva divenuti improvvisamente superflui con l’avvio delle fabbriche buie, operate da sole unità robotiche, dei robot militari, combattenti e controllori.

I SuperUomini sembrano essere una necessità evolutiva, i superflui sono adatti allo studio antropologico, alle riserve indiane, ai campi profughi, a tutte le forme di Zoo per Umani del nostro tempo a cui il mondo ci ha istruiti.

L’Evoluzione sembra tracciata e il mondo animale ci ringrazia.

Ecocidio e soprannumero umano

Negli anni ’50 del secolo scorso, quando sono nato, l’umanità si barcamenava tra i 2 e i 3 miliardi di individui, nel 1955, per l’esattezza, 2,74 miliardi: oggi siamo quasi il triplo, un numero decisamente elevato che necessita di Ecocidi costanti per soddisfare le proprie esigenze alimentari.

Ogni giorno nel mondo vengono uccisi 1 milione di bovini e 220 milioni di altri animali destinati all’alimentazione umana: lascio al lettore il calcolo del totale annuale e la valutazione, anche approssimativa, delle risorse necessarie all’allevamento intensivo planetario dedicato ad alimentare la nostra specie.

Si tratta di un vero Ecocidio che va ad aggiungersi al consumo di risorse che l’umanità esprime annualmente, impedendo alla natura di compensare, rinnovare e reintegrare adeguatamente e per tempo i consumi. In termini progressivi stiamo esaurendo le scorte planetarie avendo per prospettiva il nutrimento selettivo della nostra specie se non interveniamo o sulla quantità di Umani o sulle dinamiche alimentari, affermando diete operate esclusivamente a base di chimica concentrata (pillole, beveroni, concentrati proteici e vitaminici).

Di Ecocidio scrisse adeguatamente Jeremy Rifkin nel 1992, in Italia il suo libro fu pubblicato nel 2001, senza però che il mondo sembrasse prendere coscienza della necessità di modificare le proprie consuetudini.

L’argomento, però, non sfugge ai grandi decisori che si trovano a mediare tra le necessità dell’economia industriale, che auspica sempre maggiori consumi, le necessità ambientali  che necessitano di tempi lunghi per rimpiazzare le risorse, e proiezione evolutiva umana, quest’ultima definita sempre più e sempre più cinicamente attraverso la funzionalità degli individui, la loro necessità sociale all’evoluzione complessiva.

La Superfluità

A ben guardare anche il concetto apparentemente modesto di “remigrazione” afferma la superfluità di una parte degli umani, rispedita al mittente in quanto “superflua” nell’evoluto occidente.

In termini migratori si parla ormai scopertamente di accettare i migranti in funzione delle proprie competenze acclarate, ovvero dell’utilità e funzionalità sistemica. L’essere Umani, in quanto appartenenti alla medesima Specie, sembra non essere più sufficiente ad essere accolti e integrati.

La Superfluità riguarda miliardi di persone, interi sub-continenti: sono poveri, poverissimi, scarsamente istruiti e rappresentano agl occhi dell’establishment e di molta parte della popolazione “adattata” un peso sociale, un problema economico, un sovraccarico delle economie governative, pubbliche e statali. Se fino a ieri agricoltura e industria reclamavano a gran voce l’esigenza di braccia lavoratrici, oggi robotica e tecnologia riducono drasticamente la necessità negando ai Superflui un possibile accesso ad un futuro accettabile.

La nascita dell’E-Sapiens

Parallelamente al dibattersi dei Superflui per la mera esistenza si affacciano forme di integrazione tra Umano e Tecnologia. Quello che fino a ieri poteva apparire come fantascienza transumanista oggi si rivela plausibile e persino possibile, proiettando l’umanità in una forma di integrazione con la SuperIntelligenza, evolvendo il Sapens in E-Sapiens, un Umano tecnologicamente integrato, quello che un tempo si sarebbe chiamato SuperUomo.

Il dibattito etico sull’argomento è in corso, ma la tecnologia e la ricerca non sembrano disposte ad ascoltare suggerimenti etici, almeno fino a quando non si traducono in strumenti normativi.

La nuova specie degli E-Sapiens sta nascendo sotto ai nostri occhi, anzi probabilmente è già presente, attiva e circolante, pronta a definire il nuovo Paradigma esistenziale, una nuova e differente concezione di Umanità.

Renzi, Appendino: «È il popolo progressista a non volerlo. Noi siamo qui per cambiare il Paese»

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Il nome di Matteo Renzi continua a essere uno dei nervi scoperti del campo progressista. E Chiara Appendino non arretra di un millimetro. La deputata del Movimento 5 Stelle, interpellata dai giornalisti di Nova sul leader di Italia Viva, ribadisce una posizione già nota e la lega a un dato che, secondo lei, emerge dai sondaggi.

«Sapete come la penso. E non solo io: lo vedete dai sondaggi che è oltre la metà del popolo progressista a non volerlo», afferma Appendino.

Una frase che pesa nel dibattito sugli equilibri dell’area progressista. Il messaggio della parlamentare pentastellata è diretto: la distanza da Renzi non sarebbe soltanto una questione interna ai partiti o il frutto di una contrapposizione tra dirigenti, ma rifletterebbe, nella sua lettura, un orientamento presente anche nell’elettorato.

Appendino, però, non si ferma al capitolo Renzi. La sua risposta sposta rapidamente il baricentro sulla prospettiva del Movimento 5 Stelle. «Noi siamo qui per cambiare il Paese», sottolinea.

È questo il punto politico che la deputata sceglie di mettere in primo piano. Mentre il confronto nel centrosinistra ruota anche attorno a leadership, alleanze e possibili convergenze, il M5S rivendica il proprio spazio e indica nel cambiamento del Paese la ragione stessa della sua presenza sulla scena politica.

Il dossier Renzi resta dunque aperto, ma la posizione di Appendino è senza ambiguità: il Movimento non sembra voler fare del suo ingresso o del suo ritorno nel campo progressista il centro della propria strategia. La sfida, nelle parole della deputata, è un’altra: costruire una proposta politica capace di parlare all’elettorato e tradurre la propria identità in un progetto di cambiamento.

E sul nome di Renzi, almeno per ora, la risposta resta quella di sempre.

Corea del Nord, nuovo lancio verso il mare. Seul: «Proiettile non identificato»

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Nuovo allarme nella penisola coreana. La Corea del Nord ha lanciato un proiettile non identificato in direzione del mare, secondo quanto riferito dallo Stato maggiore congiunto della Corea del Sud.

Il lancio è avvenuto dalla costa orientale nordcoreana, un’area già utilizzata in passato da Pyongyang per attività missilistiche. Al momento, però, Seul non ha fornito ulteriori dettagli sull’episodio e non è stato precisato quale tipo di vettore sia stato impiegato.

Restano quindi da chiarire la natura del proiettile, la traiettoria seguita e la distanza raggiunta. Le autorità sudcoreane stanno monitorando la situazione e valutando gli elementi disponibili per determinare con maggiore precisione caratteristiche e portata del lancio.

L’episodio si inserisce nel quadro delle persistenti tensioni militari nella penisola, dove ogni nuova attività missilistica di Pyongyang viene attentamente osservata da Seul e dagli alleati della regione. Per ora, tuttavia, le informazioni ufficiali sul lancio restano limitate.