Un nuovo scossone investe il Vaticano e riaccende i riflettori sulle fragilità interne alla Chiesa cattolica. Il cardinale spagnolo Cristóbal López Romero, arcivescovo di Rabat e figura di primo piano nel panorama ecclesiastico internazionale, ha annunciato la propria autosospensione dalle attività pastorali dopo essere stato accusato da almeno cinque donne di comportamenti sessuali inappropriati.
Le denunce, finora rimaste circoscritte agli ambienti ecclesiastici, sono emerse grazie a un’inchiesta dell’agenzia France Presse, che ha rivelato l’apertura di un’indagine preliminare da parte del Vaticano. Un passaggio delicato, che coinvolge uno dei porporati considerati fino a poco tempo fa tra i possibili successori di Papa Francesco.
Secondo quanto ricostruito, la prima testimonianza raccolta riguarda una donna in pensione attiva nella comunità cattolica marocchina. Pur senza autorizzare la diffusione integrale del suo racconto, la donna ha riferito di “diversi episodi di condotta sessuale inappropriata”, descrivendo approcci insistenti dai quali sarebbe riuscita a sottrarsi “con grande difficoltà”.
A questa si aggiunge una seconda denuncia formale, presentata per iscritto alla Nunziatura apostolica di Rabat. Il documento, visionato dai giornalisti dell’Afp, parla di “comportamenti fisici percepiti come inappropriati” attribuiti al cardinale settantaquattrenne. Fonti interne alla diocesi riferiscono inoltre dell’esistenza di almeno altre tre segnalazioni analoghe, tutte riconducibili a episodi simili.
Di fronte al moltiplicarsi delle accuse, López Romero ha scelto la via del passo indietro. In una nota diffusa martedì 7 luglio, il porporato ha comunicato la decisione di sospendere temporaneamente ogni attività pubblica: “Al termine di un anno pastorale fruttuoso, la nostra Chiesa di Rabat si trova ad affrontare un evento difficile. Sono accusato di comportamento inappropriato nei confronti di donne adulte. Questa situazione ha indotto la Chiesa ad avviare un’indagine preliminare”.
Il cardinale ha ribadito la propria estraneità ai fatti, assicurando al contempo piena collaborazione con le autorità vaticane. “Mi asterrò dal presiedere celebrazioni pubbliche e dal partecipare ad attività pastorali”, ha aggiunto, definendo la vicenda “fonte di turbamento” e riconoscendo le “legittime domande” suscitate tra i fedeli.
La vicenda si inserisce in un contesto già segnato da una crescente attenzione ai comportamenti del clero e alla gestione delle segnalazioni interne. L’apertura dell’indagine rappresenta un passaggio cruciale per chiarire la fondatezza delle accuse e per valutare eventuali responsabilità. Nel frattempo, l’autosospensione del cardinale segna un gesto che, pur nella rivendicata innocenza, testimonia la gravità della situazione e il peso delle ombre che si addensano sulla sua figura.
