25 Ottobre 2026, domenica
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Microsoft, nuove rivelazioni

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Microsoft ha offerto alla National Security Agency (Nsa) un accesso diretto ai dati dei suoi utenti.

A lanciare l’allarme su una collaborazione ancora più stretta di quanto finora emerso fra la Silicon Valley e l’intelligence americana è il Guardian – autore dello scoop che ha scatenato il datagate – citando nuovi documenti di Edward Snowden. E proprio sulla talpa si apre un nuovo piccolo giallo. Secondo alcune indiscrezioni del Washington Post, potrebbe aver lasciato l’aeroporto di Mosca a bordo di un volo Aeroflot, diretto verso L’Avana. I sospetti nascerebbero dalla inusuale rotta scelta dalla compagnia aerea, rotta che evita il sorvolo sugli Stati

Uniti. Gli esperti meteo, però, hanno spiegato come in queste ore sulla normale rotta fra la Russia e Cuba ci sia una perturbazione e quindi una modifica non sarebbe poi così strana. Snowden intanto torna al centro di un botta e risposta tra Washington e Pechino, con gli Usa che hanno ribadito la loro “forte delusione” per la decisione di Hong Kong di lasciar andar via la talpa, rifugiatasi a Mosca. “Si è trattato di decisioni assunte in base alla legge, nulla da rimproverare”, ha reagito Pechino. Una scaramuccia che ha finite per rovinare un po’ il clima dialogante della due giorni di colloqui tra Usa e Cina a Washington. La talpa nel frattempo continua a rilasciare documenti segreti al Guardian che oggi rivela nuove indiscrezioni. “Microsoft ha collaborato in modo molto stretto con i servizi di intelligence Usa per consentire di intercettare le comunicazioni dei suoi utenti, aiutando la Nsa a decodificare il proprio sistema” e aggirare quindi i blocchi all’accesso. I nuovi documenti “illustrano la portata della cooperazione fra la Silicon Valley e le agenzie di intelligence negli ultimi tre anni” nell’ambito del programma segreto Prism, denuncia il quotidiano, secondo il quale Mic

A mosca intanto tornano le vecchie, care macchine da scrivere tra gli 007 russi, dopo le recenti rivelazioni di Edward Snowden, la ‘talpa ‘ del Datagate che ha inferto un altro duro colpo alla sicurezza delle informazioni digitali. E’ quanto suggerisce, secondo gli esperti, un bando pubblicato sul sito delle aste pubbliche : il servizio delle guardie federali (Fso), che tutela la sicurezza delle più alte personalità dello Stato, ha indetto una gara per 20 macchine da scrivere, per un totale di 486 mila rubli (11.600 euro), come riferisce il quotidiano Izvestia.rosoft ha in particolare aiutato la Nsa a intercettare le chat online sul nuovo portale Outlook.com. Anche Skype, acquistata da Microsoft nell’ottobre 2011, ha collaborato con l’intelligence nell’ultimo anno consentendo a Prism di ottenere informazioni sulle conversazioni video e audio. Microsoft respinge con forza le accuse: Redmond non concede e non offre al governo nessun accesso diretto a nessuno dei suoi prodotti. “Abbiamo chiari principi che guidano le nostre risposte alle richieste del governo per le informazioni sui consumatori” afferma Microsoft, sottolineando di fornire dati dei propri consumatori “solo in risposta a richieste del governo su specifici account”. Intanto il Washington Post lancia un nuovo allarme: quello che Snowden abbia guadagnato l’accesso anche a “file sensibili riguardanti operazioni di spionaggio contro i leader cinesi e altri obiettivi sensibili”. “Siamo molto preoccupati. Più cose diventano pubbliche, più perdiamo le nostre capacità”.

Dopo la diffusione dei cable diplomatici da parte di Wikileaks e le recenti rivelazioni di Snowden sul gigantesco sistema di sorveglianza americano, “é stata presa la decisione di ampliare l’uso delle macchine da scrivere per stampare i documenti segreti”. “No comment” da parte dell’Fso. Ma alcuni esperti sostengono che le macchine da scrivere si continuano ad usare in alcuni ministeri, come quello della difesa e delle situazioni di emergenza. Ad esempio per i rapporti destinati al ministro della difesa e al comandante supremo dell’esercito, cioé il presidente Putin. Ogni macchina, poi, ha la sua scrittura particolare ed è individuabile tramite una perizia, mentre i mezzi elettronici sono impersonali. “Dal punto di vista della sicurezza, ogni mezzo di collegamento elettronico è vulnerabile: da un pc si può prendere qualsiasi informazione perché non esiste alcun modo per garantirne al 100% la protezione”, osserva uno che se ne intende, il deputato Nikolai Kovaliov, ex capo dei servizi segreti (Fsb).

I famosi Gianduiotti volano in Turchia

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Ancora un fgdfgggggggggggggggggggggmarchio storico italiano lascia il Paese.

Stavolta si tratta di Pernigotti, il noto marchio dolciario di proprietà dei fratelli Averna ha siglato un accordo con il gruppo della famiglia Toksoz per la cessione dell’azienda.
Pernigotti, azienda italiana con oltre 150 anni di storia, si distingue nel segmento del cioccolato gianduia, famosi con gli storici gianduiotti.

Le vendite ammontano a circa 75 milioni di euro.

15enne uccide per divertimento

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Uccidere teenager più grandi sarebbe stato “divertente”.

Dopo avere ricevuto in regalo dal padre un fucile calibro 45, un ragazzo della Florida dalla faccia d’angelo ha ferito mortalmente due ragazzi in due settimane di violenza e sparatorie a casaccio con un gruppo di amici nel corso della quale hanno perso la vita un 17enne e un 22enne.

Per la polizia Conrad , 15 anni, è un killer a sangue freddo. “Non abbiamo indicazioni di sorta che le vittime stessero facendo qualcosa di male”, ha detto il capo della polizia di Kissimee Lee Massie annunciando gli arresti: “Sfortunatamente per loro, c’erano un paio di individui che hanno deciso di ammazzarli senza alcun motivo”. Shafer aveva ricevuto il fucile in dono dal padre il 25 giugno, il giorno prima dell’inizio delle sparatorie. La gang, che comprendeva una 17enne e due giovani di vent’anni, aveva cominciato la scorribanda prendendo di mira case e negozi, ma poi era passata a bersagli in carne e ossa.

Ahi! Serva Italia di dolore ostello!

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Ahi serva Italia, di dolore ostello! Nave senza nocchiere in gran tempesta! Non donna di provincia, ma bordello!

Questa famosa invettiva di Dante Alighieri nei confronti dell’Italia del 300 definita in crescendo “serva”, “nave senza timoniere”, “non signora delle sue province ma casa di prostituzione” era esatta per quei tempi, ma è appropriata anche per i tempi odierni.

Nel 300 l’Italia centro-settentrionale era frammentata in innumerevoli feudi e comuni. Nello stesso periodo l’Italia meridionale e insulare comprendeva il Regno di Napoli, sottoposto alla dinastia francese degli Angiò, e il regno di Sicilia, sottoposto agli Aragona di Spagna. Tra Italia centro-nord e Italia del sud si estendeva lo Stato della Chiesa.

Nei comuni avvenivano scontri molto violenti tra le famiglie dei magnati, le quali disponevano di piccoli eserciti personali. I magnati erano le famiglie dominanti che lottavano per il potere. Tra i magnati di diversi comuni riusciva ad emergere un personaggio forte che sconfiggeva le famiglie rivali ed otteneva l’appoggio dei popolani, Questi comuni a governo dittatoriale furono definiti signorie. Col tempo molti signori ottennero un titolo nobiliare trasformando i loro domini in ducati o principati.
Le signorie che, con la legittimazione da parte dell’imperatore tedesco erano diventate principati, dovettero combattere per la conservazione e per l’espansione territoriale. Non si poteva stare in pace, la lotta per l’esistenza era perpetua. I Principati s’ingrandivano, sparivano, ricomparivano di continuo, tra alleanze, tradimenti, avvelenamenti, matrimoni, assedi e scontri campali. Dante nel prosieguo spiegava che questa condizione così desolata dell’Italia era dovuta alle due somme autorità del tempo, il papa e l’imperatore tedesco, i quali si scontravano sul piano temporale, lacerando il territorio.

Oggi siamo tornati a quei tempi. L’imperatore tedesco si scontra e si spartisce il campo con il Papa forte dei vari spezzoni della vecchia D.C. I passi del sommo poeta sono ancora incredibilmente attuali.

A partire dai primi anni 70 del secolo scorso l’Italia è stata violentemente e con l’inganno sottomessa e sfruttata da paesi stranieri falsamente amici. Nel 1973 Nixon e Kissinger ci hanno imposto la quadruplicazione del prezzo del petrolio solo per vendere quattro volte di più i loro dollari. Nel 1981 con la separazione della banca d’Italia dal Ministero del Tesoro, il debito pubblico italiano è andato a finire per il 40% nelle mani di banche francesi e tedesche e i tassi d’interesse italiani sono diventati i più alti del mondo. Ma nonostante queste aggressioni ce l’abbiamo fatta ugualmente e negli anni 80 sotto la presidenza del consiglio di Bettino Craxi, l’Italia era diventata la quinta potenza industriale del pianeta e la prima potenza industriale in Europa.

Nel 1992 però sono cominciati i problemi seri. Grazie al deprezzamento della lira voluta dal sostenitore del partito democratico americano George Soros due mesi dopo le stragi palermitane, la grande finanza anglo-americana si è venuta prendere a prezzo vile parte del nostro apparato industriale per un controvalore di 220.000 miliardi di vecchie lire. Nel 1999 gli Stati Uniti hanno preteso di vendere anche in Italia tramite le banche italiane i loro titoli tossici. Nel 2001 la Germania ci ha imposto l’euro a mezzo del quale si è più che raddoppiato il costo dell’acquisto del marco. Nel 2005 Francia e Olanda si sono presi due delle nostre maggiori banche nazionali BNL e Antonveneta.

Ora tutti questi passaggi voluti da potenze straniere dagli Stati Uniti alla Germania e alla Francia sono stati sempre favoriti avallati e assentiti da luogotenenti del Papa ossia da esponenti della Sinistra Democristiana Beniamino Andreatta per quanto riguarda la esterizzazione del debito, Oscar Luigi Scalfaro per quanto riguarda la svalutazione della lira del 30% del 1992 ad opera di Soros, Mario Draghi e Romano Prodi per quanto di riguarda la vendita dei titoli tossici americani, ancora Romano Prodi e Carlo Azeglio Ciampi per quanto riguarda l’ingresso nell’euro dell’Italia.

Sempre ci siamo ripresi ma non dalle botte che vanno dal 1992 in poi e in particolare dalla botta dell’euro non ci siamo ripresi più.

Euro: inflazione del 100% in pochi giorni, raddoppio del costo del lavoro in pochi mesi, impossibilità di ricorrere alla svalutazione della moneta in caso di difficoltà dell’economia, problematizzazione del debito pubblico con impennata degli interessi a cifre da capogiro. Di contro nessun vantaggio ci è venuto, nemmeno il tanto decantato acquisto delle materie prime a minor prezzo perché nell’ultima fase della lira noi pagavamo il dollaro a 2.100 lire,oggi con il cambio del dollaro a 0.7805 euro è come se pagassimo il dollaro 1.550 di vecchie lire, quindi solo un 20-25% di meno.

Eppure nella serva Italia, di dolore ostello, nessun esponente politico ha oggi il coraggio di ribellarsi all’Imperatore (Usa Sion e Germania) e al Papa (spezzoni della vecchia D.C.) difensori e fautori dell’euro e nessuno ha il coraggio di proporre agli italiani l’unica ricetta possibile che può ancora salvarli dal disastro: l’immediata uscita del paese dall’U.E. e dall’euro.

Si badi bene: questa è una decisione che altri paesi della Unione Europea hanno già preso o stanno prendendo o per lo meno per una parte del loro schieramento politico vorrebbe prendere.

La Gran Bretagna e la Repubblica Ceca, le quali prudentemente erano entrate nella U.E. ma non nell’euro, rinviandone l’ingresso a dopo aver visto l’effetto che fa, non solo non vogliono più sentire parlare di “euro” ma si sono rifiutate di sottoscrivere l’ultimo trattato europeo e quindi si sono chiamate fuori. In Francia i sondaggi danno per vincente alle prossime elezioni politiche il Fronte Nazionale di Marine Le Pen, la quale ha già detto che come prima cosa, quando sarà eletta, proclamerà l’uscita della Francia dalla U.E. e dall’euro e il ritorno della nazione al franco. I paesi scandinavi (Svezia e Danimarca) anche loro entrati prudentemente nella U.E. ma non nell’euro e non tutti (la Norvegia non è mai entrata né nella U.E., né nell’euro) hanno già detto che di entrare nell’euro non ne vogliono più sapere e quindi – presumibilmente – riproporranno un sistema unito delle varie corone (danese svedese e norvegese).

Difficile pensare che nel tempo la Gran Bretagna non risucchi l’Irlanda e l’Islanda in una piccola Unione Europea anglofona. Così come è difficile pensare che nel tempo la Francia non assorbirà il Belgio vallone, il Lussemburgo e il Principato di Monaco in una piccola Unione Europea francofona (tanto più che sicuramente Monaco e Lussemburgo che fanno tanto affidamento sul sistema bancario, vorranno sottrarsi alla assurda regola comunitaria tedesca per cui non solo i contribuenti ma anche i correntisti devono risanare i buchi contratti dalle banche per via dei titoli tossici). Insomma fra pochi mesi avremo più Europe finalmente dei popoli, un’Europa  anglofona, un ‘Europa francofona, un’Europa Scandinava e la riedizione del grande impero prussiano (Germania e Polonia) unito all’ex impero austroungarico (Austria, Ungheria, Slovenia e Croazia), più alcune appendici nel Mediterraneo tra cui la serva Italia di dolore ostello.

Questo cambia molte cose. Da un alto tutti dovremo prendere atto che il sogno di Adolf Hitelr si è finalmente realizzato. Infatti lo spazio vitale per la Germania ora c’è, il pangermanesimo ora c’è, ma soprattutto si è radicato in Europa quello che era una volta il principale pallino di Hitler: il primato della razza ariana su tutti gli altri popoli europei.

I giornali non informano ma mentre in Grecia la gente si suicida per la disperazione in Germania grazie all’euro nessuno più é disoccupato, la gente vende e compra case, va in vacanza, occupa al 100% aerei e treni di cui la nazione dispone. In  Germania è ripresa alla grande anche l’immigrazione. Il paese sta finanziando, ad esempio, in Portogallo progetti di scuola-apprendistato per giovani , lo stesso ha fatto in Spagna dalla quale è previsto il trasferimento in Germania di 5.000 spagnoli da formare ed eventualmente assumere in Germania. Dalla Spagna quest’anno sono giunti in Germania 20.000 giovani, 34.000 dalla Grecia, 11.000 dal Portogallo, e ben 42.000 dall’Italia. Si punta ad un’azione più incisiva, con corsi di tedesco durante le esperienze scuola-lavoro.

La Germania chiede insomma che i giovani del sud siano appositamente formati in scuole tecniche con corsi di tedesco, e poi inviati a lavorare nel paese tedesco che ha grande e urgente bisogno di manodopera.
Noi invece torneremo a rivedere, dopo settanta anni di storia passati invano, salire i giovani  sui treni delle nostre stazioni con la valigia legata con lo spago, mentre li salutano le mamme e le nonne vestite di nero e in lacrime con lo sventolio della veletta.

Dall’altro lato però quella labile speranza che ancora nutrono i nostri eruosoloni e cioè che la grande Europa vorrà assorbire e spalmare a un certo punto su tutto il territorio europeo il grande debito pubblico italiano, quello portoghese, quello spagnolo e quello greco con gli eurobond, riducendosi l’Europa al solo asse prussiano-austo-ungarico, quella speranza – dicevo – già labile, si spegnerà per sempre.

E allora il nostro debito ce lo dobbiamo pagare da soli.

Come? Non certo con l’euro!

Tutti noi possiamo verificare con quanta difficoltà al momento attuale il governo italiano guidato da Enrico Letta cerchi disperatamente di tagliare 4 miliardi di euro della spesa pubblica per cancellare l’IMU sulla prima casa e altri 4 miliardi di euro per bloccare l’aumento dell’IVA.

Il trattato del fiscal compact voluto dai tedeschi prevede invece che a patire dal 2015 (quindi fra quindici mesi) e per i successivi 20 anni (dicasi venti anni!) l’Italia dovrebbe tagliare la sua spesa pubblica di ben 45 miliardi di euro ogni 12 mesi, (otto moltiplicato per cinque) in modo da riportare il debito pubblico alla soglia del 60% del pil. Oggi quel rapporto è al 120%

Qualcuno è in grado di spiegare allora come potrà – il prossimo governo – tagliare di 5 volte la spesa statale che non riesca a tagliare oggi e ogni anno per 20 anni?

Ridurre di 900 miliardi di euro la spesa pubblica (questo significa tagliare di 45 miliardi l’anno per 20 anni la spesa) significa: dimezzare tutte le pensioni,  licenziare almeno 2.000.000 di impiegati pubblici statali e più di due terzi degli impiegati comunali e regionali, tutti gli impiegati provinciali, cancellare ogni forma di assistenza sociale e ridurre di non meno del 40% tutti gli stipendi del settore pubblico.

Allora, qualcuno può spiegare come farà lo Stato a fare tutto questo?

Se invece usciamo dall’euro la nostra nuova moneta si svaluterebbe tra il 30 e il 50 per cento. Ipotizzando di prendere a esempio le vicende del peso argentino subito dopo il disallineamento dalla parità virtuale imposta rispetto al dollaro (più o meno quello che succederebbe tra Italia e Germania), la nuova lira cercherebbe immediatamente il proprio reale punto di equilibrio. La prime conseguenze sarebbero, nello scenario peggiore, il raddoppio del prezzo di tutti i beni importati. Il carburante potrebbe passare a quasi tre euro. Telefonini, automobili straniere, elettricità, gas dalla Libia, computer dalla Corea e Ipad potrebbero raddoppiare il costo. Ci troveremmo probabilmente a pagare il doppio i pezzi di ricambio delle auto straniere in garage. Su anche il prezzo del caffè e del pane perché incredibilmente importiamo grano. Dall’oggi al domani gli stipendi perderebbero potere di acquisto di un 30% almeno. Però il debito pubblico italiano si svaluterebbe all’improvviso e ci troveremmo in una situazione già conosciuta in passato: avendo, a parità di livello tecnologico, un costo del lavoro più basso di quello dei concorrenti, l’Italia tornerebbe a essere  – forse – di nuovo la prima potenza industriale del continente come ai tempi di Bettino Craxi.

Se la svalutazione interna viaggiasse sulle stesse percentuali, sarebbe una benedizione per lo Stato. Lo Stato taglierebbe e di molto il suo debito.  L’Italia risolverebbe in un colpo solo gran parte dei suoi problemi. Si troverebbe con il 40% di debito in meno, una moneta svalutata e la possibilità di tagliare drasticamente le tasse (s’intende riformando la spesa). L’Italia volerebbe, insomma.
Ma – serva Italia di dolore ostello! – nessun Farage in Italia si vede all’orizzonte.

Beppe Grillo che pure aveva impostato tutta la sua campagna elettorale sull’uscita dell’Italia dall’euro ora ha cambiato idea anche lui: si può rimanere dell’euro – dice – a condizione che i tedeschi facciano gli euobond!

Italia! Non donna di provincia ma bordello! Nave senza cocchieri che ne addrizzano una!

Michele Imperio

Ultima maglia per Totti?

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TottiFrancesco Totti ama le battute, ma chissà se quella di giovedì lo era veramente.

“Ne ho indossate tante, questa però è l’ultima però”, ha detto il capitano della Roma indossando la nuova maglia giallorossa. “Questa è la maglia della Roma, la squadra che amo e che ho sempre tifato”, ha aggiunto il fuoriclasse dei capitolini. Ma intanto i sostenitori della ‘Lupa’ hanno cominciato a interrogarsi, consapevoli del fatto che il contratto di Totti andrà in scadenza nel giugno del 2014.

“La maglia è una cosa molto importante. Questa maglia è unica. Vinceremo con questa maglia”, ha aggiunto Rudi Garcia, nuovo timoniere dei giallorossi.

Auto al sole con bimbo di appena un mese

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treno investe mamma e figlio nei pressi della stazione di SenigaliaParcheggia l’auto sotto il sole vicino a un centro commerciale ed entra per fare la spesa, lasciando il figlio di un mese nel seggiolino anteriore per bambini con in bocca il ciuccio, fermato con del nastro adesivo sulle labbra.

E’ successo attorno alle 11 di questa mattina in via Vignolese, a Modena; la scena non e’ passata inosservata e alcuni passanti hanno avvertito il 118 e la polizia municipale. Il padre, un cinese di 30 anni, sara’ denunciato per abbandono di minore.
Sul posto, all’arrivo dei vigili, erano gia’ presenti l’ambulanza e il padre del bambino, nato a Modena lo scorso 7 giugno. Il piccolo, e’ stato accompagnato al pronto soccorso pediatrico per accertamenti. Nonostante l’elevata temperatura corporea, 38 gradi centigradi, non sembra aver subito particolari danni.
Sono in corso indagini della municipale per accertare per quanto tempo il bimbo e’ rimasto chiuso in auto, una Fiat Stilo, a questo fine sara’ ascoltato un testimone e saranno visionate le telecamere di sicurezza del centro commerciale.

Se verra’ dimostrato che il padre ha lasciato il bimbo da solo sotto il sole a lungo, scattera’ anche una denuncia per maltrattamenti.

Nube tossica nel milanese

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Nube tossica su Rozzano, popoloso comune a sud della città di Milano.

Secondo alcune informazioni, per ora molto frammentarie, ci sarebbe una nube di color arancione scura, che causa bruciore agli occhi. I cittadini segnalano anche che automobili dell’amministrazione comunale stanno avvertendo la cittadinanza di rimanere chiusa in casa.

nube-tossica-rozzano1 Pare che la fuoriuscita di gas sia stata originata da un mix di sostanze nocive nell’azienda Ecolab di via Boccaccio. I vigili del fuoco sono immediatamente intervenuti e dopo un’ora di lavoro sono riusciti a bloccare la fuga. I sistemi di allarme e contenimento sono regolarmente scattati e i lavoratori si sono immediatamente messi al sicuro. Il Comune, in via precauzionale, ha evacuato la scuola materna vicina e ha avvertito la cittadinanza di tenere chiuse le finestre.

M5S contro Mediaset

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“Mediaset non ha la concessione del governo per trasmettere e se questo risulterà vero noi ci rivolgeremo direttamente alla Guardia di Finanza per chiedere che venga oscurata”.

Secondo Michele Giarrusso (M5S), Berlusconi sarebbe “un abusivo” e di questo dovrebbe risponderne. “Chi ce lo ha detto? I rappresentanti del partito in Giunta”, afferma ancora il senatore 5 Stelle. “Ma il collega del M5S non ha capito niente – ribatte Giacomo Caliendo (Pdl) – perchè evidentemente non conosce le leggi che disciplinano il settore. Dal 2005 in poi infatti non c’è più bisogno di un atto di autorizzazione specifico”.

“Esiste il decreto legislativo n.177 del 2005 – spiega Caliendo – grazie al quale non si rende più necessaria una concessione specifica da parte dello Stato. Per realtà economicamente rilevanti che svolgono una determinata attività, com’è appunto Mediaset c’è solo un’autorizzazione generale che però non si concretizza in un atto specifico come richiesto oggi da Felice Casson in Giunta per le Immunità. Ed è in questo senso che ho detto che un documento specifico da acquisire agli atti che dimostri come Mediaset sia un concessionario dello Stato non c’è”. “Ma si tratta di questioni complesse sulle quali si dovrebbe aprire un discorso serio. Non è un tema da liquidare in 20 minuti”. “Comunque spero che nelle prossime riunioni della Giunta ci sia più tempo per spiegare meglio ai colleghi Casson e Giarrusso come stiano davvero le cose”.

Papa Francesco abolisce l’ergastolo e pene più severe per la pedofilia

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Con il Motu proprio del Papa e con le tre leggi della Pontificia commissione per lo Stato della Città del Vaticano, il Vaticano abolisce l’ergastolo. Tutte le norme pubblicate oggi entreranno in vigore dal primo settembre prossimo.

Il Papa rafforza il sistema penale vaticano sui delitti ai minori come vendita di minori, prostituzione minorile, violenza sessuale su minori atti sessuali su minore, pedopornografia, detenzione di materiale pornografico, arruolamento di minore. Le norme riguardano delitti commessi nella Città del Vaticano o uffici di Curia.
Dal-tango-alla-fidanzata-ecco-perche-Papa-Francesco-piace_h_partbIl Papa ha rafforzato le sanzioni per i reati commessi in danno di minori, con un Motu proprio pubblicato oggi e recependo la convenzione internazionale sulla tutela del fanciullo. Le nuove norme prevedono l’aumento delle pene per la sottrazione di documenti riservati dagli uffici vaticani, qualora i documenti abbiano particolare rilievo.

Con un Motu proprio pubblicato oggi papa Francesco stabilisce che gli organi giudiziari del Vaticano possano esercitare la giurisdizione penale anche su reati commessi contro la sicurezza, gli interessi fondamentali o il patrimonio della Santa Sede e contro ogni reato la cui repressione è richiesta da un accordo internazionale ratificato dalla Santa Sede, se l’autore si trova nello Stato della Città del Vaticano e non è estradato all’estero. Il Motu proprio papale, insieme a tre leggi della Pontificia commissione dello Stato della Città del Vaticano, rinnova il sistema penale vaticano, in parte rispondendo a richieste di Moneyval, in parte ad altre esigenze. L’adeguamento richiesto da Moneyval, ha precisato il direttore del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano Giuseppe Dalla Torre, non si esaurisce con queste norme e proseguirà con ulteriori provvedimenti, probabilmente dopo la pausa estiva.

Giovani e Lavoro

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LAVORO:TRENTENNI GENERAZIONE A TEMPO,3 SU 10 PRECARILe agevolazioni a favore delle assunzioni dei giovani under 30 saranno mantenute “per alcuni anni”, oltre quindi i 18 mesi attualmente previsti dal dl lavoro. E’ l’obiettivo annunciato dal ministro della coesione territoriale, Carlo Trigilia, specificando che le risorse saranno attinte dal nuovo ciclo di fondi Ue 2014-2020. L’ipotesi di nuove misure che la Ue potrebbe chiedere all’Italia in autunno se il deficit salisse al 3% “sono pura speculazione”, lo ha detto il portavoce del commissario agli affari economici Olli Rehn, rispondendo a chi gli chiedeva un commento sulle indiscrezioni di stampa odierne

 Anche il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, rassicura sui conti.

Alla domanda sulla necessità di una nuova manovra, risponde che il Governo guarda con molta attenzione l’evoluzione non solo dell’economia, ma anche del deficit, sono sicuro che il ministro Saccomanni sa tenere sotto controllo i conti, quindi ora non è previsto nulla del genere”

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto nel pomeriggio al Quirinale il Presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta.

“Confermo quanto detto poco meno di un mese fa, sarà lotta senza quartiere all’evasione fiscale”. Lo ha detto il premier Enrico Letta al question time, spiegando che bisogna migliorare il rapporto tra fisco e cittadino. Il governo considera il tema del pagamento dei debiti della Pa “come la base essenziale perché arrivi la ripresa nell’ultimo trimestre dell’anno”, ha aggiunto Letta dove ha assicurato l’impegno a “rimuovere ogni ostacolo” al saldo dei crediti alle imprese.

Fin dall’inizio della vita del governo è stata messa al centro della sua attenzione la questione della lotta alla disoccupazione. Cosi’ il presidente del Consiglio all’interrogazione sul piano straordinario per la creazione nuovi posti di lavoro per i giovani presentata dal Pd. Letta ha ricordato in particolare che “nei primi 70 giorni di vita è stato predisposto un piano straordinario eccezionale” che tra i suoi cardini ha visto mettere la decontribuzione per i giovani, provvedimenti contro la povertà estrema, l’aiuto ai lavoratori disabili, le borse di mobilità. “Contemporaneamente – ha aggiunto Letta – l’Italia ha partecipato alla stesura del piano europeo che ora dobbiamo applicare. In autunno partirà la seconda fase di interventi, ma adesso serve un grande accordo con le parti sociali per un piano attacco più complessivo per i giovani e non solo, perchè la disoccupazione tocca tutti”. Anche in quest’ottica, ha voluto scandire il premier, “la riduzione del cuneo fiscale rimane il faro degli interventi per dare più lavoro e combattere la disoccupazione”.

“Il bisogno di sottrarsi a persecuzioni e conflitti è sacrosanto”, ha detto il premier rispondendo al question time su un’interrogazione di Nicola Fratoianni (Sel) sul diritto d’asilo e l’emergenza immigrazione. Letta ha ricordato che “dopo il calo del 2012, nei mesi scorsi sono ripresi gli sbarchi” che “dall’inizio del 2013 sono arrivati a 145. Questa accelerazione – spiega – trova una delle sue cause principali nelle tensioni e nei cambi geopolitici” della sponda sud del Mediterraneo. “L’Italia e l’Europa devono insieme portare avanti interventi per una sfida epocale come questa”, osserva ancora Letta annunciando che comunque “entro il prossimo anno saranno aggiunti 8 mila nuovi posti nei centri di accoglienza per i rifugiati in Italia”.

Anche da Papa Francesco a Lampedusa è arrivato un gesto straordinario e un messaggio che dobbiamo recepire con il massimo impegno, ha spiegato Letta rispondendo al Question Time all’interrogazione di Fratoianni sull’emergenza immigrazione.