Il nome di Matteo Renzi continua a essere uno dei nervi scoperti del campo progressista. E Chiara Appendino non arretra di un millimetro. La deputata del Movimento 5 Stelle, interpellata dai giornalisti di Nova sul leader di Italia Viva, ribadisce una posizione già nota e la lega a un dato che, secondo lei, emerge dai sondaggi.
«Sapete come la penso. E non solo io: lo vedete dai sondaggi che è oltre la metà del popolo progressista a non volerlo», afferma Appendino.
Una frase che pesa nel dibattito sugli equilibri dell’area progressista. Il messaggio della parlamentare pentastellata è diretto: la distanza da Renzi non sarebbe soltanto una questione interna ai partiti o il frutto di una contrapposizione tra dirigenti, ma rifletterebbe, nella sua lettura, un orientamento presente anche nell’elettorato.
Appendino, però, non si ferma al capitolo Renzi. La sua risposta sposta rapidamente il baricentro sulla prospettiva del Movimento 5 Stelle. «Noi siamo qui per cambiare il Paese», sottolinea.
È questo il punto politico che la deputata sceglie di mettere in primo piano. Mentre il confronto nel centrosinistra ruota anche attorno a leadership, alleanze e possibili convergenze, il M5S rivendica il proprio spazio e indica nel cambiamento del Paese la ragione stessa della sua presenza sulla scena politica.
Il dossier Renzi resta dunque aperto, ma la posizione di Appendino è senza ambiguità: il Movimento non sembra voler fare del suo ingresso o del suo ritorno nel campo progressista il centro della propria strategia. La sfida, nelle parole della deputata, è un’altra: costruire una proposta politica capace di parlare all’elettorato e tradurre la propria identità in un progetto di cambiamento.
E sul nome di Renzi, almeno per ora, la risposta resta quella di sempre.
